Poster educativi nella Metro di Tokyo

Ogni giorno oltre 12 milioni di persone devono condividere spazi ristretti nella città di Tokyo e per evitare di causarsi problemi e disagi a vicenda bisogna rispettare alcune semplici regole, che la società Tokyo Metro ricorda con dei poster educativi per insegnare alcune regole di buona educazione sia ai giapponesi più disattenti sia agli stranieri che vivono o vengono in vacanza a Tokyo.
Questi poster contengono alcune tra le più semplici regole di buona educazione e civiltà, niente di speciale insomma, tuttavia sono molto carini i disegni e se non avessi visto di persona questi poster penserei si tratti di una bufala ma vi assicuro che è tutto vero.
Sostanzialmente si chiede ai pendolari di evitare di fare cose in treno che possono dare fastidio agli altri, anche se ciò consente di risparmiare del tempo.

Ve ne allego alcuni qua sotto, ma ne esistono anche altri.

Sono molto carini, non trovate?

Please do it at home

I poster di questo articolo vengono quasi tutti dalla serie del 2008, disegnata dal grafico Bunpei Yorifuji e intitolata “Please do it at home”, cioè “fatelo a casa”. L’idea è semplice e geniale: invece del solito divieto, ogni poster mostra qualcuno che fa la cosa sbagliata e gli suggerisce di farla da un’altra parte.
Il protagonista fisso è un signore con gli occhiali che subisce in silenzio: secondo Yorifuji gli occhiali nascondono lo sguardo e lasciano a noi il compito di immaginare il fastidio, proprio come fanno i giapponesi, che difficilmente si lamentano ad alta voce.

La campagna ha avuto un successo enorme ed è andata avanti per tre anni: col tempo la formula “fatelo a…” è diventata sempre più ironica e surreale, con posti al posto di “casa” sempre più improbabili. Su internet i poster sono stati copiati e parodiati in tutto il mondo.

Troppe donne si truccano in treno per risparmiare tempo, questo poster invita a truccarsi a casa.

Si chiede di spegnere la suoneria del proprio telefono e non fare telefonate.

Se si ascolta musica si prega di tenere il volume basso.

Si prega di non correre quando si vedono le porte chiudersi, per evitare problemi.

Si prega di fare attenzione al proprio ombrello bagnato per non danneggiare gli altri.

Se si portano pacchi ingombranti si prega di fare attenzione agli altri passeggeri.

Evitare di fare baldoria in treno.

Evitare di avere comportamenti da ubriachi in treno.

Si prega di condividere il posto con le altre persone e non occupare più del necessario.

Una tradizione che nasce nel 1974

Questi poster non sono un’invenzione recente: la metropolitana di Tokyo appende poster sulle buone maniere dal settembre 1974, con un soggetto nuovo ogni mese. Le prime serie, curate dal designer Hideya Kawakita, fecero così tanto parlare che le ferrovie nazionali e le compagnie private iniziarono a imitarle.
Da allora i “manner poster” sono diventati quasi un genere a sé in Giappone, e ogni tanto vale la pena fermarsi a guardare quello del mese: spesso sono piccole opere grafiche, molto più curate di un semplice cartello di divieto.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).