A 874 metriSantuario FutarasanA 874 metri
Un santuario shintoista a Nikko
©beibaoke - ShutterstockUn santuario in mezzo al bosco, nella zona dei templi di Nikko, dove si cammina su un lastricato di pietra coperto di muschio senza incrociare quasi nessuno. Takinoo fa parte del santuario Futarasan e ha poche cose, ma tutte forti: un cancello rosso, tre cedri altissimi, un torii in cui si tirano i sassi e una cascata poco più sotto.
Se a Nikko cercate anche qualcosa che non sia oro e gruppi organizzati, questo è il posto; se avete problemi con le scale e con le pietre bagnate, tenetene conto.
L’area del santuario è tutta sotto i cedri: anche a mezzogiorno la luce arriva a chiazze e il colore che vi resta in testa è il verde del muschio sulle lanterne di pietra. Le cose da guardare sono contate, e proprio per questo non se ne perde nessuna.

C’è anche un piccolo santuario Inari e una sorgente che chiamano del sake, ma sono dettagli da guardare di passaggio, non motivi per venire fin qui.
La cascata, giusto per essere chiari, è una cascatella: se avete in testa i grandi salti d’acqua del Giappone vi basteranno due minuti, e ci si ferma più per il posto in sé che per l’acqua. Gli edifici, allo stesso modo, sono l’opposto esatto del Toshogu, il santuario più famoso di Nikko, tutto sculture colorate e pannelli dorati: qui legno e pietra e basta. Chi arriva qui aspettandosi il seguito di quello spettacolo resta spiazzato, e le prime volte ci si mette qualche minuto a capire che il pezzo grosso è il bosco attorno, non l’edificio davanti.
La parte che in tanti saltano è quella dietro la sala principale: si gira l’angolo, si passa il recinto di pietra e si finisce davanti ai cedri e al sasso dei figli, dove non c’è più niente di costruito. Se andate via prima di arrivarci, avete visto metà del posto.
La leggenda dice che nel punto dei tre cedri apparve la dea della montagna che sta alle spalle di Nikko: il recinto dietro la sala principale non è un angolo qualunque, è il luogo sacro da cui è nato tutto il resto, e i cedri di adesso non sono nemmeno gli originali. Per questo il sasso dei figli e il bambù dei legami stanno proprio lì accanto: alla dea si viene a chiedere figli e buoni incontri.
Ci torno ogni volta che passo da Nikko con qualcuno che non c’è mai stato, perché è l’unico punto della zona in cui si sente l’acqua del torrente e il vento nei rami invece delle guide con il microfono, e perché il passaggio dal lastricato al recinto dei cedri mette in silenzio anche chi non ha nessun interesse per i santuari.

La mattina presto è un’altra storia rispetto al resto della giornata: il sole entra di taglio tra i cedri, sulle pietre c’è ancora l’umido della notte e si può fare tutto il giro senza vedere anima viva. Più tardi qualcuno arriva, ma anche nel fine settimana qui non si cammina mai in fila: mentre davanti al Toshogu si aspetta per entrare, a Takinoo vi ritrovate da soli davanti alla sala delle preghiere.
Le due stagioni che cambiano davvero le carte sono l’inizio dell’estate e l’autunno. Con il verde nuovo il lastricato diventa un tunnel chiaro e il muschio è al massimo; in autunno i cedri restano verdi ma gli aceri intorno diventano rossi, e quelle foglie accanto al cancello laccato e al verde scuro dei tronchi sono la cosa migliore dell’anno.
D’inverno con la neve il discorso si complica parecchio, perché le pietre del viale d’ingresso diventano una pista e le scale non sono tutte protette.
La pioggia qui non rovina niente, anzi: il verde si accende e il rumore dell’acqua aumenta. Il problema sta solo sotto i piedi.

Non è una passeggiata in piano. Il viale d’ingresso è fatto di grosse pietre piatte piantate nel terreno, irregolari, con i bordi arrotondati dagli anni e il muschio che cresce nelle fughe: si guarda dove si mettono i piedi più di quanto si guardi il paesaggio, almeno all’inizio. Poi ci sono le scale, diversi tratti, e nel pezzo verso la cascata il fondo diventa sterrato.
Scarpe da ginnastica con una suola decente sono il minimo; con le pietre bagnate quelle lisce scivolano sul serio.
Passeggini e sedie a rotelle qui non hanno speranza, e anche chi ha le ginocchia messe male farebbe bene a saperlo prima di partire. I bambini invece se la cavano benissimo: il torii dei sassi li tiene occupati e il bosco fa il resto, basta tenerli d’occhio sulle pietre.
Da giugno a ottobre, e soprattutto quando piove o il giorno dopo la pioggia, in questa parte della montagna ci sono le sanguisughe di terra: pantaloni lunghi, calze sopra e un occhio alle caviglie quando ci si ferma sull’erba. Non è un dramma, ma saperlo prima evita lo spavento.

Lo scatto che vale di più è il lastricato guardato dal basso verso l’alto, con le lanterne di pietra verdi di muschio sui lati e i tronchi che chiudono la scena: a metà mattina la luce scende a fasci tra i rami e si vede benissimo anche a occhio nudo. L’altro scatto che porto sempre a casa è il cancello rosso preso da sotto le scale, con il legno scuro e il verde tutto intorno che lo fanno saltare fuori.
I tre cedri sono i più difficili: da vicino non ci stanno nell’inquadratura e da lontano non si capisce quanto siano alti, per cui conviene mettere una persona nel campo per dare la misura.
Bella notizia: qui non si fa nessuna fila per fotografare niente, e nessuno vi passa davanti mentre aspettate la luce giusta.
Qui non si viene per gli edifici, che sono pochi e spogli, ma per il tragitto sul lastricato e per quello che c’è dietro la sala principale: cedri, pietra, muschio e il torrente in sottofondo. Vale la deviazione proprio per questo contrasto con la parte monumentale di Nikko, e secondo me è il posto che si ricorda meglio a distanza di mesi.
Se avete mezza giornata contata e la usate per i templi principali, lasciate perdere: fatto di corsa non rende niente. Se invece camminate volentieri e vi piacciono i posti dove non succede niente, questo è il migliore della zona.
Questo posto è su MarcoMaps
Santuario di Takinoo
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


Santuario di Takinoo - lì vicino trovate:
A 874 metriUn santuario shintoista a Nikko
A 1018 metriImportante santuario patrimonio dell'Unesco, a Nikko.
A 1396 metriIl più importante tempio di Nikko.
A 1437 metriStorica residenza imperiale.
A 1721 metriIl rosso ponte sacro.
A 1821 metriGola con statue di Jizo.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).