Santuario IwagamiA 7046 metri
Santuario di montagna con roccia sacra.

Un santuario dentro una grotta sul mare, sulla costa est di Awaji, dalle parti di Sumoto, con un tempietto di legno illuminato dalle lanterne e la luce del giorno che entra dai buchi nella roccia. L’Aiga Iwato Shinryu è dedicato a un drago ed è conosciuto soprattutto per la foto che si scatta dal fondo della grotta, guardando verso l’uscita.
È piccolo e si vede in fretta, ma se girate l’isola e vi va di vedere un santuario scavato nella roccia tra la parete e il mare, fermatevi: piace a chi va a caccia di posti strani e anche ai bambini, che lo vivono come un’avventura.
Tutto il santuario sta in una striscia di terra schiacciata tra la parete di roccia e la strada costiera. Il percorso è corto, ma ogni pezzo ha la sua sorpresa, e le cose da guardare con attenzione sono queste:
Vi avviso subito che non è una grotta da esplorare. Si sta in piedi senza problemi, ma bastano pochi passi per arrivare davanti al tempietto e con una decina di persone dentro ci si pesta già i piedi.
Il secondo avvertimento riguarda la strada, che passa lì accanto: sul sentiero le macchine si sentono eccome, e il rumore si attenua solo quando si entra sotto la roccia e l’aria diventa più fresca e umida. Se vi immaginate un santuario isolato nel bosco, qui non lo trovate.
L’ufficio del santuario è piccolo e senza personale fisso, e gli amuleti si prendono anche dai distributori automatici. Chi si aspetta il sacerdote dietro il banco e il rito completo resta un po’ spiazzato.
Sul cartello all’ingresso c’è la leggenda del posto: un drago faceva la guardia a un piccolo dio, e mentre era via per una commissione gli abitanti hanno portato il dio in un santuario più grande. Il drago, secondo la storia, è ancora lì che lo aspetta, e il santuario, che era finito in abbandono, l’hanno rimesso in piedi proprio attorno a questa leggenda.
Per quello che chiede, questo posto restituisce molto più di quanto sembri dalla strada, dove vedete solo uno spiazzo e un torii. Non ci sono grandi edifici né giardini, e non servono.
Ci passo ogni volta che giro la costa est di Awaji e ci porto chi viene a trovarmi dall’Italia. Il motivo è semplice: nessuno si aspetta di entrare in una grotta con le lanterne a forma di drago a due metri dal traffico, e quando la luce entra di lato sul tempietto cambia faccia a tutti.
La mattina presto è il momento migliore. La costa guarda verso est, il sole sale sul mare e la luce entra bassa nella grotta; in giro ci sono pochissime persone e riuscite a sentire il vento che arriva dall’acqua.
Nel fine settimana il via vai non si ferma mai: le macchine entrano ed escono dallo spiazzo, sul sentierino bisogna aspettare che passi chi torna indietro e davanti al tempietto c’è sempre qualcuno.
Nei giorni feriali, a metà giornata, si sta molto meglio, anche se difficilmente avrete la grotta tutta per voi. Il tardo pomeriggio va bene lo stesso, con la differenza che la luce dalle aperture si fa più morbida e le lanterne risaltano di più.
Con la pioggia lasciate perdere. Le rocce del passaggio diventano scivolose, fuori dall’imbocco il mare diventa una macchia grigia e metà del motivo per venire sparisce.
La foto per cui tutti vengono fin qui si fa dal punto dove si prega, girandosi di spalle al tempietto e guardando verso l’uscita. Il buco della grotta ha il profilo dell’isola di Awaji, e dentro quella sagoma ci sono il torii, il verde e il mare.
È una di quelle cose che dal vivo si notano solo quando qualcuno te le fa vedere, poi non si riesce più a guardare l’imbocco in un altro modo.
Il problema è il controluce. Fuori è chiarissimo e dentro è scuro, quindi chi si mette in posa davanti all’uscita diventa una sagoma nera: se volete la faccia di chi sta con voi, usate il flash, altrimenti puntate l’esposizione sull’esterno e accettate la silhouette, che secondo me è la versione più bella.
Nel fine settimana per avere l’imbocco senza gente in mezzo si aspetta il proprio turno, e dietro c’è sempre qualcuno che vuole la stessa inquadratura. Alle prime luci del mattino invece potete prendervi tutto il tempo.
Qui non si viene per l’architettura né per la grandezza, ma per una combinazione che altrove in Giappone è difficile trovare: una grotta sul mare, un tempietto con i draghi e un’apertura nella roccia che ricalca l’isola su cui vi trovate. Se siete ad Awaji, allungare il giro fin qui vale la pena, soprattutto se riuscite a passare quando c’è poca gente e la luce entra bassa.
Chi cerca silenzio assoluto, sentieri nel bosco o un complesso di edifici da girare con calma resterà deluso, perché qui si sentono le macchine e tutto si esaurisce in pochi metri di roccia.
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Santuario Aiga Iwato Shinryu
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).