A 506 metriMos BurgerA 506 metri
Fast food con hamburger, giapponese.

Un posto per fare colazione a Shimokitazawa come la si fa in una casa del Midwest americano, con toast al formaggio e zuppe.
RoJean lo mandano avanti una sorella e un fratello cresciuti tra gli Stati Uniti e Tokyo, e in cucina ci sono le ricette della nonna del Kansas: pane tostato col cheddar, zuppa di pomodoro, panini salati, dolci da forno.
È il posto giusto se la mattina volete qualcosa di caldo e salato da mangiare con calma, invece del solito caffè al banco con qualcosa di dolce.
Qui si fa colazione e brunch, nient’altro, e la cosa che ordinano quasi tutti è il toast al formaggio con la zuppa di pomodoro. Intorno a quello ci sono panini imbottiti, uova, pane dolce, biscotti e torte fatte in casa. Il locale porta proprio il nome della nonna da cui vengono le ricette, e in cucina non ci sono rivisitazioni alla giapponese: è cucina di casa americana senza filtri.
La zuppa di pomodoro è acida sul serio, non è la crema dolciastra che si trova in giro: se non amate il pomodoro schietto non partite da lì. Il grilled cheese è un sandwich e nient’altro, senza contorni intorno al piatto, e si mangia intingendolo nella zuppa: chi arriva pensando al brunch con l’uovo, la patata e l’insalata resta spiazzato.
I biscuits con la salsa alla salsiccia sono la cosa più pesante che fanno, salata e grassa come deve essere, e la mattina presto non tutti la reggono. Il caffè è americano lungo, in caraffa, e si va a riempire la tazza da soli quante volte si vuole: se cercate l’espresso stretto siete nel posto sbagliato.
Con un piatto e il caffè si sta sui 1.500–2.000 yen a testa, che per una colazione a Tokyo è una cifra media: più di quanto spendete in una catena, molto meno di un brunch d’albergo. Il prezzo è giusto per quello che arriva nel piatto, perché il pane, i dolci e le zuppe li fanno lì e si sente dalla consistenza, non è roba scaldata.
Quando ho voglia di cominciare la giornata con qualcosa di caldo e salato è il primo nome che mi viene in mente, perché con poco più di 1.500 yen mangio una zuppa cucinata come in casa e il caffè lo bevo senza contare le tazze.
Il locale sta in una casetta indipendente, tutta legno chiaro e pareti gialline, con la luce che entra dalle vetrate. Su ogni tavolo c’è un fiore fresco in un vasetto, e i vasi e i piatti li ha fatti a mano un parente della famiglia che lavora la ceramica.
Alle pareti ci sono trapunte cucite a mano, di quelle americane a pezzi colorati. Anche il bagno è decorato con la stessa idea, e c’è chi ci entra apposta per fotografarlo.
Tra bancone, tavoli e terrazza si arriva a una ventina di posti, e i tavoli sono vicini: il vicino lo sentite parlare. In terrazza si sta bene quando il tempo tiene, ed è anche la parte dove si finisce con i bambini o con il cane.
Chi serve parla inglese, il menu si capisce e nessuno vi mette fretta. Si ordina, si paga, ci si siede e si resta a chiacchierare finché si vuole.
A metà mattina la sala è quasi piena anche in settimana, con gente che lavora al portatile davanti alla tazza di caffè e coppie che dividono un piatto. Nel fine settimana si aspetta fuori, e il giro di gente è misto: ragazze di Tokyo, famiglie, stranieri che abitano in zona.
Se volete stare tranquilli puntate alla mattina presto, quando il pane esce dal forno e i tavoli sono ancora liberi. Più tardi certi dolci da forno finiscono e sul bancone resta il vassoio vuoto.
Vale la deviazione anche se state girando i negozi e non avete la colazione in programma, perché una zuppa di pomodoro con quel taglio acido e un pane tostato così a Tokyo non è facile trovarli.
Pro:
Contro:
Ideale per: una colazione salata con calma prima di girare i negozi, anche da soli
Atmosfera: legno chiaro, luce, ceramiche fatte a mano, gente che parla inglese e giapponese ai tavoli accanto
Quello che mi resta in testa uscendo da RoJean non è un piatto, è l’odore di pane tostato che arriva appena aprite la porta della casetta di legno, insieme al fiore fresco sul tavolo. Se ci andate una volta sola prendete il grilled cheese con la zuppa di pomodoro, e intingete il pane nella zuppa fino all’ultimo pezzo: il motivo per tornarci è quel contrasto tra cheddar grasso e pomodoro acido. Aggiungete una fetta di banana bread da mangiare piano alla fine, mentre la sala si riempie e voi siete già lì da mezz’ora.
È una di quelle mattine in cui a Tokyo vi sentite ospiti a casa di qualcuno più che seduti in un locale. Andateci con fame e senza niente in programma per l’ora dopo.
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RoJean
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A 506 metriFast food con hamburger, giapponese.
A 593 metriCatena di ottimo ramen.
A 604 metriIzakaya di buon livello.
A 618 metriVestiti economici ma di alta qualità.
Deliziose ciambelle.
Catena di abbigliamento vintage usato.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).