Una fila di portali torii rossi si estende davanti a un edificio del santuario di Koizumi Inari a Isezaki.©nukopic - Shutterstock

Santuario Koizumi Inari

Un santuario shintoista in mezzo ai campi, a Isesaki, in Gunma, con circa trecento torii rossi messi uno dietro l’altro su tre file parallele. Koizumi Inari è conosciuto per questo, e per il torii gigante piantato nelle coltivazioni a qualche centinaio di metri dal santuario: ventidue metri, il più alto della prefettura.
Dietro la sala principale ci sono centinaia di volpi bianche di ceramica, lasciate lì da chi ha pregato. Se volete vedere una cosa del genere in un posto dove non si fa la fila per passare, o vi serve una tappa breve e forte in Gunma, è il posto giusto.

Cosa si vede

  • Le tre file di torii: un centinaio di metri di cancelli rossi donati da chi ha ottenuto quello che chiedeva, tre file affiancate, si cammina sotto quella centrale.
  • Il torii grande nei campi: ventidue metri di legno rosso in mezzo alle coltivazioni, senza niente di alto intorno, con il monte Akagi che chiude il fondo.
  • Il recinto delle volpi bianche: dietro la sala principale, centinaia di volpi di ceramica messe in fila e a gruppi, tutte diverse, tutte portate da qualcuno.
  • La sala principale: legno scuro, misura normale, molto più sobria di quello che ci si aspetta dopo il corridoio di rosso.
  • Le volpi di pietra all’ingresso: quelle con i cuccioli attaccati addosso sono le più belle, e non si notano se non ci si ferma un attimo.
  • Il tofu fritto da offrire: c’è una casetta dove lo si prende e lo si posa davanti alle volpi, al posto della solita moneta.

Le tre file sono così vicine l’una all’altra che da dentro quella centrale i pali laterali vi sfilano accanto mentre camminate, e per venti o trenta passi non vedete altro che rosso davanti, di fianco e sopra. I torii non sono tutti uguali né tutti nuovi: alcuni hanno il colore andato, altri sono di pietra chiara, le altezze ballano, e le traverse in alto fanno una linea seghettata invece di una curva pulita. È esattamente la ragione per cui mi piace più di certi corridoi di torii perfetti.
L’area del santuario non è grande e dalla fine delle file la vedete tutta: se vi immaginavate chilometri di cancelli su un fianco di montagna, ridimensionate le aspettative, qui è un tratto piano e dritto e si esaurisce in fretta.
La parte che quasi tutti si perdono è quella dietro: si arriva ai gradini della sala principale, si fa la foto, si torna indietro. Girate dietro, invece, perché il recinto delle volpi è più forte del corridoio rosso: file di musi bianchi con le orecchie rotte, il rosso sbiadito sul collo, alcune grandi come un gatto e altre come un pollice.
Intorno non c’è niente da vedere: case basse, capannoni, campi, distributori automatici. Chi cerca un borgo carino da girare dopo resta a bocca asciutta.

Quello che promette lo mantiene tutto. Ci torno perché è uno dei pochi posti dove in cento metri si prende più colore di quanto un santuario grande ne dia in una lunga camminata, e perché davanti alle volpi mi fermo sempre più a lungo che davanti ai cancelli. Quando qualcuno mi chiede un posto in Gunma che non sia un onsen, rispondo con questo e non sbaglio mai il consiglio.

Quando andare

Il periodo migliore è metà ottobre. Attorno al torii grande seminano cosmos su una distesa di quasi sette ettari, una decina di milioni di fiori, e per due settimane c’è un muro rosso di ventidue metri appoggiato su un tappeto rosa e bianco, con la montagna dietro. Se potete scegliere quando passare da queste parti, scegliete quel periodo e non discutete: è il motivo per cui questo posto sta su un piano diverso rispetto ai santuari di campagna della zona.
Il secondo momento buono è l’inizio della primavera, quando i ciliegi sono aperti e il rosa pallido sta accanto al rosso dei cancelli. Meno gente, meno scenografia, ma il contrasto si fa guardare.

A Capodanno cambia tutto: qui si prega per gli affari e arriva una quantità di gente che non sospettereste, oltre centomila persone in pochi giorni, con il corridoio dei torii che diventa una fila indiana a passo lento. Se non vi interessa vedere il rito, state alla larga.
Anche i giorni di preghiera mensili portano bancarelle di cibo e più persone del solito. Sono il primo e il 15 di ogni mese, i giorni considerati più fortunati, mentre la festa principale del santuario cade il 15 aprile, più o meno quando fioriscono i ciliegi. Nei giorni feriali normali, invece, ci trovate quattro signori del posto che si inchinano, battono le mani e vanno via, e il rumore che sentite è solo quello di qualche trattore lontano.

D’estate il sole si mette di traverso sui cancelli e sul terreno cadono strisce d’ombra tutte storte: bello da guardare, meno bello da attraversare a metà giornata, perché di ombra vera per fermarsi non ce n’è. Il tardo pomeriggio è l’ora in cui il rosso viene meglio.

Com'è girarlo

Nessuna scalinata, nessuna salita, terreno piano dall’inizio alla fine. Chi ha un passeggino o cammina piano non ha nessun problema, e con i bambini è una passeggiata tranquilla: c’è anche il bagno.
Il corridoio centrale è largo il giusto per passarci uno alla volta con calma, e le traverse basse di qualche cancello fanno abbassare la testa a chi è alto. Ai lati, tra i pali, si vedono i torii piccoli, quelli votivi, alti come una bottiglia.

Dalla fine delle tre file alla sala principale ci sono pochi passi, e da lì si gira sul retro senza fatica. Il tofu fritto va posato davanti alle volpi e non davanti alla sala: se non lo sapete, restate un attimo a guardare cosa fanno gli altri e copiate, nessuno vi dirà niente.
Qui non c’è un prete fisso, lo mandano avanti le famiglie della zona a turno. Si vede in tutto, dalle offerte sistemate a mano alle volpi accatastate senza un ordine preciso, e secondo me è proprio questo che lo rende diverso da un santuario tirato a lucido. Eppure non è un santuario giovane, anche se la sala che vedete oggi è stata rifatta dopo la guerra.

La foto migliore

Il punto che rende più di tutti è dentro la fila centrale, accucciati, obiettivo basso: i cancelli si sovrappongono e il rosso riempie l’inquadratura fino in cima. Tenete in mano solo il telefono, perché muovere un treppiede lì dentro è un impiccio.
Il secondo scatto è il torii grande preso dal campo, con i fiori davanti in ottobre e la montagna sul fondo: tre piani in una foto sola, e non serve nessuna bravura particolare per portarla a casa.

Il terzo, il mio preferito, è il recinto delle volpi: ravvicinato, su due o tre musi, con le altre sfocate dietro. Per nessuna di queste foto si fa la fila, e dopo i posti dove si aspetta il turno per uno scatto è un sollievo.

In breve

  • Il pezzo forte: cento metri di cancelli rossi su tre file attaccate, più il torii da ventidue metri nei campi.
  • Quando andare: metà ottobre con i cosmos aperti, oppure un giorno feriale qualsiasi nel tardo pomeriggio; primi giorni dell’anno da evitare.
  • Ideale per: chi gira Gunma e vuole una sosta breve ma piena di colore, chi fotografa, chi viaggia con passeggini o persone che non salgono scale.
  • Atmosfera: campagna piatta, pochi fedeli del posto, rosso concentrato in poco spazio e silenzio rotto solo dai mezzi agricoli.

Conclusione

Si viene qui per un effetto visivo e per le volpi sul retro, non per l’architettura: la sala principale è una sala principale come tante e oltre a quello che c’è nel recinto non resta altro da girare. Vale la deviazione per una ragione precisa, cioè che quella fitta di cancelli e quel torii solitario in mezzo alle coltivazioni non li trovate da nessun’altra parte messi così vicini; in ottobre, con i fiori, sale ancora di livello. Se però vi aspettate un complesso grande da visitare con contorno di vie da girare, questo non è il posto per voi.

Come arrivare

Il santuario è in piena campagna e conviene l'auto: dall'uscita Ota-Yabuzuka della Kita-Kanto Expressway sono circa 3 km, e c'è un parcheggio gratuito accanto al santuario.
Senza auto si scende alla stazione JR di Kunisada e si prende un taxi per circa 10 minuti: a piedi la strada è lunga e passa tra capannoni e campi.

Il grande torii sta circa 800 metri a ovest del santuario, lungo la strada che porta al santuario: si raggiunge con una passeggiata tra i campi.

Informazioni utili

Nome: Santuario Koizumi Inari
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 8 alle 17
Durata visita: 30 minuti per il santuario, un'ora abbondante se arrivate anche al grande torii nei campi
Consigli utili: Dopo i torii girate dietro la sala: il recinto delle volpi bianche è la parte più bella e quasi tutti lo saltano. Poi non ripartite subito, ma fate gli 800 metri a piedi fino al grande torii nei campi: visto da vicino, senza niente intorno, fa tutto un altro effetto.
Trasporti:
  • Stazione Kunisada (JR Ryomo): poi taxi, circa 10 minuti
  • In auto: uscita Ota-Yabuzuka della Kita-Kanto Expressway, circa 3 km
Indirizzo: 231 Koizumicho, Isesaki, Gunma 379-2232, Japan
Sito Internet: Santuario Koizumi Inari
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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