A 30498 metriTempio ChusonjiA 30498 metri
Con innumerevoli tesori.
©Phuong D. Nguyen - ShutterstockUn parco lungo il fiume, a Kitakami nella prefettura di Iwate, dove si viene per una fila di ciliegi lunga due chilometri che si chiude sopra la testa come una galleria. Tenshochi però non è solo quel viale: c’è una collina da cui si vedono il fiume e gli alberi tutti insieme, un villaggio di vecchie case contadine con il tetto di paglia, prati dove la gente si siede a mangiare, azalee a maggio e foglie rosse in autunno.
È il posto giusto se state girando il Tohoku in primavera e volete camminare per ore senza stare incollati a nessuno, e va bene anche con i bambini o con i genitori anziani, perché la parte principale è tutta piatta.
Il parco sta sulla riva sinistra del fiume Kitakami e il modo giusto di prenderlo è a piedi, in lungo, senza fretta. Queste sono le cose che secondo me contano davvero:

Il grosso della gente si ferma nel primo pezzo, quello delle bancarelle, dove si mangiano il dango e le crocchette di Kitakami in piedi con il bicchiere in mano; dopo trecento metri la calca si scioglie e più si va verso il ponte Sango più si resta soli, con gli stessi alberi.
Su Jingaoka non sale quasi nessuno, ed è la cosa che mi fa più strano: la salita è corta e cambia completamente il modo di guardare il posto, perché da sotto vedete cinquanta metri di alberi alla volta, da lassù vedete tutto insieme.
Sul villaggio di case vecchie vi avviso subito: non è un museo con le teche e i cartelli, sono case vuote in cui si entra, odore di legno affumicato e travi nere di fuliggine. Il villaggio però ha saliscendi continui su terra battuta, per cui con il passeggino o con le ginocchia malandate lasciate perdere quella parte e restate sul viale.
Rispetto a quello che promette, Tenshochi mantiene tutto. Il viale è il più bello che conosco in Giappone, e non per la quantità di fiori ma perché è dritto, lunghissimo e costeggia l’acqua, così avete gli alberi da una parte e il fiume dall’altra per tutto il tempo. Aggiungo la parte onesta: fuori dalla stagione dei fiori e fuori dall’autunno è un buon parco di provincia lungo un fiume, dove si cammina bene e non c’è nient’altro di clamoroso.
Ci torno ogni primavera perché è il solo posto dove riesco a camminare dentro i ciliegi fino a stancarmi, e quando porto qualcuno che viene dall’Italia lo faccio salire prima su Jingaoka: guarda giù, capisce la forma della cosa, e poi scendiamo a fare il viale fino in fondo e ritorno.
La mattina presto è un’altra cosa rispetto al resto della giornata, e non è una questione di luce: il viale è vuoto, si sente il fiume, e gli unici rumori sono i passi e gli uccelli. A metà giornata, nei giorni della fioritura, il primo tratto diventa una processione a passo lento tra chi mangia e chi fotografa.
Nel fine settimana di piena fioritura la folla è molto più fitta, e anche nei giorni feriali c’è parecchia gente.
Verso sera cambia di nuovo, i gruppi si sfilacciano e il viale viene illuminato, con i rami che si riflettono nell’acqua scura del fiume. Se dovessi scegliere un solo momento, prenderei la mattina appena c’è luce piena e tornerei dopo il tramonto per il secondo giro.
C’è anche una carrozza tirata da un cavallo che porta la gente avanti e indietro lungo gli alberi: si sente arrivare prima di vederla, gli zoccoli sull’asfalto, e tutti si spostano ai lati per lasciarla passare.
Le altre stagioni: a maggio tocca alle azalee, rosse e bianche, in quantità industriale; d’estate il viale diventa una galleria verde molto più fresca di quanto vi immaginereste; all’inizio di novembre le foglie sul fiume sono la seconda ragione vera per venire, e in quel periodo il parco è quasi vuoto; d’inverno resta il fiume ghiacciato ai bordi con gli uccelli acquatici, e si cammina nella neve.
Con la pioggia forte non ci verrei: i sentieri di terra si impastano, il fiume diventa marrone e il colpo d’occhio dalla collina sparisce nella nebbia.

Andata e ritorno sul viale sono quattro chilometri in piano, su fondo misto tra asfalto e terra, senza scale e senza salite. Ci sono tre tracciati paralleli e vale la pena saperlo: quello attaccato all’argine, quello centrale sotto i ciliegi e quello sul prato, e potete passare dall’uno all’altro quando volete, per esempio per fare l’andata sotto gli alberi e il ritorno con il fiume davanti.
I bagni ci sono e sono più di uno lungo il percorso, il che con i bambini piccoli fa la differenza.
Le uniche fatiche serie sono due: la rampa che porta su Jingaoka, corta ma abbastanza ripida da farvi fermare una volta, e i sentieri sterrati del villaggio di case vecchie.
Ombra ce n’è tantissima sotto gli alberi, per cui anche con il caldo si sta bene; sul prato e sull’argine invece non c’è niente sopra la testa. Portate scarpe normali da camminare e non pensate al resto: il fondo del viale è già un altro paesaggio rispetto all’ingresso, con più campagna intorno.

Da Jingaoka si prende tutto insieme: gli alberi in fila, il fiume che curva, le montagne dietro. È la foto che spiega il posto meglio di tutte, e per farla non si aspetta nessuno.
Dentro il viale la cosa da cercare non è il singolo albero ma la prospettiva in mezzo alla strada, con i rami che si chiudono in alto e la gente piccola in fondo. Questa però richiede la mattina presto, perché più tardi nell’inquadratura ci finiscono venti persone.
La terza è dall’argine, con i koinobori sopra il fiume in primo piano e la fila rosa alle spalle; viene meglio con il vento, quando i pesci di stoffa sono gonfi. E se passa la carrozza mentre siete sotto i ciliegi, mettetevi di lato e aspettate che vi arrivi addosso: è l’unica immagine del parco che sembra di cent’anni fa.

Qui non si viene per un monumento o per un edificio: si viene per una camminata dentro gli alberi, e per la sosta sulla collina che la rimette in prospettiva. Fatto quello, avete visto Tenshochi, e secondo me è uno dei tre o quattro posti in Giappone per cui prenderei un treno lungo apposta nella stagione giusta.
Chi invece ha pochi giorni e li vuole spendere tra città e templi qui non trova né le une né gli altri, e a fiori finiti resta una bella passeggiata lungo l’acqua e poco di più.
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Parco Kitakami Tenshochi
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).