Veduta invernale di un ruscello termale nel Sainokawara Park, tra rocce, vapore e neve.

Parco di Sainokawara

Un parco a Kusatsu Onsen dove il torrente che scende tra le rocce è acqua termale vera, calda, e il vapore esce dal terreno un po’ dappertutto. Il Sainokawara Park sta nella parte ovest del paese, e lungo i vialetti ci sono pediluvi, statuette di jizo, lanterne di pietra e, alla fine, uno dei bagni all’aperto più grandi del Giappone, in mezzo al bosco.
È il posto dove andare dopo la piazza con le vasche di legno fumanti al centro di Kusatsu, per chi vuole vedere da dove esce l’acqua e per chi, almeno una volta nel viaggio, vuole fare il bagno all’aperto con gli alberi intorno.

Cosa si vede

Il parco è una valletta di rocce da cui l’acqua calda esce da tutte le parti e scende verso il paese, facendo piccole cascate e pozze che fumano. Si cammina su vialetti di pietra che salgono piano verso il fondo, e le cose da vedere si incontrano una dopo l’altra seguendo il torrente.

  • Il torrente caldo: quello che scorre in mezzo al parco non è acqua di montagna ma acqua termale, ci mettete la mano ed è calda, e il vapore sale dalle pietre per tutta la valletta.
  • I pediluvi: vasche larghe ricavate lungo il torrente, ci si siede sul bordo con i piedi a mollo e si guarda il fumo che passa davanti.
  • Jizo e lanterne di pietra: statuette sparse tra le rocce, piccoli torii e lanterne, compreso un jizo a cui si chiede di trovare la persona giusta.
  • Le stele dei demoni: pietre incise con i nomi che in paese davano alle sorgenti che ribollivano, il bollitore dei demoni e il posto dove i demoni facevano la lotta.
  • Il busto di Bälz: il medico tedesco che ha fatto conoscere le acque di Kusatsu fuori dal Giappone, ricordato qui insieme al collega Scriba.
  • Il Sainokawara Rotenburo: in fondo al parco, il bagno all’aperto circondato dagli alberi, la ragione per cui vi dico di arrivare fino all’ultimo pezzo.

Vi avviso subito che non è un parco con prati e panchine dove stendersi. È un pezzo di montagna che fuma, pieno di sassi, con l’odore di zolfo che vi segue dappertutto e un rumore d’acqua continuo.
Il terreno va su e giù più di quello che sembra dalle foto, con gradini, pietre bagnate e tratti irregolari. Con le scarpe da città si cammina, ma con il passeggino si fatica parecchio, e d’inverno con la neve bisogna guardare dove si mettono i piedi.

Da queste parti si racconta che qui non bisogna alzare la voce, se no escono i demoni. Il risultato è che la gente parla a bassa voce anche senza saperlo, e nel parco si sentono soprattutto l’acqua e i passi sui sassi.
Nella piazza al centro del paese si guarda l’acqua da dietro una ringhiera; qui invece ci passate accanto, ci mettete le mani e i piedi, e alla fine ci entrate con tutto il corpo. Per capire perché Kusatsu è così famosa per le sue terme, secondo me questo parco spiega più di qualsiasi altra cosa in paese.
Ci torno ogni volta che salgo a Kusatsu, e il giro è sempre lo stesso: passeggiata lungo il torrente, bagno nel rotenburo e poi di nuovo nel parco quando è buio e si accendono le luci, con la pelle che scotta ancora e l’aria fredda in faccia.

Quando andare

La sera è il momento che preferisco. Dopo il tramonto il parco si illumina e le luci colorate cambiano ogni minuto circa: il vapore che sale dalle rocce diventa rosso, poi blu, poi giallo, poi viola.
Rispetto alla piazza centrale, dove di sera tutti si fermano a fare foto spalla a spalla, qui c’è molta meno gente e si cammina senza fermarsi ogni tre passi.

La mattina presto trovate i pediluvi quasi vuoti anche nel fine settimana, e il vapore si vede ancora meglio con l’aria fresca. Nelle ore centrali dei weekend e dei ponti invece i vialetti si riempiono di famiglie e coppie in giro per il paese, e intorno alle vasche per i piedi si aspetta che qualcuno si alzi.
D’inverno la neve copre le rocce e il fumo si mescola ai fiocchi che scendono, ed è la stagione in cui il bagno all’aperto dà il meglio. In autunno il bosco diventa rosso e arancione e il colpo d’occhio dal fondo del parco cambia completamente.
L’estate è la stagione più debole: di giorno il sole picchia, sopra la vasca c’è pochissima ombra e restare nell’acqua calda diventa faticoso. Se capitate a Kusatsu d’estate, il bagno fatelo di sera.

Il rotenburo

Il Sainokawara Rotenburo è la ragione per cui questo parco, per me, sta un gradino sopra a tutti gli altri posti termali che conosco. Sono circa cinquecento metri quadrati d’acqua all’aperto, divisi tra uomini e donne, con il lato degli uomini grande circa il doppio di quello delle donne.
Intorno ci sono solo alberi, da qualsiasi punto della vasca giriate la testa, e d’inverno i rami sono carichi di neve. Anche quando ci sono parecchie persone non vi sentite mai stretti, perché lo spazio per spostarsi è tantissimo.

L’acqua è bassa, si sta seduti sul fondo e camminandoci dentro non arriva nemmeno a metà coscia. Vicino al punto da cui entra l’acqua scotta di più, verso i bordi è più tiepida, così ognuno si sceglie il suo angolo.
C’è anche una piattaforma di legno dove sedersi fuori dall’acqua quando il caldo diventa troppo, e una tettoia lunga che copre una parte della vasca se piove o nevica.

È un’acqua fortissima, tra le più acide del Giappone. Se avete un taglio o un graffio vi pizzica, e agli occhi va tenuta lontana.
Gli spogliatoi sono ridotti all’osso, ci sono gli armadietti e basta. Non ci sono docce né zona per lavarsi, sapone e shampoo sono vietati e nello spogliatoio delle donne non trovate né lavandini né asciugacapelli, per cui conviene lavarsi prima in albergo e mettere in conto di uscire con i capelli bagnati.
Se cercate un onsen comodo con sauna, creme e area relax, non è questo. Se volete l’acqua di Kusatsu in mezzo al bosco, niente di meglio.

In breve

  • Il pezzo forte: il bagno all’aperto in fondo al parco, tra gli alberi.
  • Quando andare: sera con le luci colorate, mattina presto per i pediluvi, inverno con la neve.
  • Ideale per: chi dorme a Kusatsu e vuole fare il bagno all’aperto almeno una volta.
  • Atmosfera: sassi fumanti, odore di zolfo, gente che parla sottovoce.
Veduta invernale del Sainokawara Park a Kusatsu Onsen con vapore che sale dal ruscello termale tra rocce e alberi.
I minerali vulcanici tingono di verde e giallo le rocce lungo il ruscello termale. Il percorso è comodo per camminare anche quando c'è molta neve ai lati.
Veduta invernale di un ruscello termale con vapore che sale tra rocce e alberi spogli a Sainokawara Park.
La staccionata in legno segue tutto il torrente fumante. Meglio indossare calzature adatte per non scivolare sulla pavimentazione durante i mesi più freddi.

Conclusione

Kusatsu senza questo parco è solo una piazza piena di vapore e una via di negozi di dolcetti. Qui l’acqua termale la seguite da dove esce fino a quando ci entrate dentro, e il rotenburo nel bosco è un bagno che in pochissimi altri posti del Giappone si può fare con tanto spazio intorno. Se siete a Kusatsu non andate via senza esserci entrati, meglio ancora con la neve o dopo il tramonto. Lasciatelo perdere solo se il bagno all’aperto non vi interessa per niente o se vi pesa camminare su sassi e gradini: la passeggiata da sola è bella, ma il meglio sta in fondo, dentro l’acqua.

Informazioni utili

Nome: Parco di Sainokawara
Orario: Lunedì - Domenica: Aperto 24 ore
Indirizzo: Kusatsu, Agatsuma District, Gunma 377-1711, Japan
Sito Internet: Parco di Sainokawara
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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