Una fila di torii rossi attraversa una collina verdeggiante sopra l'oceano in Giappone.©Spyan - Shutterstock

Santuario Motonosumi

Un santuario in cima a una scogliera sul mare del Giappone, nella prefettura di Yamaguchi, dove una fila di torii rossi scende lungo il pendio fino al bordo della roccia e sotto, dentro una spaccatura, il mare sbuffa in aria quando è grosso.
Il santuario Motonosumi sta nel comune di Nagato, in mezzo al niente, e si viene qui per vedere dal vivo quei portali che curvano verso l’acqua, più il pezzo di costa che ci sta sotto.
È la tappa giusta per chi gira il Giappone dell’ovest in macchina e vuole una sosta lontana dalle solite città. Se invece cercate un grande complesso con sale, giardini e statue, vi avviso subito che qui l’edificio è minuscolo.

Cosa si vede

Tutto sta su un pezzo di scogliera esposto al vento, con il piazzale in alto e il mare in basso. Quello che c’è da guardare è questo:

  • La fila di torii: 123 portali rossi uno dietro l’altro per più di cento metri, che scendono curvando lungo il costone fino all’ultimo gradino sopra l’acqua.
  • Il torii della cassetta delle offerte: sta nella parte alta, con la cassetta piazzata in cima alla traversa a cinque metri da terra e fatta apposta stretta; chi ci infila la moneta, dice la tradizione, vede esaudito il desiderio.
  • Il Ryugu no Shiofuki: la fessura nella roccia sotto il santuario, dove le onde entrano, comprimono l’aria e sparano fuori un getto d’acqua che con il mare giusto arriva altissimo.
  • La sala del santuario: legno, pietra, due volpi al posto dei soliti cani guardiani e un banco senza nessuno dietro dove si prendono amuleti e timbri lasciando i soldi.
  • Il fondo del percorso: erba corta, roccia nera bagnata e il mare che batte a pochi metri, con la fila rossa che da lì si vede risalire il pendio.

La cassetta delle offerte è la scena più divertente del posto: la gente si mette in coda, tira, la moneta picchia sulla traversa e ricade, e uno si ostina finché non ci prende.
Il getto d’acqua invece non è garantito. Con il mare piatto guardate una spaccatura nella roccia e non succede niente: per vederlo davvero servono mare mosso e vento da nord.
La parte bassa, quella sugli scogli, è scivolosa quando è bagnata e non ha senso affrontarla con le scarpe sbagliate.

Quello che promette è una foto e quello che dà è parecchio di più, ma non nel senso dei monumenti: qui si sta su un costone con il vento addosso, l’acqua che spacca sotto e una riga rossa che taglia il verde e il blu. Quando scendo in Yamaguchi ci ripasso sempre, e ci porto chi viene a trovarmi dall’Italia convinto che il Giappone siano solo città e templi di legno scuro: qui scoprono in un colpo solo che c’è anche questa roba, una costa dura battuta dal mare del Giappone.
Dietro c’è una storia semplice: è un santuario Inari, l’ha fatto costruire un pescatore del posto a cui una volpe bianca era apparsa in sogno chiedendo di essere onorata proprio qui. I portali sono arrivati dopo, uno alla volta, donati dai fedeli, ed è così che la fila è cresciuta lungo tutto il costone.

Quando andare

La mattina presto è un altro posto rispetto al resto della giornata: pochissime macchine nel piazzale, nessuno in coda davanti alla cassetta, e potete stare in mezzo ai torii senza aspettare che si liberi il passaggio.
Più tardi arrivano i pullman e i gruppi, e allora la fila di portali diventa una processione a passo lento in cui ci si ferma di continuo perché qualcuno davanti sta scattando.
Nei giorni feriali si respira, nel fine settimana e nei ponti il piazzale è pieno e si aspetta il proprio turno per ogni cosa.

Con il cielo coperto il rosso si spegne e resta un pendio grigio con del legno colorato sopra: se potete scegliere, scegliete il sereno, perché è il contrasto con l’azzurro dell’acqua a fare la differenza.
Con il sole alto i colori sono al massimo, nel tardo pomeriggio la luce taglia di lato e la parte bassa finisce in ombra.
D’estate non c’è un filo d’ombra su tutto il percorso e il caldo sul costone si sente. D’inverno il vento arriva dal mare come uno schiaffo, ma è la stagione in cui le onde entrano nella roccia sul serio e si vede il getto.

Fatica e vento

Dall’alto si scende facile, e quella è la parte che vi frega: al ritorno si risale tutta la salita tra i torii, con il fiato corto e nessun punto dove sedersi.
I gradini sono irregolari e stretti, il terreno cambia da cemento a pietra a roccia viva, e i portali sono bassi: se siete alti dovete abbassare la testa più di una volta.
Con passeggini e carrozzine non si passa, e a chi cammina male questo giro non lo consiglio: non c’è un percorso alternativo, o si fanno i gradini o si resta sopra.

Al vento pensateci quando vi vestite. Sul costone tira quasi sempre, i cappelli volano via e i capelli finiscono in faccia in ogni foto; da novembre in poi serve una giacca vera anche se nel resto della prefettura la giornata è mite.
Chi soffre le altezze sappia che in certi punti il sentiero passa a pochi passi dal salto sulla scogliera, senza ringhiere alte.

La foto migliore

Il punto da cui esce lo scatto che avete in testa non è dentro il tunnel di portali ma appena a destra del primo, in alto: da lì vedete tutta la sequenza che curva verso il basso, il mare dietro e la costa che si apre a sinistra.
Ci si alterna, è un fazzoletto di terra e ci sta una persona per volta, per cui nelle ore centrali aspettate qualche minuto.
L’altra inquadratura buona si prende dalla parte del Ryugu no Shiofuki, guardando indietro verso il santuario: da lì i torii si vedono di lato, in salita, con la scogliera sotto.

Dentro la fila, invece, le foto vengono tutte uguali e un po’ schiacciate: meglio puntare la macchina in alto verso le traverse, dove il rosso si accavalla e si vede un pezzo di cielo.
Se vi portate qualcuno da fotografare, mettetelo in mezzo ai portali visto dall’alto: dà la misura di quanto sono piccoli e di quanto è ripido il pendio.

In breve

  • Il pezzo forte: la sequenza di portali rossi che scende curvando fino al mare, vista da sopra.
  • Quando andare: mattina presto e giorni feriali, con il sereno; inverno se volete il getto d’acqua dalla roccia.
  • Ideale per: chi gira Yamaguchi in auto, chi ama fotografare paesaggi di costa, chi vuole un pezzo di Giappone diverso dalle città.
  • Atmosfera: costone aperto sul mare, vento continuo, poca gente all’alba e turno da aspettare nel pieno della giornata.

Conclusione

Non è un posto da visita lenta con tante cose da guardare: c’è un’unica immagine forte e tutto il resto è contorno, compreso l’edificio del santuario che in due secondi avete visto. Ma quell’immagine dal vivo è più bella che in fotografia, perché ci aggiungete il rumore delle onde sotto, il vento e il fatto di camminarci dentro fino al bordo della scogliera.
Vale la deviazione anche lunga, a patto di arrivarci presto e con il sole; se passate di lì con la pioggia e il cielo chiuso, o se i gradini sono un problema, rimandate a un’altra volta e non ci rimettete niente.

Informazioni utili

Nome: Santuario Motonosumi
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 9:30 alle 16:30
Indirizzo: 498 Yuyatsuō, Nagato, Yamaguchi 759-4712, Japan
Sito Internet: Santuario Motonosumi
Apri su Google Maps

Mappa

MarcoMaps100% gratis

Questo posto è su MarcoMaps

Santuario Motonosumi

La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.

  • 4.000+ luoghi
  • Voto, foto e orari
  • Veg friendly
  • Vicino a me (GPS)
  • Preferiti senza login
  • Funziona offline
Apri la mia mappa!
La mappa MarcoMaps del Giappone con decine di luoghi segnatiLa mappa dal telefono: la scheda di un luogo con foto, voto, orari e costi

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).