A 66 metriNakauA 66 metri
Ottimo fast food di cibo giapponese.

Un cafè con gli animali a Namba, a Osaka, dove gli animali non si guardano da dietro un vetro: ve li portano al tavolo e ve li mettete in mano. Da Small Animal Cafe Rock Star ci sono ricci, cincillà, furetti, suricati, petauri dello zucchero, conigli e criceti, e li potete cambiare quante volte volete finché non scade il tempo.
È il posto giusto per chi viaggia con i bambini, per un pomeriggio di pioggia tra un giro a Dotonbori e l’altro, o semplicemente per chi non ha mai tenuto un riccio in mano e vuole capire che effetto fa.
Si entra in un locale al quinto piano di un palazzo, ci si siede a un tavolo e alle pareti ci sono le gabbie con gli animali, ognuno con il suo cartellino. Scegliete chi volete conoscere, lo dite al personale e dopo un minuto ve lo portano al tavolo, con due parole su come tenerlo.
Dentro ci sono un paio di centinaia di animali di una ventina di specie diverse, e il bello del posto sta tutto qui: non sono i soliti due gatti che dormono sul divano.
Il conto è fatto di due parti: l’ingresso, sui 1.100-1.300 yen per due ore, e una consumazione obbligatoria che parte da poco più di 1.000 yen. Tra una cosa e l’altra si spendono sui 2.000-2.500 yen a testa, e il cibo per gli animali si paga a parte con qualche centinaio di yen. I bambini piccolissimi non pagano l’ingresso, quelli delle elementari pagano meno degli adulti.
Tra le bibite ci sono le soda colorate con sopra lo zucchero filato fatto al momento, e c’è anche qualcosa da mangiare, dal curry con il sedere del criceto disegnato nel riso ai parfait a forma di coniglio. Non si viene per la cucina, ma per due ore al tavolo si mangia e si beve decentemente.
La regola da sapere prima di sedersi è che si tiene un tipo di animale alla volta: finito con i ricci, li riportano in gabbia e passate ai cincillà. Con due ore davanti non è un limite, anzi, così ognuno si gode l’animale che ha in mano senza fare confusione.
Il locale non è grande, una ventina di posti in tutto, e le gabbie sono tante e vicine una all’altra. A qualcuno lo spazio per gli animali sembra poco, e ve lo dico perché se siete sensibili a questa cosa lo notate appena entrate. Le gabbie però sono pulite, non c’è l’odore forte che uno si aspetta in un posto del genere, e si vede che il personale conosce ogni animale per nome.
Tenete presente che è anche un negozio: gli animali si possono comprare, e ogni tanto al tavolo accanto c’è una famiglia giapponese che sta decidendo se portarsi a casa il criceto.
Due ore sembrano tante sulla carta, e invece passano in fretta. Con il cibo in mano il riccio smette di fare la palla e vi cammina sul braccio, il suricato si arrampica, e voi state già chiedendo il prossimo animale. Rispetto ai cafè dove si paga per guardare animali che dormono, qui per lo stesso prezzo si tocca, si tiene in braccio e si dà da mangiare a mezzo zoo.
Ci porto chi viene a trovarmi dall’Italia quando siamo a Osaka, soprattutto se ci sono bambini, perché tenere in mano un suricato o un petauro a casa non si può fare da nessuna parte, e si esce con il telefono pieno di video.
Con venti posti a sedere il fine settimana si riempie, soprattutto il pomeriggio, quando arrivano le famiglie e le coppie di ragazzi giovani. In quei momenti dovete aspettare che si liberi un tavolo, e con il locale pieno il personale corre avanti e indietro con gli animali e per il cambio ci vuole qualche minuto in più.
Nei giorni feriali si entra quasi sempre senza problemi, e appena aperto il locale è mezzo vuoto. È anche il momento in cui gli animali sono più svegli e hanno più voglia di muoversi.
Con la pioggia o con il caldo pesante dell’estate di Osaka diventa una scelta ancora più furba, perché si passano due ore seduti, con l’aria condizionata e una bibita fredda. La sera il locale resta aperto fino a tardi, per cui funziona anche come tappa dopo cena prima di rientrare in albergo.
Si può prenotare, e il sabato e la domenica vi consiglio di farlo qualche giorno prima. Durante la settimana basta presentarsi. Il personale parla giapponese, ma il sistema è così semplice che basta indicare la gabbia con il dito: l’animale arriva, vi fanno vedere come tenerlo e il resto lo capite da soli.
Le regole sono quelle che servono agli animali: niente flash nelle foto, non si corre e non si urla, non si infilano le dita nelle gabbie e non si lascia un animale da solo sul tavolo. Se vi morde o vi graffia la responsabilità è vostra, ma con i gesti che vi insegnano all’inizio non succede quasi mai.
Con i bambini il posto va benissimo, e il personale spiega con molta pazienza anche ai più piccoli come prendere un criceto senza stringerlo. Sotto i tre anni i bambini entrano gratis ma devono stare sempre con un adulto, e per i più piccoli le scelte migliori sono conigli e furetti.
Per le foto la luce migliore è quella del tavolo, con l’animale sulle mani: niente flash, ma i video vengono benissimo, soprattutto con il suricato in piedi.
A pochi minuti c’è anche una seconda sede della stessa catena, davanti a Namba Parks, con un sistema diverso: si paga l’ingresso a tempo per un’ora e il prezzo è un po’ più alto. Per me la sede originale resta quella più divertente, perché con due ore e tanti animali da scegliere non si ha mai fretta.
Pro:
Contro:
Ideale per: famiglie con bambini e chiunque abbia un pomeriggio di pioggia a Namba
Quanto tempo: due ore, e non avanzano
Atmosfera: locale raccolto, pareti piene di gabbie, bambini che ridono e animali che passano da un tavolo all’altro
Con poco più di 2.000 yen si passano due ore con in braccio animali che in Italia si vedono solo nei documentari. Il cibo e le bibite sono un contorno, e anche il locale non è niente di speciale: quello che si paga è il contatto vero, animale dopo animale, senza fretta. Per quello che costa è difficile trovare di meglio in tutta Osaka.
Se però l’idea di tanti animali in poco spazio vi mette a disagio, lasciate stare: quelle gabbie le vedete dal primo all’ultimo minuto.
Questo posto è su MarcoMaps
Small Animal Cafe Rock Star
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).