Santuario Taiyuinbyo
Chiamata la città-santuario, Nikko è ricca di bellezze naturali e capolavori architettonici circondati da colline rivestite da foreste, e proprio qui riposano gli shogun più importanti della storia del Giappone. Il silenzio della foresta avvolge ogni edificio in un’atmosfera ovattata, lontano dai ritmi frenetici delle metropoli.
Salendo una scalinata circondata dalla vegetazione giungerete al santuario Taiyuinbyo, il mausoleo che ospita le spoglie di Tokugawa Iemitsu, nipote di Ieyasu: un luogo poco frequentato dai turisti ma che vale la pena visitare.
Indice
Cosa vedere nel santuario Taiyuinbyo
Situato sul pendio di una collina e circondato da mura di legno, il santuario sorge in una posizione privilegiata e idilliaca, regalando una bellissima vista dall’alto. Apprezzate la quiete di questo luogo, dove i segni del tempo che passa emergono negli alberi millenari che come vecchi guardiani sorvegliano gli edifici e nei tappeti di muschio che lentamente si fanno strada sul terreno, ma non nei templi, dove invece i colori sgargianti restano vividi rapendo lo sguardo dei visitatori. L’inizio della scalinata è sancito dalla maestosa “Porta del Tuono” di colore rosso, ai cui lati si trovano delle statue raffiguranti il Dio dei Venti e il Dio del Tuono. Da qui il percorso prosegue attraverso ulteriori rampe di scalini che conducono ad altre due porte molto sfarzose e ricche di decori, che ospitano all’interno le statue di diverse divinità protettrici. Infine si giunge al santuario: voltatevi per qualche istante a contemplare il magnifico panorama. Una volta entrati all’interno soffermatevi ad ammirare le decorazioni della sala principale: le pareti sono decorate con sontuosi dipinti in oro, mentre sul soffitto sono raffigurati 140 “draghi con le perle” che trasportano le preghiere dei fedeli. Il santuario funge anche da tempio buddista perciò potrebbe capitarvi di assistere a cerimonie religiose e matrimoni. Più che un santuario, del resto, questo è un mausoleo buddista: il complesso appartiene al tempio Rinnoji e lo stesso nome Taiyuin è quello che venne dato a Iemitsu dopo la morte. Anche l’orientamento racconta qualcosa: gli edifici sacri giapponesi guardano quasi sempre a sud, questo invece è rivolto verso il Toshogu, perché Iemitsu voleva servire il nonno anche da morto.
Le lanterne dei signori feudali
Man mano che salite noterete decine di lanterne di pietra allineate lungo il percorso, a cui si aggiungono quelle di bronzo più vicine agli edifici. Non sono un arredo qualsiasi: le donarono i daimyo di tutto il Giappone e la casa imperiale, e ogni lanterna era una dichiarazione di fedeltà allo shogun sepolto qui. È lo stesso meccanismo che teneva insieme il Giappone di quegli anni, dove nessuno poteva sottrarsi e la generosità verso il mausoleo era un modo per mostrarsi dalla parte giusta.
Se avete tempo, cercate anche i dettagli più piccoli delle decorazioni: i leoni dipinti sulle pareti della sala principale sono opera dei pittori della scuola Kano, gli stessi a cui lo shogunato affidava i lavori più prestigiosi.
Le porte che portano al sepolcro
Ognuna delle porte che salite ha il suo nome e i suoi guardiani. Quella con il vento e il tuono si chiama Nitenmon ed è la porta più grande di tutta Nikko: davanti montano la guardia due re celesti, mentre le due divinità più famose stanno sul retro, quindi voltatevi un attimo dopo averla attraversata. Salendo trovate lo Yashamon, chiamato anche porta delle peonie per i fiori intagliati che lo ricoprono, con quattro demoni yasha a sorvegliare i quattro punti cardinali.
L’ultima porta prima della sala delle preghiere è il Karamon, piccolo e finissimo, con un drago bianco e una coppia di gru scolpiti nel legno. Dietro agli edifici principali se ne nasconde un’altra ancora, il Kokamon, dalle linee cinesi arrotondate e insolite per Nikko: al di là c’è la tomba di Iemitsu, e quella è l’unica parte in cui non si entra.
Il mausoleo del terzo shogun
Tokugawa Iemitsu è il terzo shogun della dinastia e il nipote di quel Ieyasu che riposa poco più in là, nel Toshogu. Il suo fu un governo di regole ferree: a lui si devono il sistema che obbligava i signori feudali a risiedere a turno a Edo e la chiusura del Giappone agli stranieri, la politica che tenne il paese isolato per due secoli. Fu sempre lui a volere la grande ricostruzione del santuario del nonno: i lavori partirono nel 1634 e in poco più di un anno trasformarono un complesso sobrio negli edifici scintillanti che vedete oggi.
Iemitsu morì nel 1651 e il suo mausoleo venne completato nel 1653, sul modello del Toshogu ma volutamente più piccolo. Lo capite anche dai colori: qui l’oro è accostato al nero, mentre nel santuario del nonno risalta sul bianco.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).







