A 108 metriCandy a GogoA 108 metri
Caramelle in quantità!

Un santuario a Harajuku, proprio dietro Takeshita dori, con un laghetto pieno di carpe e tartarughe, un giardino giapponese e tanti alberi alti che coprono il rumore della strada. Il Santuario Togo è dedicato all’ammiraglio che vinse la guerra navale contro la Russia: vengono da lì le bandiere a quattro colori lungo il viale e i portafortuna per la vittoria.
È il posto giusto quando siete stanchi di negozi e crêpes e volete sedervi un momento. Va bene anche se avete poco tempo e volete vedere un santuario vero senza uscire dal giro di Harajuku.
Il santuario non ha una sola cosa da vedere. Il giro è fatto di tanti pezzi diversi, e quello che vi porterete a casa è il laghetto.
Vi avviso subito che la sala principale non è di legno antico. Quella originale è andata persa e l’hanno ricostruita in cemento, per cui chi cerca travi scure e tetti di corteccia qui resta deluso.
Secondo me il vero punto forte sta più in basso, sul bordo del laghetto. Se state fermi qualche minuto le carpe arrivano tutte insieme a bocca aperta, le tartarughe scivolano giù dai sassi, e in primavera sui rami sopra l’acqua si vede il martin pescatore.
La gente si concentra in due punti: davanti al banco dei portafortuna Sanrio, dove ci sono ragazze giapponesi e turisti con il telefono in mano, e sul ponticello, dove tutti si fermano per la foto delle carpe.
Basta fare pochi metri sui vialetti dall’altra parte del laghetto e rimanete in tre o quattro, tra una signora che legge su una panchina e un impiegato in pausa pranzo.
Da fuori sembra un santuario come tanti, con un cancello e un viale alberato. Una volta entrati, invece, lo scarto rispetto a Takeshita dori è la cosa più forte di tutta Harajuku. Da una parte ci sono il fumo delle crêpes, la musica dei negozi e il muro di gente che si muove a passo d’uomo. Dopo una curva sentite l’acqua della cascata e le cicale.
Quando qualcuno viene a trovarmi dall’Italia e mi chiede di vedere Harajuku, lo porto prima in Takeshita dori e subito dopo qui. Nessuna spiegazione su Tokyo è più chiara di quei cinque minuti di strada.
Il momento migliore è la mattina di un giorno feriale. Sui vialetti incontrate solo i signori del quartiere che fanno il giro a passo lento, gli impiegati che passano a salutare il santuario prima dell’ufficio e i giardinieri che rastrellano le foglie. Davanti alla sala principale può capitarvi di essere gli unici.
Il fine settimana è un altro santuario. Qui si celebrano tanti matrimoni tradizionali, e il sabato e la domenica ci sono spose in kimono bianco che si fanno fotografare sul ponte e parenti vestiti di nero che aspettano in fila. Il banco dei portafortuna si riempie di ragazzi arrivati apposta per i personaggi Sanrio.
Non è una scena da evitare, anzi: se vi capita un corteo nuziale fermatevi a guardarlo da lontano, senza mettervi in mezzo. Se invece volete il laghetto tutto per voi, scegliete un altro giorno.
Per la stagione, in primavera fioriscono i ciliegi vicino all’ingresso e sul laghetto cadono i petali. D’estate la cosa che conta davvero è l’ombra: sotto gli alberi la temperatura scende, e dopo mezz’ora di sole in Omotesando ve ne accorgete subito.
Con la pioggia leggera il laghetto diventa scuro e lucido e i vialetti si svuotano del tutto. Portatevi un ombrello e basta.
Di fatica ce n’è poca. L’unica salita è la scalinata corta che porta alla sala principale, il resto è piano e all’ombra. Con il passeggino il viale principale si fa senza problemi, mentre i vialetti del giardino sono stretti e hanno qualche gradino di pietra.
Per i bambini il laghetto è il momento clou. Dare da mangiare alle carpe e contare le tartarughe sui sassi li tiene occupati molto più di qualsiasi negozio di Harajuku, e i leoni squadrati davanti alla sala li fanno ridere.
Tenetegli la mano sul bordo dell’acqua, perché in alcuni punti non c’è la ringhiera.
Qui non si viene per l’edificio, che è in cemento e somiglia a tanti altri. Si viene per il contrasto con la strada dei negozi e per stare dieci minuti sul bordo dell’acqua a guardare le carpe. Se siete a Harajuku, questa deviazione non va saltata: sono pochi metri e danno a tutta la giornata una misura diversa.
Chi invece cerca l’architettura antica o un grande complesso da girare per ore deve andare altrove. Qui l’unica cosa che conta è il laghetto, ma è fatto così bene che basta e avanza.
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Santuario Togo
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).