Due coppette di gelato con logo Ouca su un tavolo accanto a una vetrina che affaccia su una strada a Ebisu, Tokyo.

Ouca

Una gelateria giapponese a Ebisu, a Tokyo, dove i gelati si fanno con gli ingredienti dei dolci tradizionali: matcha, fagioli rossi, farina di soia tostata, tè, frutta di stagione. Si chiama Ouca, ha un secondo negozio a Kyoto, in zona Gion, e non ha niente a che vedere con la gelateria italiana sotto casa.
Ogni coppetta arriva con un po’ di alghe salate e una tazzina di tè caldo. Per chi ha voglia di un dolce diverso dal solito è la pausa giusta a metà pomeriggio, o il modo di chiudere una serata in zona.

Gusti e prezzi

Si sceglie la misura della coppetta, poi tre gusti dalla vetrina (quattro nella misura più grande). Oltre ai gelati ci sono un paio di dolci giapponesi con il gelato sopra.

  • Matcha: verde scuro, con l’amaro del tè che arriva prima dello zucchero e resta in bocca a lungo.
  • Kinako e kuromitsu: farina di soia tostata con lo sciroppo di zucchero nero, sa di biscotto e di caramello.
  • Hojicha al kokuto: tè verde tostato con zucchero di canna nero, profumo quasi affumicato e dolcezza piena.
  • Karinto: gelato con dentro i pezzetti del biscotto fritto ricoperto di zucchero nero, che restano croccanti sotto i denti.
  • Dango con gelato: spiedini di palline di riso glutinoso serviti caldi, con il gelato freddo appoggiato sopra.
  • Patata dolce arrosto con gelato: la patata calda e morbida contro il freddo del gelato, un abbinamento che qui in autunno trovate dappertutto.
Marco Togni sorride accanto a un gelato con alghe leggermente salate servito in un contenitore arancione presso Ouca a Ebisu.
Il dettaglio che fa la differenza è la piccola porzione di alghe salate servita a lato. Le mangio tra un cucchiaino e l'altro per pulire il palato dalla dolcezza.
Un gelato in un vasetto arancione con il marchio Ouca tenuto in mano da una persona con un cucchiaino di legno.
Ogni coppetta arancione ospita tre diverse palline ed è sempre guarnita con la tipica cialda tonda. Il cucchiaino in legno risulta pratico da usare in movimento.

La coppetta arancione, col logo stampato sopra, arriva con tre palline colorate, una cialda rotonda infilata in cima e un cucchiaino di legno. Accanto, su un vassoietto di legno, ci sono il tè e un mucchietto di alghe kombu salate.
Le alghe sembrano uno scherzo, invece si capisce subito a cosa servono: tra un gusto e l’altro mangiate un pezzetto di kombu, il salato pulisce la bocca dallo zucchero e il gusto dopo arriva netto. Il tè fa lo stesso lavoro, solo più delicato.

I gelati non hanno la cremosità grassa di un fiordilatte italiano. Si sciolgono puliti in bocca e il dolce resta basso, così il sapore dell’ingrediente si sente bene.
Vi avviso subito però che i gusti sono lontani da quelli a cui siamo abituati: se cercate cioccolato, nocciola o pistacchio non li trovate, al loro posto ci sono fagioli rossi, sesamo nero e, a seconda della stagione, perfino pomodoro o kiwi. Secondo me è proprio questo il motivo per venirci.

A testa si spende sui 500–1.000 yen, anche aggiungendo un dolce da dividere. È economico per quello che si mangia, con ingredienti giapponesi veri e l’anko, la crema di fagioli rossi, preparata nel loro laboratorio di Kyoto.
Ci torno ogni volta che passo da Ebisu con un po’ di tempo libero, perché nella vetrina trovo sempre qualcosa che non ho ancora assaggiato.

Due coppette di gelato con logo Ouca tenute in mano davanti alla vetrina della gelateria giapponese Ouca a Ebisu.
L'illuminazione interna fa risaltare il locale nelle ore serali. Consumare il dolce appena fuori dalle ampie vetrate è una consuetudine per i clienti di passaggio.
Due coppette di gelato con logo Ouca su un tavolo accanto a una vetrina che affaccia su una strada a Ebisu, Tokyo.
Oltre alle alghe viene offerto del tè caldo. Questo abbinamento termico e di sapori è pensato per esaltare le note delicate delle creme senza mai risultare stucchevole.

Com'è dentro

Il negozio è piccolo, con una vetrata che dà sulla strada e un interno bianco e luminoso. La vetrina refrigerata occupa quasi tutto il fronte, con una dozzina di vaschette in fila; accanto c’è una pila di bicchieri arancioni pronti, e dietro una ragazza con il cappello da cuoco e la mascherina prepara le coppette una alla volta.
I posti a sedere sono nove, tutti al bancone, più una panchina fuori dove ci si siede in quattro a mangiare guardando le strisce pedonali e la gente che passa.

Molti prendono la coppetta e se la mangiano in piedi davanti all’ingresso, oppure ripartono camminando verso il resto di Ebisu. Fuori dalla vetrata c’è sempre qualcuno con il cucchiaino in mano.
Al bancone chi serve conosce bene i gusti e vi aiuta a metterli insieme, se non sapete da dove partire: basta indicare la vetrina e chiedere quali stanno bene vicini.

Vetrina e stagioni

Matcha, latte, kinako e karinto ci sono tutto l’anno; il resto della vetrina segue il calendario. D’estate arrivano anguria e pesca, in autunno zucca, fichi, mele di Nagano e uva kyoho, con i gusti stagionali che restano solo finché c’è la frutta buona.
Mettere nella stessa coppetta un classico, uno stagionale e uno che vi incuriosisce è la scelta che dà più soddisfazione.

Quando fa freddo i dango caldi e la patata dolce con il gelato sopra diventano il motivo principale per entrare. D’estate invece la coppetta si scioglie in fretta, tenetene conto se volete mangiarla con calma sulla panchina.

La facciata esterna della gelateria Ouca nel quartiere di Ebisu a Tokyo con una persona seduta sulla panchina.
La facciata scura con scritte dorate si affaccia sulla strada. Sulla panca esterna in legno ci si può sedere per gustare il gelato osservando il viavai del quartiere.
Il banco gelateria di Ouca ad Ebisu, Tokyo, con una persona che lavora e coppe di gelato in primo piano.
Dietro il bancone dalle linee pulite il personale prepara le coppette. I gusti esposti cambiano spesso seguendo la stagionalità degli ingredienti tradizionali giapponesi.

In breve

Pro:

  • gusti giapponesi che in Italia non esistono, dal tè tostato alla soia
  • kombu salato e tè serviti con ogni coppetta
  • vetrina che cambia stagione dopo stagione

Contro:

  • nove sgabelli e una panchina, molti mangiano in piedi
  • niente gusti classici all’italiana

Ideale per: una pausa dolce passeggiando per Ebisu, da soli o in due

Da ordinare: tre gusti, uno fisso, uno di stagione e uno che non avete mai assaggiato

Atmosfera: bianco, luminoso, gente che mangia davanti alla vetrata

Conclusione

Il momento che resta in testa è il passaggio dal matcha amaro a un pezzetto di alga salata e poi al gelato di hojicha: tre sapori in fila che difficilmente vi capita di mettere insieme altrove. Il gelato è il pretesto, il vero assaggio è la cucina dei dolci giapponesi messa dentro una coppetta arancione.
Se poi capitate anche a Kyoto, provate il negozio di Gion e confrontate le vetrine. Ma la prima coppetta prendetela a Ebisu, e da lì il gelato lo guarderete in un altro modo.

Informazioni utili

Nome: Ouca Ebisu
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 11 alle 23
Indirizzo: 1-chōme-6-6 Ebisu, Shibuya, Tokyo 150-0013, Japan
Sito Internet: Ouca Ebisu
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Ouca Ebisu

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).