Due lanterne in pietra fiancheggiano il vialetto d'accesso verso una struttura in legno del Santuario Togo a Tokyo.

Santuario Togo

Un santuario a Harajuku, proprio dietro Takeshita dori, con un laghetto pieno di carpe e tartarughe, un giardino giapponese e tanti alberi alti che coprono il rumore della strada. Il Santuario Togo è dedicato all’ammiraglio che vinse la guerra navale contro la Russia: vengono da lì le bandiere a quattro colori lungo il viale e i portafortuna per la vittoria.
È il posto giusto quando siete stanchi di negozi e crêpes e volete sedervi un momento. Va bene anche se avete poco tempo e volete vedere un santuario vero senza uscire dal giro di Harajuku.

Cosa si vede

Il santuario non ha una sola cosa da vedere. Il giro è fatto di tanti pezzi diversi, e quello che vi porterete a casa è il laghetto.

  • Il laghetto con la cascata: acqua scura, un ponticello di legno, carpe grosse come avambracci e tartarughe che prendono il sole sui sassi. Dal bordo potete dare da mangiare alle carpe.
  • Il giardino intorno al laghetto: lo ha progettato uno dei primi paesaggisti moderni del Giappone. Ci sono lanterne di pietra, vialetti all’ombra e, vicino alla casa del tè, un giardino secco di sassi e ghiaia con i ciottoli incastrati nell’intonaco a uno, due e tre alla volta.
  • Il viale con le bandiere Z: sono stendardi rossi, blu, gialli e neri, gli stessi colori della bandiera che l’ammiraglio issò prima della battaglia decisiva. Lanterne ai lati e una scalinata corta portano alla sala principale.
  • I leoni di bronzo davanti alla sala principale: sono squadrati e spigolosi, sembrano usciti da Minecraft. Sono diversi da tutti i guardiani che vedete negli altri santuari di Tokyo.
  • Umi no miya: è un piccolo santuario dentro l’area, dedicato ai marinai e ai pescatori morti in mare. Accanto ci sono pannelli con la vita dell’ammiraglio.
  • Il banco dei portafortuna: c’è quello con la bandiera Z per chi deve affrontare un esame o una gara, e c’è una fila intera con Hello Kitty, Kuromi e gli altri personaggi Sanrio.

Vi avviso subito che la sala principale non è di legno antico. Quella originale è andata persa e l’hanno ricostruita in cemento, per cui chi cerca travi scure e tetti di corteccia qui resta deluso.
Secondo me il vero punto forte sta più in basso, sul bordo del laghetto. Se state fermi qualche minuto le carpe arrivano tutte insieme a bocca aperta, le tartarughe scivolano giù dai sassi, e in primavera sui rami sopra l’acqua si vede il martin pescatore.

La gente si concentra in due punti: davanti al banco dei portafortuna Sanrio, dove ci sono ragazze giapponesi e turisti con il telefono in mano, e sul ponticello, dove tutti si fermano per la foto delle carpe.
Basta fare pochi metri sui vialetti dall’altra parte del laghetto e rimanete in tre o quattro, tra una signora che legge su una panchina e un impiegato in pausa pranzo.

Da fuori sembra un santuario come tanti, con un cancello e un viale alberato. Una volta entrati, invece, lo scarto rispetto a Takeshita dori è la cosa più forte di tutta Harajuku. Da una parte ci sono il fumo delle crêpes, la musica dei negozi e il muro di gente che si muove a passo d’uomo. Dopo una curva sentite l’acqua della cascata e le cicale.
Quando qualcuno viene a trovarmi dall’Italia e mi chiede di vedere Harajuku, lo porto prima in Takeshita dori e subito dopo qui. Nessuna spiegazione su Tokyo è più chiara di quei cinque minuti di strada.

Quando andare

Il momento migliore è la mattina di un giorno feriale. Sui vialetti incontrate solo i signori del quartiere che fanno il giro a passo lento, gli impiegati che passano a salutare il santuario prima dell’ufficio e i giardinieri che rastrellano le foglie. Davanti alla sala principale può capitarvi di essere gli unici.
Il fine settimana è un altro santuario. Qui si celebrano tanti matrimoni tradizionali, e il sabato e la domenica ci sono spose in kimono bianco che si fanno fotografare sul ponte e parenti vestiti di nero che aspettano in fila. Il banco dei portafortuna si riempie di ragazzi arrivati apposta per i personaggi Sanrio.
Non è una scena da evitare, anzi: se vi capita un corteo nuziale fermatevi a guardarlo da lontano, senza mettervi in mezzo. Se invece volete il laghetto tutto per voi, scegliete un altro giorno.

Per la stagione, in primavera fioriscono i ciliegi vicino all’ingresso e sul laghetto cadono i petali. D’estate la cosa che conta davvero è l’ombra: sotto gli alberi la temperatura scende, e dopo mezz’ora di sole in Omotesando ve ne accorgete subito.
Con la pioggia leggera il laghetto diventa scuro e lucido e i vialetti si svuotano del tutto. Portatevi un ombrello e basta.

Con i bambini

Di fatica ce n’è poca. L’unica salita è la scalinata corta che porta alla sala principale, il resto è piano e all’ombra. Con il passeggino il viale principale si fa senza problemi, mentre i vialetti del giardino sono stretti e hanno qualche gradino di pietra.
Per i bambini il laghetto è il momento clou. Dare da mangiare alle carpe e contare le tartarughe sui sassi li tiene occupati molto più di qualsiasi negozio di Harajuku, e i leoni squadrati davanti alla sala li fanno ridere.
Tenetegli la mano sul bordo dell’acqua, perché in alcuni punti non c’è la ringhiera.

In breve

  • Il pezzo forte: il laghetto con carpe, tartarughe e cascata, a un passo da Takeshita dori.
  • Quando andare: la mattina dei giorni feriali; nel weekend ci sono matrimoni e più gente.
  • Ideale per: fare una pausa dallo shopping, vedere un santuario senza uscire da Harajuku, girare con bambini piccoli.
  • Atmosfera: acqua che scorre, cicale, spose in kimono il sabato, quasi nessuno nei giorni feriali.

Conclusione

Qui non si viene per l’edificio, che è in cemento e somiglia a tanti altri. Si viene per il contrasto con la strada dei negozi e per stare dieci minuti sul bordo dell’acqua a guardare le carpe. Se siete a Harajuku, questa deviazione non va saltata: sono pochi metri e danno a tutta la giornata una misura diversa.
Chi invece cerca l’architettura antica o un grande complesso da girare per ore deve andare altrove. Qui l’unica cosa che conta è il laghetto, ma è fatto così bene che basta e avanza.

Informazioni utili

Nome: Santuario Togo
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 6 alle 17
Indirizzo: 1-chōme-5-3 Jingūmae, Shibuya, Tokyo 150-0001, Japan
Sito Internet: Santuario Togo
Apri su Google Maps

Mappa

MarcoMaps100% gratis

Questo posto è su MarcoMaps

Santuario Togo

La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.

  • 4.000+ luoghi
  • Voto, foto e orari
  • Veg friendly
  • Vicino a me (GPS)
  • Preferiti senza login
  • Funziona offline
Apri la mia mappa!
La mappa MarcoMaps del Giappone con decine di luoghi segnatiLa mappa dal telefono: la scheda di un luogo con foto, voto, orari e costi

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).