Santuario IzanagiA 2397 metri
Santuario shintoista del mito della creazione.

Un santuario nascosto nei boschi dell’entroterra di Awaji, nella parte nord dell’isola. In cima a due scalinate ripide c’è un masso alto come un palazzo di quattro piani, con la corda sacra legata intorno e le colline sotto di voi.
Il Santuario Iwagami ha anche una sala principale dipinta a colori accesi e un tempietto buddista lungo la salita, ma si sale per la roccia. È il posto giusto per chi gira l’isola in macchina e ha già visto i santuari classici: qui si prega una pietra, e quando ce l’avete davanti si capisce subito perché.
Dal primo torii fino alla roccia si sale e basta, e lungo la strada si incontrano queste cose:
Vi avviso subito che la sala principale non è il motivo del viaggio. Con quei colori fa la sua figura, ma resta un santuario di campagna, niente a che vedere con i grandi complessi.
Non fermatevi lì, perché la parte migliore sta sopra, dietro la sala.
Il sale lo trovate già pronto: prendetene un pizzico e passatevelo addosso prima di infilarvi sotto il torii con la corda. Nessuno vi controlla, anche perché non c’è un ufficio con il sacerdote, e pure il goshuin, il timbro scritto a pennello che si colleziona nei santuari, è lasciato lì già pronto e ve lo prendete da soli.
Dal vivo la roccia fa più effetto che in foto. Ci arrivate a pochi passi, dal basso, ancora col fiatone per la scalinata, e per vederne la cima dovete buttare la testa all’indietro.
Sulla carta è una pietra sacra in un bosco, ma lassù c’è di più. Arrivate sudati, appoggiate la mano sulla superficie liscia della roccia e vi girate verso la valle, senza voci intorno e senza nessuno che vi mette fretta.
Ci porto chi viene a trovarmi e ha già visto Izanagi Jingu, il grande santuario dell’isola che sta poco lontano. Là si capisce com’è un santuario importante, ordinato e pieno di gente; qui si vede da dove è partito tutto, perché su questa roccia si saliva a pregare molto prima che ci costruissero la sala.
Per me la stagione migliore è l’autunno. Il ginkgo diventa giallo, gli aceri intorno si fanno rossi e verso la fine della stagione le foglie coprono il viale.
In primavera ci sono i ciliegi di montagna, sparsi qua e là nel verde del bosco: niente a che vedere con i viali fioriti dei parchi in città, ma si sale in mezzo ai fiori.
Qui la folla non è un problema in nessun momento: non si fa la fila da nessuna parte e la roccia, se c’è qualcuno, la dividete con due o tre persone. Il momento della giornata conta di più per le gambe. D’estate andateci la mattina presto, perché con l’umido giapponese due scalinate così si fanno sentire.
Con la pioggia lasciate perdere, perché i gradini ripidi bagnati in discesa sono un rischio vero. E anche con il cielo basso e grigio vi perdete la vista dalla roccia, che è metà del motivo per salire.
Le scalinate da fare sono due. La prima porta dal viale alla sala principale ed è già ripida; la seconda, quella dietro il torii con la corda, lo è ancora di più.
In discesa i gradini si sentono più che in salita, soprattutto sulle ginocchia. Vi consiglio scarpe con una suola che tenga, niente sandali, e le mani libere.
Con passeggini e carrozzine non si sale, e chi ha problemi a camminare arriva al massimo alla sala principale. I bambini che camminano da soli se la cavano bene, e poter toccare la roccia li ripaga dei gradini.
Il valore di questo posto non sta negli edifici, che da soli non giustificherebbero la strada, ma negli ultimi gradini, quando la scalinata finisce e vi trovate la roccia davanti. Se siete ad Awaji con la macchina vale la deviazione, perché non capita spesso di mettere la mano proprio sulla cosa che si prega.
Lasciatelo stare se avete poco tempo sull’isola e cercate spiagge e ristoranti, o se con i gradini ripidi non vi sentite sicuri.
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Santuario Iwagami
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).