A 17312 metriMonte JinbaA 17312 metri
Vicinissimo al Monte Takao.
©kt-wat - ShutterstockUn ponte di legno buttato sopra una gola stretta, a Otsuki nella prefettura di Yamanashi, con una trentina di metri di vuoto fino all’acqua verde del fiume.
Il Saruhashi è conosciuto per come sta in piedi: sotto non c’è nemmeno un pilone, lo tengono su delle travi che escono dalle pareti di roccia, una fila sopra l’altra. Si attraversa in pochi passi, ma la parte che conta è scendere le scale dentro la valle e guardarlo dal basso.
È il posto giusto per chi ama le cose costruite con la testa, per chi vuole una gita fuori Tokyo diversa dal solito giro di templi e per chi in autunno va a caccia di aceri rossi.
Le cose da guardare, in ordine di quanto contano:

Vi avviso subito che il ponte in sé è corto, e chi arriva con in testa le arcate del Kintaikyo di Iwakuni resta interdetto per i primi due minuti. Il colpo arriva dopo, quando siete in basso e alzate la testa: solo da lì si capisce come fa a stare su una cosa che non appoggia da nessuna parte.
Un sacco di gente attraversa, fa due foto dal parapetto e torna indietro senza scendere, e si perde la parte migliore per una rampa di scale.
La statale passa a cento metri e il rumore delle auto arriva fin giù nella gola, quindi mettete in conto che non è un posto di pace assoluta: ci si viene per la roccia, l’acqua e quel groviglio di legno, non per stare in silenzio.
Alla testa del ponte c’è Daikokuya, un vecchio locale di soba che sta lì da sempre e ha una specialità sua, la tempura di carne sopra la pasta fredda.
Il resto, intorno, è poco: un parco con il prato e i giochi per i bambini dalla parte opposta, e niente altro.
Ci torno ogni volta che passo da queste parti andando verso il Fuji, perché sotto le travi mi fermo sempre più del previsto, a seguire con gli occhi come si incastrano una sull’altra. Quando porto qualcuno per la prima volta non gli dico niente e lo faccio scendere subito sotto, così la prima immagine del ponte è quella dal basso.

Il momento forte è l’autunno, da metà novembre ai primi di dicembre, quando aceri e ginkgo intorno alla gola vanno sul rosso e sul giallo e il legno scuro del ponte ci sta in mezzo benissimo. È anche il periodo con più gente: nel fine settimana d’autunno per affacciarsi dal parapetto si aspetta il proprio turno, e in basso al punto panoramico si sta stretti.
Nei giorni feriali cambia tutto e ve lo ritrovate praticamente vuoto, con due o tre persone in croce.
L’altro momento buono è la fine di giugno, con le ortensie in fiore lungo il sentiero: sono migliaia e stanno attaccate una all’altra per tutto il tratto piatto.
D’inverno gli alberi sono spogli e si vedono le colate di lava del Fuji indurite lungo il fiume, che nella bella stagione spariscono dietro il verde. D’estate, invece, all’ombra del sentiero ci sono le zanzare e mordono sul serio: senza spray ve ne accorgete in fretta.
La mattina presto il ponte è tutto vostro ma in fondo alla valle c’è ancora ombra, per cui se volete guardarlo dal basso conviene arrivarci quando la luce è già alta.
Con la pioggia le scale e le foglie bagnate scivolano parecchio e in fondo alla gola l’aria è fradicia: il ponte si vede bene anche così, ma se potete scegliere il giorno, sceglietelo asciutto.

La discesa è una rampa unica con il corrimano, ripida ma breve, e finisce su un tratto pianeggiante che corre a mezza costa sopra il fiume. Per tornare si rifà tutto in salita, e con il caldo di agosto si arriva su con il fiatone.
Non c’è ascensore e non c’è modo di aggirare le scale: con il passeggino o la carrozzina si resta sopra, sul ponte, e ci si accontenta della vista dall’alto.
Il sentiero è sterrato e in qualche punto stretto, con radici e gradini irregolari: scarpe chiuse sì, sandali eleganti no.
Se camminate poco volentieri, sappiate che la parte in piano non stanca; è solo il su e giù delle scale a chiedere qualcosa.
La foto che vi porterete a casa si fa dal basso, in piedi sul sentiero, puntando in su: il ponte taglia lo spazio tra le due pareti e le travi sovrapposte si vedono una per una, con i tettucci in fila.
Dall’alto, invece, viene poco: il parapetto copre quasi tutto e il fiume sotto è in ombra.
L’altra inquadratura buona è dal ponte stradale, perché da lì lo prendete di profilo con la gola intera dietro.
Per queste due posizioni non c’è una vera fila, nemmeno in autunno: al massimo aspettate che una coppia si sposti.

Qui si viene per una cosa sola, ma è una cosa che in legno, in Giappone, non trovate altrove: un ponte che sta appeso a due pareti di roccia e basta.
Vale la deviazione a patto che scendiate le scale, perché chi resta sopra vede qualche metro di assi e se ne va deluso. Se cercate un posto grande da girare o una passeggiata lunga, non è questo.
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Ponte Saruhashi
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A 17312 metriVicinissimo al Monte Takao.
A 20584 metriCon vista mozzafiato sul Monte Fuji.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).