A 289 metriSannenzaka e NinenzakaA 289 metri
Due strade tradizionali.

Una pagoda di legno a cinque piani a Kyoto, nella zona di Higashiyama, piantata in mezzo alle case basse e alle stradine in salita che vanno verso Kiyomizudera. La Pagoda Yasaka fa parte di un tempio minuscolo, l’Hokanji, ed è quella che avete visto in quasi tutte le foto di Kyoto: si può entrare e salire fino al secondo piano, ma il motivo vero per venire è guardarla dalle strade lastricate che le stanno intorno.
Va bene per chi è a Kyoto per la prima volta, per chi fotografa e soprattutto per chi è disposto a svegliarsi prima dell’alba per avere quelle strade quasi libere.
La pagoda è alta una quarantina di metri abbondanti ed è la terza pagoda a cinque piani più alta del Giappone. Detto così sembra solo un numero, ma qui intorno le case sono tutte a uno o due piani, per cui ve la trovate davanti all’improvviso in fondo a una strada o fra due tetti, e sembra ancora più alta di quello che è. Del tempio di una volta è rimasta in piedi praticamente solo lei, il resto è bruciato in una guerra di tanti secoli fa.
Le cose da vedere sono queste:
Vi avviso subito che la scala interna è quasi una scala a pioli. Ci si tiene al corrimano con tutte e due le mani, la luce è poca e scendere è peggio che salire, quindi chi ha problemi alle ginocchia o soffre le scale strette è meglio che si fermi al piano terra. Per lo stesso motivo i bambini piccoli non li fanno salire.
Anche lo spazio è poco. Dentro si sta in pochi alla volta, in piedi vicino alle statue, e il secondo piano non ha niente di una terrazza: sono aperture basse da cui si guarda abbassandosi un po’. La vista sui tetti però è diversa da qualsiasi altra a Kyoto, perché si è sopra le case del quartiere ma non così in alto da perdere i dettagli.
La maggior parte della gente non entra nemmeno. Arriva sulla strada, fa la foto alla pagoda, magari una al Koshindo, e riparte verso Kiyomizu. Il cortile del tempio resta mezzo vuoto anche quando due metri più in là si cammina spalla a spalla, e dalla base la pagoda si vede tutta in verticale, con le travi di legno scuro sotto i tetti e i bordi dei piani che si allargano verso l’alto.
Da fuori è la cosa più bella di Kyoto che si possa guardare senza entrare da nessuna parte, e se volete la mia classifica personale la metto in cima. Dentro è un’altra storia: interessante, un po’ scomoda, da fare se capitate quando è aperta, ma non è per l’interno che si viene.
Ci porto chiunque venga a trovarmi a Kyoto, e lo faccio in un modo preciso: si arriva dall’alto, da Ninenzaka, senza dire niente, e ci si ferma in cima a Yasaka dori. Lì la pagoda compare in fondo alla discesa e tutti, anche quelli che dicono di non essere interessati ai templi, si fermano e tirano fuori il telefono.
All’alba. Non è un consiglio di maniera, è l’unico momento in cui questa strada è davvero vostra, o quasi. Con la prima luce in cima a Yasaka dori c’è già un gruppetto di fotografi con il cavalletto piantato sulle pietre, gente che è arrivata col buio per prendersi il posto e aspetta che il cielo cambi colore dietro la pagoda. Tutti vogliono la stessa foto: la strada vuota, le case chiuse, la pagoda sagomata sul cielo chiaro.
C’è anche qualche coppia in kimono con il fotografo al seguito, venuta a fare le foto prima che arrivi la gente. Nel complesso l’aria è quasi da club: si parla a bassa voce, ci si sposta per non entrare nell’inquadratura degli altri, e se vi mettete in mezzo alla strada qualcuno vi fa un cenno gentile per farvi spostare. Per me è il momento più bello di tutta la giornata a Higashiyama, anche senza macchina fotografica.
Il momento sbagliato è la tarda mattinata, e da lì in poi fino al pomeriggio. I negozi aprono, arrivano i gruppi, le ragazze in kimono a noleggio, le scolaresche, e Yasaka dori diventa un corridoio in cui si cammina in fila e ci si ferma per lasciar passare gli altri. Fare una foto senza nessuno davanti diventa un esercizio di pazienza.
Anche la luce calda di fine giornata è un’ottima luce, ma lo sanno tutti: in quel momento in cima alla discesa si fa a gomitate per il punto buono.
La sera ha un’altra faccia. La pagoda è illuminata, i negozi intorno hanno già abbassato le serrande e le strade si svuotano parecchio, anche se qualcuno col cavalletto lo trovate pure a quest’ora. Con la luce gialla sul legno e le lanterne delle case accese è la seconda scelta dopo l’alba, e per chi non ce la fa ad alzarsi presto va benissimo.
Sulle stagioni vi dico solo questo: nel periodo dei ciliegi, in quello delle foglie rosse e durante le vacanze giapponesi di inizio maggio tutta la zona fra Gion e Kiyomizu è strapiena, e nelle ore centrali fare foto diventa quasi impossibile. In quei periodi l’alba non è più un’opzione in più, è l’unico modo sensato di vederla.
Il punto è quello che avete in mente: in cima a Yasaka dori, arrivando dal lato di Ninenzaka, dove la strada comincia a scendere. Da lì la pagoda sta in fondo alla discesa, con le pietre in primo piano e le facciate di legno che fanno da cornice ai lati. Chi fotografa la mette al centro, alla fine della strada, oppure sposta la pagoda in alto a destra e lascia più spazio alla discesa.
Scendendo di qualche passo cambia tutto. Più ci si avvicina, più la pagoda riempie l’inquadratura e le case scompaiono, e verso il fondo della strada si arriva al Koshindo, dove si possono mettere le palline colorate in primo piano con la pagoda dietro.
Per una foto meno scontata salite verso Sannenzaka e girate la testa a ogni curva. La pagoda compare fra i tetti di tegole, a volte ne vedete solo i piani più alti, e le foto vengono meno da cartolina e più da quartiere vero.
Di sera provate invece l’inquadratura dal basso, dal cortile o da sotto la pagoda: con l’illuminazione le travi sotto i tetti si leggono piano per piano, cosa che di giorno si nota molto meno.
Ricordatevi che queste non sono quinte di un set. Nelle case lungo Yasaka dori ci abita gente, e all’alba soprattutto si sta attenti a non parlare forte, a non appoggiare il cavalletto davanti alle porte e a non bloccare chi esce per andare a lavorare.
Qui non si viene per un tempio da visitare: il cortile si gira in pochi passi e la scala interna è più una prova di equilibrio che una visita. Si viene per il modo in cui la pagoda sta dentro il quartiere, in fondo a una strada di case basse, e questo lo si vede bene solo se si sceglie il momento giusto. Se ci arrivate all’alba o dopo cena è una delle cose che vi porterete a casa da Kyoto, e vale la sveglia anche se poi a colazione crollate. A mezzogiorno, in mezzo alla folla, resta una foto da fare al volo sulla strada per Kiyomizu, e chi non sopporta la calca farà bene a non passarci proprio in quelle ore.
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Pagoda Yasaka
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).