DoutorA 4690 metri
Caffè filtro e panini buoni.
©masajla - ShutterstockUn parco davvero grande nella zona nord di Tokyo, ad Adachi, con una collinetta da cui si vede lo Skytree e, quando l’aria è pulita, anche il Fuji. Toneri Koen è il posto dove si va a passare la giornata senza un programma preciso: mille ciliegi in primavera, un lago con le anatre, prati dove la gente stende i teli, una pista da slittino su erba sintetica e un’area giochi che tiene occupati i bambini fino a sera.
Se cercate templi, sale e opere d’arte non è il vostro posto, e lo dico subito. Se invece volete vedere come passano la domenica le famiglie di Tokyo, o avete bambini da sfogare e mezza giornata libera, qui state bene come in pochi altri posti.
Sessantacinque ettari tagliati in quattro da due strade che si incrociano a X, con la ferrovia sopraelevata che passa in mezzo: questa è la prima cosa da capire, perché cambia il modo di girarlo. Non si fa un giro unico e si è visto tutto, si scelgono due o tre cose e si va lì.

Le cose non stanno vicine tra loro: dalla pista da slittino a nord-est alla collina dell’avventura a sud-est ci sono venti minuti buoni di camminata, e con un passeggino e due bambini stanchi diventano il doppio. È tutto in piano, niente scale importanti, ma la strada da fare resta quella.
Ombra quasi zero, ed è la cosa che sorprende più gente: i prati sono aperti, gli alberi stanno sui bordi e da maggio in poi senza cappello e senza un telo da mettere sopra ve ne accorgete dopo mezz’ora. Chi viene qui in estate si porta la tenda da spiaggia, e non per moda.
La collinetta va presa per quello che è: un dosso d’erba con una salita corta, non una terrazza panoramica con la ringhiera e il cannocchiale. Si vede tutto perché intorno non c’è niente di alto, non perché si stia in cima a qualcosa.
Quello che dà è esattamente quello che promette, e lo dà in abbondanza: spazio, cielo aperto, gente normale che fa cose normali. Nessun edificio da fotografare, nessun cartello da leggere, nessuna fila all’ingresso.
Quando voglio un’ora all’aperto senza fare niente vado a sedermi sulla collinetta verso il tramonto e guardo i trenini automatici che scorrono sul viadotto mentre lo Skytree si accende: per me è una delle cose più belle che si possono fare a Tokyo, perché da lassù il panorama copre mezza città. E quando ho ospiti con bambini li porto qui al posto del solito parco divertimenti, così i grandi stanno sul prato e i piccoli si distruggono da soli.

La settimana dei ciliegi è il momento forte dell’anno e anche il più pieno: nel fine settimana sui vialetti si cammina a passo d’uomo e ogni pezzo di prato sotto gli alberi è occupato da teli blu. Nei giorni feriali la mattina è un’altra cosa, con i gruppi di anziani che fanno ginnastica e i bambini dell’asilo in fila per due.
Subito dopo tocca alle nemofile, nella seconda metà di aprile, e la sera quella parte del parco viene illuminata. Il colore azzurro basso con la luce che arriva di lato regge bene anche al buio.
A fine autunno cambiano i colori: i filari di metasequoia diventano ruggine, i ginkgo dietro i campi da tennis sono gialli pieni e le conifere sul bordo del lago si scuriscono. È la stagione che consiglio a chi non ha bambini, perché c’è un decimo della gente della primavera.
L’estate qui è dura e nel pieno del giorno sul prato non si resiste. L’inverno invece è la stagione della vista: con l’aria asciutta il Fuji si stacca netto all’ora del tramonto.
Il giorno sbagliato in assoluto è la domenica di aprile a mezzogiorno, se venite per stare tranquilli. Il giorno giusto è un martedì qualunque, all’ora in cui il parco è pieno solo di cani e di gente che corre sui vialetti.

Questa è la parte in cui il parco fa la differenza rispetto a qualunque giardino carino di Tokyo. La pista da slittino è la cosa che i bambini ricordano: si prende lo slittino in prestito, si sale a piedi di lato e si scende sull’erba finta, con la pista dolce per chi ha tre o quattro anni e quella ripida per i più grandi. Nel fine settimana si fa la fila e i turni vengono limitati, per cui se è quello l’obiettivo della giornata conviene andarci appena arrivati e non a pomeriggio inoltrato.
La zona d’acqua estiva è la più attrezzata di tutta Adachi: scivolo, cascatelle, getti dal pavimento, acqua bassa. È riservata ai bambini fino ai primi anni di elementari, e per lo scivolo nel fine settimana si aspetta parecchio.
La collina dell’avventura è per la fascia dai sei ai dodici anni, con strutture combinate alte e scivoli lunghi, tutto su prato invece che su cemento. Accanto c’è un recinto chiuso con giochi per i piccoli, ed è il punto dove i genitori si siedono davvero, perché da lì non si scappa.
Bagni ce ne sono parecchi, sparsi in tutte le aree, e c’è una stanza con aria condizionata per allattare e cambiare: per una giornata intera all’aperto conta più di quanto sembri. Ci sono anche un’area recintata per i cani e una zona barbecue, col fumo e l’odore di carne che dal prato si sente eccome.
Dalla collinetta, verso il tramonto, guardando a sud: prima il cielo arancione con la sagoma dello Skytree, poi le luci che si accendono a ondate e il parco buio davanti. Non c’è nessuno a farvi ombra e non si fa la fila per il punto giusto, che è una rarità nei posti panoramici di Tokyo.
Sulle nemofile si fa l’opposto: telefono basso, quasi appoggiato ai fiori, con la fontana o il chiosco dietro. Se venite per i ciliegi, la fotografia buona si fa dal fondo della spianata con gli alberi che si chiudono sopra, non da sotto il singolo albero in fiore.

Non è un parco da visitare, è un parco da usare: si viene per stare fuori, non per vedere qualcosa di preciso. Vale la deviazione fino alla periferia nord per due motivi concreti, la vista a trecentosessanta gradi da un’altura che in una città piatta come questa non ha rivali, e un insieme di giochi per bambini che a Tokyo non trovo da nessun’altra parte tutto nello stesso posto.
Chi ha tre giorni in città e una lista di templi da spuntare lo lasci fuori senza rimpianti. Chi ha bambini, o chi vuole capire com’è davvero la Tokyo dove la gente vive, qui trova la giornata migliore possibile.
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Parco Toneri
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).