Tempio Sanzen-in

Saranno i suoi “paradisiaci” giardini la ragione per cui la sala principale di questo tempio venne battezzata Tempio della Rinascita in Paradiso? Non è certo, però nel tempio di Sanzen-in, situato nella cittadina rurale di Ohara ad un’ora circa da Kyoto, la natura è la protagonista assoluta e la sua bellezza pervade ogni angolo, dagli ambienti esterni arricchiti da muschio, aceri e cedri, agli ambienti interni decorati con affreschi che ritraggono giardini e soggetti naturali.

Il tempio Sanzen-in appartiene alla scuola Tendai. rappresenta anche uno dei cinque più importanti templi buddisti monzeki, ovvero quei templi che hanno avuto alla guida membri appartenenti alla famiglia imperiale. Il tempio rende omaggio alla figura di Yakushi Ruriko Nyorai, chiamato anche Buddha della Guarigione.

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Come arrivare

Ohara è fuori Kyoto, ma ci si arriva senza cambi: dalla stazione di Kyoto salite sul bus 17 delle Kyoto Bus, che parte dalla fermata C3 davanti all'uscita centrale, e restate a bordo fino al capolinea di Ohara, circa un'ora di viaggio.
Se volete risparmiare tempo conviene invece la metropolitana: linea Karasuma fino a Kokusaikaikan e lì, appena usciti, i bus per Ohara che in una ventina di minuti vi lasciano a destinazione.

Dalla fermata di Ohara restano dieci minuti a piedi, tutti in salita, lungo una stradina fiancheggiata da botteghe e banchetti di sottaceti: è già parte della visita, quindi non abbiate fretta.

Informazioni utili

Nome: Tempio Sanzen-in
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 9 alle 17
Costo a persona: Tempio: adulti 700 yen, studenti 400 yen, bambini 150 yen
Durata visita: Vi suggerisco 1,5 ore per i padiglioni principali; dedicateci almeno 2,5 ore se volete percorrere tutti i sentieri tra i muschi e ammirare le piccole statue Jizo nel bosco.
Consigli utili: Nella sala Ojo gokuraku-in non fermatevi alla statua centrale di Amida: guardate i due assistenti ai suoi lati. Sono inginocchiati e protesi in avanti, nella posa detta yamato-zuwari, come se stessero per accogliere l'anima del defunto: un dettaglio rarissimo che quasi tutti si perdono.
Trasporti:
  • Fermata Ohara (Kyoto Bus 17 dalla stazione di Kyoto, Kyoto Bus 19 da Kokusaikaikan): 10 minuti a piedi in salita
  • Stazione Kokusaikaikan (metro Karasuma): da qui bus per Ohara in circa 20 minuti
Indirizzo: 540 Ōhararaikōinchō, Sakyo Ward, Kyoto, 601-1242, Japan
Sito Internet: Tempio Sanzen-in
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Tempio Sanzen-in

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La storia

Fu proprio il monaco Saicho, fondatore della scuola Tendai in Giappone, a costruire il tempio nel lontano 804. Successivamente, attorno al 1100, la guida del tempio fu affidata al secondogenito dell’imperatore Horikawa, e questo sancì il legame tra questo luogo e la famiglia imperiale trasformando Sanzen-in in un tempio monzeki. Da allora, alla guida del tempio si sono succeduti 32  membri della famiglia imperiale. Con il passare degli anni il tempio si sviluppò arrivando a comprendere diversi edifici, tra cui l’attuale sala Ojo gokuraku-in che entrò a far parte del complesso di Sanzen-in dopo che il tempio fu trasferito nel luogo in cui sorge oggi.

 By: Chi King

Le cose da vedere

Oltrepassata la porta principale del tempio, vi ritroverete di fronte ad una serie di edifici, tutti collegati tra loro. Il primo edificio è Kyakuden, la sala degli ospiti, dove potete ammirare alcuni bellissimi dipinti che decorano le porte scorrevoli (fusuma) e opere di calligrafia giapponese. Questi capolavori sono stati realizzati da celebri artisti giapponesi di fama mondiale, tra cui Suzuki Shonen e Takeuchi Seiho. Il Kyakuden offre anche la possibilità di vivere esperienze uniche e indimenticabili, come ascoltare l’omelia dei monaci oppure assistere alla trascrizione dei sutra. Da questo edificio si affaccia sul giardino Shuhekien, uno splendido esempio di giardino giapponese tradizionale che non si percorre a piedi ma si ammira seduti dalla veranda, con i suoi aceri, il muschio, i cedri e un piccolo laghetto. Dal Kyakuden potete poi accedere, attraverso un corridoio, alla sala principale, Shinden. in cui sono esposte le statue di tre divinità buddiste: la statua posta al centro rappresenta il Buddha Amida e fu realizzata dal monaco Eshin, mentre ai lati si trovano Kannon e Fudo Myoo. All’interno di questo edificio potete ammirare anche la sala Gyokuza, decorata dall’illustre pittore Shimomura Kanzan: i colori sgargianti dei suoi dipinti le sono valsi anche il nome di Stanza Arcobaleno. La sala Shinden offre anche una meravigliosa vista sull’intera area del tempio, la più fotografata dai turisti, perciò soffermatevi qualche minuto ad osservare lo splendido e colorato giardino Yusei-en la sala Ojo gokuraku-in, l’edificio più antico del tempio. Se avete tempo, fate una sosta e passeggiate nel giardino immergendovi nella quiete e nei profumi che sprigiona questo luogo e ammirando le statue in pietra che spuntano qua e là; i colori dell’autunno donano al tempio una cornice magica e  suggestiva ed è perciò la stagione migliore per visitarlo. La sala Ojo gokuraku-in o sala Amida rappresenta l’attrazione principale del tempio; fu costruita nel 985 dal monaco Eshin insieme alla sorella Anyoni come luogo per commemorare le anime dei loro genitori defunti e la costruzione originale presentava un’architettura austera e molto semplice. Le pareti e i soffitti della sala sono interamente decorati con splendidi affreschi variopinti che raffigurano un giardino paradisiaco; questo edificio custodisce una statua di Amida affiancata da altre due divinità, gli assistenti Kannon e Seishi.  Proseguendo nella visita, recatevi verso la zona retrostante del tempio dove si trovano alcuni edifici abbastanza recenti e ricchi di “piccoli” tesori: una sala dedicata alla figura di Kannon, la sala Kannon-do, che ospita una statua del bodhisattva interamente ricoperta in oro e alta 3 metri. Secondo la religione buddista Kannon è dotato del potere spirituale di ascoltare ed esaudire i desideri di coloro che si rivolgono a lui. Accanto alla sala Kannon-do si trova anche un giardino tradizionale di rocce arricchito con piccole statue di 25 bodhisattva simbolo della compassione. All’esterno, nei pressi della sala, noterete anche alcune miniature di Kannon che sono state donate da persone i cui desideri sono stati avverati dal bodhisattva. Mentre vi avviate verso l’uscita fermatevi anche a curiosare tra i tanti manufatti e reperti custoditi nella Stanza del Tesoro.

Le statue Jizo nascoste nel muschio

Nel tappeto di muschio del giardino Yusei-en, poco a sud della sala Ojo gokuraku-in e a due passi dal laghetto di Benzaiten, si nascondono le warabe jizo, piccole statue in pietra dal viso di bambino che sembrano spuntare dal verde. Sono opera dello scultore Sugimura Takashi e ormai il muschio le ha ricoperte quasi per intero, tanto che chi percorre il sentiero di fretta rischia di passarci accanto senza vederle.
C’è quella che dorme appoggiata su un fianco, quella con le mani giunte, quella che ride sotto un acero: sono il dettaglio più fotografato del tempio e vale la pena rallentare per cercarle una per una.

Il tempio nelle altre stagioni

L’autunno è la stagione più celebrata, ma il Sanzen-in cambia volto tutto l’anno e non c’è periodo in cui vi sembrerà spoglio. All’inizio dell’estate il verde acido delle foglie nuove degli aceri sopra il muschio è una tavolozza intensa quanto il rosso di novembre, e da metà giugno si aggiunge l’ajisai-en, il giardino di ortensie che si apre poco oltre il laghetto di Benzaiten con migliaia di cespugli in fiore.
A febbraio invece arriva l’hatsuuma daikon-daki: per qualche giorno i monaci cuociono in grandi pentole i daikon coltivati nei campi di Ohara e li offrono gratuitamente ai visitatori, in una delle giornate più partecipate dell’anno. E se capitate qui dopo una nevicata, con il muschio e i tetti imbiancati, avrete il tempio quasi tutto per voi.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).