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Un ristorante italiano ad Ariake, la zona sulla baia di Tokyo dove sta il Tokyo Big Sight, il grande centro fieristico dai padiglioni a piramide rovesciata. Il Ristorante Ozio è dentro un albergo riservato ai soci, ma ha una porta aperta a tutti, e fa cucina italiana con prodotti giapponesi di stagione.
La cosa per cui vi dico di andarci è l’afternoon tea, salato e dolce insieme su un’alzata a tre piani: per me è uno dei migliori di Tokyo, e non lo dico alla leggera. È il pomeriggio giusto se passate da quelle parti per una fiera, per un compleanno o quando volete mangiare qualcosa di serio senza infilarvi in una cena lunga.
Partiamo dalla parte che di solito negli afternoon tea è quella sacrificata, cioè il salato. Qui arrivano otto assaggi prima dei dolci, e sono pezzi presi dai menu italiani del ristorante, rimpiccioliti ma non semplificati.
L’alzata dei dolci è da dieci pezzi e nessuno è dolce da far male ai denti: il mont blanc ha il lampone che taglia la castagna, la mousse di albicocca e quella al frutto della passione stanno più sull’acido che sullo zucchero.
La forma di certi dolcetti si ispira a borse, foulard e accessori di famose case di moda internazionali, e a ogni cambio di tema la maison di riferimento è un’altra: anche piatti e tazze arrivano dalla casa di turno. Se queste cose vi lasciano indifferenti nessun problema, il sapore regge da solo; se invece ci tenete, è metà del divertimento.
Da bere si parte con un benvenuto di succo d’arancia e tè verde, poi si sceglie tra nove tè, tra cui un nero aromatizzato al whisky irlandese che sui dolci al cioccolato è la scelta che rifarei.
L’afternoon tea sta sugli 8.000–9.000 yen a testa. Se invece capitate qui per un pasto normale, il pranzo alla carta dei menu italiani sta sui 6.000–8.000 yen e la cena sale sui 15.000–20.000 yen. Non è economico e non fingo il contrario: è una spesa da occasione.
Per quello che arriva in tavola però si spende il giusto, e a Tokyo non capita spesso: con meno di diecimila yen avete otto salati usciti dalla stessa cucina che la sera lavora con foie gras e caviale, più dieci dolci e una scatola da portare via. Un afternoon tea in un albergo di Ginza costa uguale e vi dà quattro tramezzini e tre macaron.
Quando voglio portare qualcuno in un posto che lo faccia restare zitto per mezzo minuto davanti al tavolo, questo è il primo nome che mi viene in mente, e ci torno perché il salato qui è cucina vera e non riempitivo.
Il soffitto è alto sei metri e la prima cosa che si guarda è in su: lampadari di cristallo e un grande lampadario rosso in vetro di Murano che di sera diventa la luce principale della sala. A mezzogiorno invece entra tutta la luce dalle vetrate e il posto cambia faccia, diventa chiaro e aperto sul giardino.
Fuori c’è una terrazza che dà verso la baia. Ci sono più di cento coperti ma non ve ne accorgete, perché i tavoli stanno larghi e in certi angoli ci sono divisori che tagliano la vista sugli altri.
Per l’afternoon tea i posti sono contati sulle dita di una mano: cinque tavoli al giorno, non uno di più. Si finisce per stare in una sala grande con pochissima gente dentro, e il rumore di fondo è quello dei bicchieri, non delle voci.
Ai tavoli vicini trovate coppie che festeggiano qualcosa e gruppetti di amiche che fotografano l’alzata prima di toccarla. L’abbigliamento richiesto è smart casual: non serve giacca e cravatta, ma con le infradito e lo zaino da fiera vi sentireste fuori posto.
All’ingresso vi prendono il cappotto e vi chiedono se avete allergie o cose che non mangiate, segnandole su un tablet: la volta dopo se lo ricordano già loro e i piatti arrivano cambiati senza che dobbiate ripetere niente.
Ogni portata viene spiegata pezzo per pezzo, cosa c’è dentro e da dove arriva, senza quella recita a memoria che in certi alberghi ti fa venire voglia di alzarti.
Si sta a tavola due ore e mezza e nessuno vi guarda l’orologio. Il tè viene rifatto in continuazione, il salato arriva a scaglioni e non tutto insieme, così tra un boccone e l’altro c’è il tempo di parlare.
È un ritmo lento, che secondo me è il motivo per cui questo posto si ricorda più di altri: non è solo cosa mangiate, è che ve lo fanno mangiare con calma.
Ad Ariake non si capita per caso: è una distesa di palazzoni e alberghi cresciuta intorno al centro fieristico, e chi ci va lo fa per un motivo preciso. Se siete in zona per una fiera al Tokyo Big Sight, un pomeriggio lungo qui è tutta un’altra storia rispetto al solito café dentro il centro congressi, e lo stesso vale dopo una mattinata passata in giro per la baia.
Per un compleanno o un anniversario è una sorpresa che si spiega da sola appena arriva l’alzata.
Non è il posto giusto se volete mangiare in fretta: in meno di due ore non ne uscite, e forzare i tempi vuol dire buttare via metà del motivo per cui ci siete venuti.
Anche con i bambini piccoli ci penserei due volte, non perché non siano accettati ma perché tutto è costruito su un ritmo lungo e su piatti che vanno guardati prima di essere toccati.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi è ad Ariake per una fiera al Tokyo Big Sight, un compleanno o un pomeriggio lungo in due quando volete mangiare bene senza affrontare una cena intera
Atmosfera: sala luminosa e alta, cristalli e un lampadario rosso, coppie e gruppi di amiche, voci basse
Da ordinare: il foie gras all’espresso con mango e il tè nero aromatizzato sul tart al cioccolato
Quello che mi porto via uscendo è la scatola di cioccolato sotto il braccio e la voglia di aprirla prima ancora di arrivare a casa. Se ci andate una volta sola, partite dal foie gras all’espresso, che vi mette subito in bocca caffè e mango nello stesso boccone, e tenete il tè al whisky per quando arriva il tart ai tre cioccolati.
Lasciatevi il pomeriggio libero, senza niente in programma dopo, e lasciate fare a loro. Di afternoon tea a Tokyo ne trovate ovunque, ma questo è il metro con cui misuro tutti gli altri.
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Ristorante Ozio
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Cucina internazionale.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).