Passaporto con certificato di vaccinazione, carta telefonica e valuta.©Maxexphoto - Dreamstime

Passaporto e documenti in Giappone

Il passaporto in Giappone non serve solo in aeroporto: vi accompagna per tutto il viaggio, dalla prima notte in hotel fino all’ultimo acquisto tax free prima di ripartire.
In Giappone per i turisti stranieri il documento non è un semplice mezzo per passare la frontiera, perché la legge chiede di tenerlo sempre con sé e di mostrarlo se un poliziotto lo domanda. Detta così sembra una cosa da film, ma nella realtà la gestione è semplice e i controlli sono rari. Qui vi spiego quanto deve essere valido, cosa succede all’ingresso, quando vi verrà chiesto, come comportarvi se vi ferma la polizia e cosa fare se lo perdete.

Validità del passaporto

Per entrare in Giappone come turisti serve un passaporto valido per tutta la durata del soggiorno. Questa è la regola giapponese vera e propria, e sulla carta non esiste l’obbligo dei sei mesi di validità residua che vale per altri paesi.
Detto questo, vi consiglio comunque di partire con almeno sei mesi di margine. Le indicazioni ufficiali italiane per chi viaggia in Giappone parlano proprio di sei mesi, e diverse compagnie aeree applicano regole più rigide di quelle del paese di destinazione: se al banco del check-in decidono che il documento scade troppo presto, non vi fanno salire e non c’è molto da discutere.

Chi ha un passaporto italiano o di un altro paese europeo non ha bisogno del visto per viaggi turistici fino a 90 giorni. La carta d’identità invece non basta per entrare, nemmeno quella elettronica: serve per forza il passaporto.
Prima di partire date anche un’occhiata alle condizioni fisiche del documento. Una copertina strappata, una pagina staccata o il danno causato dall’acqua possono creare problemi sia all’imbarco sia al controllo passaporti, e in quel caso non si risolve niente al momento.

Ingresso e timbro

Al controllo immigrazione in aeroporto vi prendono le impronte digitali dei due indici e vi scattano una foto. Poi sul passaporto vi mettono il permesso di ingresso, che può essere un timbro o un adesivo, con la data di arrivo e lo status di soggiorno temporaneo.
Quel foglietto conta più di quanto sembri, perché è la prova che siete in Giappone da turisti. Lo guarderanno i negozi per il tax free, lo cercheranno all’ufficio dove si ritira il Japan Rail Pass e lo controlla anche la polizia se vi chiede i documenti.

Per velocizzare l’arrivo si può compilare in anticipo Visit Japan Web, il servizio online del governo giapponese per le pratiche di immigrazione e dogana. Non è obbligatorio, però vi fa arrivare ai banchi con un codice QR già pronto invece del modulo di carta da compilare in fila.
Quando lo compilate, i dati del passaporto vanno inseriti esattamente come sono stampati sul documento, senza abbreviare i nomi. Mi capita spesso di vedere persone bloccate ai banchi perché il secondo nome non corrisponde, e sono minuti persi dopo un volo di dodici ore.

Obbligo di averlo addosso

In Giappone la legge sull’immigrazione obbliga ogni straniero a portare con sé il passaporto e a mostrarlo quando un pubblico ufficiale lo chiede. Per chi è qui da turista non ci sono alternative: non basta la patente, non basta la carta d’identità, e non basta nemmeno una fotocopia o la foto sul telefono.
La sanzione prevista per chi non ce l’ha addosso è una multa che può arrivare fino a 100.000 yen, e la stessa cifra vale per chi si rifiuta di mostrarlo. Nella pratica difficilmente un turista distratto viene multato al primo controllo, ma non è il caso di scommetterci sopra.

Molti viaggiatori mi chiedono se possono lasciarlo in cassaforte in hotel e girare con una copia, come si fa in tanti altri paesi. Ve lo dico sinceramente: in Giappone no.
La regola esiste proprio per poter verificare subito chi siete e con quale permesso state nel paese, e una fotocopia non dimostra niente di tutto questo. Tra l’altro qui il rischio di scippi è molto più basso che nella maggior parte delle città europee, per cui tenerlo addosso è meno pericoloso di quanto si pensi.

Controlli della polizia

A chiedervi il passaporto possono essere gli agenti dell’immigrazione, la guardia costiera e soprattutto la polizia. Nella stragrande maggioranza dei viaggi non succede mai, e si può girare il Giappone per settimane senza che nessuno vi rivolga la parola.
Quando capita, di solito è in situazioni precise. Le zone della vita notturna come Roppongi o Kabukicho a Shinjuku sono quelle dove i controlli agli stranieri sono più frequenti, soprattutto a tarda sera, e un altro classico sono le biciclette: la polizia ferma spesso chi pedala per verificare che la bici non sia rubata, dato che qui ogni bicicletta ha un numero di registrazione antifurto.

In caso di controllo il comportamento giusto è molto semplice:

  • Restate calmi e gentili, perché nella quasi totalità dei casi è un controllo di routine e non vi stanno accusando di niente.
  • Mostrate il passaporto originale senza discutere, visto che per voi è un obbligo e non una richiesta facoltativa.
  • Se avete dubbi che si tratti davvero di un agente, potete chiedergli il tesserino, cosa che è tenuto a fare.
  • Se girate con una bici a noleggio, tenete a portata di mano la ricevuta o il contratto, così dimostrate subito da dove arriva.
  • Se non capite le domande, dite che non parlate giapponese: molti agenti hanno un traduttore sul telefono o chiamano un collega che parla inglese.

La polizia giapponese è in genere molto corretta e un controllo del genere dura pochi minuti. Il vero guaio arriva solo quando il passaporto non ce l’avete, perché a quel punto il controllo si allunga tra domande, verifiche e telefonate.

Quando vi serve davvero

Oltre ai controlli, il passaporto torna in mano più volte al giorno in situazioni del tutto normali, ed è anche questo il motivo per cui conviene tenerlo sempre nello stesso posto.
I momenti in cui ve lo chiederanno di sicuro sono questi:

  • Al check-in in qualsiasi alloggio, hotel, ryokan, ostello o appartamento, perché la legge obbliga le strutture a registrare il numero di passaporto degli ospiti stranieri che non vivono in Giappone e a conservarne una copia.
  • Negli acquisti tax free, dove il negozio deve verificare l’originale con il permesso di ingresso da turista: senza documento pagate il prezzo pieno con la tassa inclusa.
  • Al ritiro del Japan Rail Pass e di molti pass ferroviari regionali riservati ai turisti stranieri, che vengono rilasciati solo mostrando il passaporto con lo status di soggiorno temporaneo.
  • Al noleggio di un’auto, insieme alla patente del vostro paese e al permesso internazionale di guida, senza il quale non vi consegnano la macchina.
  • Al noleggio di pocket wifi o all’acquisto di alcune SIM fisiche, quando vi chiedono un documento per registrare il contratto.

Sul check-in in hotel molte persone si stupiscono della fotocopia o della scansione, e qualcuno prova a rifiutarla. Non serve: è una procedura che vale per tutti gli stranieri non residenti ed è la stessa in ogni struttura, dalla catena business da poche migliaia di yen a notte al ryokan di lusso.
Per il tax free il consiglio pratico è evitare di lasciare il passaporto in camera proprio nei giorni dedicati allo shopping. Nei grandi magazzini e nelle catene di elettronica la procedura si fa spesso alla cassa in pochi secondi, ma senza documento in mano non c’è verso di ottenerla, nemmeno mostrando una foto chiara.

Un cartello informativo su un espositore in metallo che elenca le regole per l'acquisto dei pass ferroviari in Giappone.
Il cartello in stazione ricorda le regole per i pass ferroviari. Serve il passaporto fisico con il timbro turistico, fotocopie o foto digitali vengono respinte allo sportello.
Installazione artistica con zucche a pois di Yayoi Kusama sospese nell'atrio del centro commerciale Ginza Six a Tokyo.
Le zucche sospese decorano l'atrio del Ginza Six. Per avere l'esenzione dalle tasse nei negozi del complesso dovete mostrare il passaporto originale direttamente alla cassa.

Chi vive in Giappone

Per chi si trasferisce con un visto da studente, da lavoratore o come coniuge di un cittadino giapponese le regole cambiano. I residenti di medio e lungo periodo ricevono la residence card, cioè la carta di soggiorno con foto, ed è quella il documento da portare sempre con sé al posto del passaporto.
L’obbligo vale dai 16 anni in su e le sanzioni sono più pesanti di quelle previste per il passaporto. Chi arriva con un visto a lungo termine e non ha ancora la carta in mano deve invece continuare a girare con il passaporto finché non la riceve.

Anche un turista di breve durata ogni tanto si trova davanti a questa differenza. In hotel, per esempio, a chi vive in Giappone di norma non viene richiesto il passaporto, perché ha un indirizzo di residenza nel paese, mentre a voi sì.
Lo stesso vale per il tax free: la residence card indica che la persona abita qui, e per questo i residenti non possono fare acquisti esentasse come i turisti.

Come custodirlo

Portarlo sempre addosso per due o tre settimane richiede un minimo di organizzazione, soprattutto d’estate con il caldo umido o nelle giornate di pioggia forte.
Queste sono le abitudini che vi consiglio:

  • Tenetelo in una custodia con zip dentro lo zaino o in un marsupio chiuso, sempre nella stessa tasca, così lo trovate in un secondo al check-in o alla cassa.
  • Mettetelo in una bustina di plastica richiudibile, perché con l’umidità estiva e la pioggia la carta si rovina più in fretta di quanto pensiate.
  • Salvate una foto della pagina con i dati e del permesso di ingresso sul telefono e in una mail a voi stessi: non vale come documento, ma velocizza molto le pratiche in caso di smarrimento.
  • Dopo ogni pagamento tax free o check-in controllate di averlo rimesso a posto, perché il momento più facile per dimenticarlo è proprio sul bancone.

Nei ryokan e negli onsen il problema è diverso, visto che vi cambiate e girate in yukata. In quel caso lasciarlo in camera o nella cassetta di sicurezza della struttura mentre fate il bagno è del tutto normale, e nessuno viene a controllarvi i documenti nella vasca.

Se lo perdete

Perdere il passaporto in Giappone è una bella seccatura, ma è anche uno dei paesi dove ci sono più possibilità di ritrovarlo. Gli oggetti smarriti vengono consegnati alla polizia con una frequenza che sorprende, e un passaporto dimenticato su un treno o in un negozio finisce spesso in un koban, cioè la piccola stazione di polizia di quartiere che trovate vicino a quasi tutte le stazioni.
I passaggi da seguire sono questi:

  • Se sapete dove potreste averlo lasciato, chiedete subito lì: negozio, hotel, oppure l’ufficio oggetti smarriti della compagnia ferroviaria se eravate in treno.
  • Andate in un koban o in una stazione di polizia a fare la denuncia di smarrimento o di furto, e fatevi dare il documento o il numero che attesta la denuncia.
  • Contattate l’ambasciata o il consolato del vostro paese: per il passaporto italiano c’è l’ambasciata a Tokyo e il consolato generale a Osaka, e prima di tutto verificano se il documento è già stato consegnato a loro dalle autorità giapponesi.
  • Se il passaporto non salta fuori, chiedete un appuntamento per il documento di viaggio provvisorio, che serve solo per rientrare in Italia o nel paese europeo dove risiedete.
  • Portate all’appuntamento la denuncia della polizia, due fototessere recenti a colori su sfondo bianco, il biglietto aereo di ritorno e, se l’avete, la copia del passaporto perso.

Il documento provvisorio non è un passaporto nuovo: vale per tornare a casa e basta. Chi aveva in programma di proseguire verso un altro paese asiatico deve quasi sempre rivedere i piani, e per questo le foto dei documenti salvate sul telefono fanno risparmiare parecchio tempo.
Vi consiglio anche di chiedere all’ambasciata se nel vostro caso serve passare dall’ufficio immigrazione prima di andare in aeroporto, perché il permesso di ingresso era sul passaporto perso.

Il mio consiglio

Il passaporto in Giappone va trattato come il telefono: non uscite senza. Una volta presa l’abitudine di tenerlo sempre nella stessa tasca non ci pensate più, e vi evitate sia la multa sia il tax free perso alla cassa.
Io onestamente farei solo tre cose prima di partire: controllare la scadenza, fare una foto alle pagine importanti e comprare una custodia impermeabile. Tutto il resto viene da sé, e se poi un poliziotto a Roppongi vi chiede i documenti alle due di notte… beh, gli mostrate il passaporto e tornate a divertirvi.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).