Veduta grandangolare della città di Sapporo vista dalla cima del trampolino olimpico di Okurayama in una giornata estiva.©Chan_K_Heritage_Japan - Shutterstock

Osservatorio Okurayama

Una terrazza panoramica piazzata in cima a un trampolino olimpico da salto con gli sci, sulle colline a ovest di Sapporo, sopra la zona di Maruyama. Okurayama vi mette davanti due cose insieme: la pista di rincorsa che sprofonda dritta sotto i vostri piedi e la città stesa in basso fino alla pianura e al mare.
Si sale per il panorama, ma quello che resta impresso è il punto di vista di chi salta. È il posto giusto se avete mezza giornata libera a Sapporo e volete vedere la città dall’alto senza salire su un grattacielo, e con i bambini è una delle poche cose in zona che li tiene impegnati davvero.

Cosa si vede

Il punto di arrivo è la sala panoramica a 307 metri, che sta appena dietro il cancelletto da cui partono i saltatori. È la cosa per cui si sale, ma non è l’unica da guardare.

  • Sala panoramica vetrata: vetri su tutto il fronte, il parco Odori che parte dritto davanti a voi e taglia la città in due fino alla torre della televisione, il verde di un campus universitario sulla destra.
  • Cancelletto di partenza: la rincorsa vista da sopra, con le sbarre laterali che scendono a picco e il dente di stacco in fondo. Le gambe si piegano da sole, e nessuna foto rende quella pendenza.
  • Seggiovia a due posti: cinque minuti all’aperto, seduti, con il trampolino che scorre di fianco e i numeri della distanza dipinti sulla pista di atterraggio che passano uno dopo l’altro.
  • Pianura di Ishikari e baia: oltre i palazzi si apre il piano fino al mare, e nelle giornate limpide si vedono montagne lontanissime, oltre gli ottanta chilometri.
  • Trampolino di Miyanomori: quello più basso, dall’altra parte della valletta, si riconosce benissimo da lassù. Vederli insieme fa capire la differenza tra i due.
  • Museo olimpico alla base: sei simulatori, tra cui quello del salto, del fondo e del bob, più gli sci e la torcia usati alle Olimpiadi di Sapporo.

La sala in cima è chiusa e riscaldata, il che d’inverno salva la giornata, però i vetri riflettono parecchio: se volete la foto pulita fatela fuori, nel piazzaletto dove si scende dalla seggiovia, prima di salire le rampe di scale.
Le scale sono l’altra cosa da sapere: in cima non c’è ascensore né scala mobile, dall’uscita della seggiovia alla sala si sale a piedi. Non è una salita lunga, ma con il passeggino o con le ginocchia messe male è una seccatura vera.

Chi soffre di vertigini deve sapere che la discesa è peggio della salita. All’andata avete il pendio davanti e la città che si apre pian piano, al ritorno vi trovate seduti rivolti verso il vuoto con la città che sembra venirvi addosso, e c’è chi scende aggrappato alla sbarra senza guardare in basso.
Saltare il museo è l’errore più comune: tanti tirano dritto verso la seggiovia. Con i bambini succede il contrario, i simulatori li tengono incollati più del panorama.

Quello che Okurayama dà davvero non è una vista qualsiasi, perché di posti da cui guardare una città dall’alto ce ne sono ovunque. Qui la differenza la fa il fatto che siete in piedi sopra un impianto sportivo vero, in funzione, con la pendenza sotto i piedi e la pista che continua a essere usata anche d’estate, quando la coprono con l’erba sintetica. È il motivo per cui ci torno ogni volta che qualcuno viene a trovarmi a Sapporo: la faccia che fa la gente quando si affaccia sulla rincorsa è la parte che preferisco, e dopo due minuti smettono tutti di guardare la città e guardano in giù.

Quando andare

Il cielo decide tutto. Con le nuvole basse o la foschia salite per niente: la pianura sparisce, il mare non si vede e vi restano i tetti dei palazzi vicini. Quando l’aria è pulita, invece, lo sguardo arriva fino all’orizzonte.
Il vento è l’altra variabile: quando tira forte la seggiovia si ferma, e non c’è modo di saperlo prima.

La mattina presto è il momento più tranquillo, con due o tre persone in tutta la sala e nessuno davanti ai vetri. Nel pomeriggio arrivano i pullman e i gruppi delle scuole, e lì alla partenza della seggiovia si fa la fila, con le seggiole che passano una dietro l’altra piene di ragazzini.
Il fine settimana con bel tempo è la combinazione peggiore, soprattutto nel piazzale di partenza.

D’estate il momento più bello è la sera. Il tramonto arriva presto rispetto all’Italia e la città si accende tutta insieme, con Odori che diventa una striscia di luce dritta in mezzo al buio: quella di Sapporo è stata scelta tra le tre nuove viste notturne più belle del Giappone, e da qui la guardate oltre il profilo nero della rincorsa.
D’inverno il pendio è bianco e il bosco carico di neve, ma cinque minuti seduti fermi all’aperto a quella temperatura non passano mai: guanti, cappello e qualcosa per le orecchie non sono un consiglio da mamma, sono l’unico modo per arrivare in cima e godervela invece di contare i secondi.
In autunno il bosco intorno al trampolino diventa giallo e rosso e la seggiovia ci passa dentro, ed è la stagione in cui la salita in sé è più bella del solito.

Com'è salire

La seggiovia è una vecchia biposto senza copertura, di quelle da impianto sciistico, con la sbarra da tirarsi addosso. Si parte in piano, poi la pendenza aumenta e a un certo punto davanti avete solo cielo.
Non è un ascensore panoramico con la musichetta: sentite il vento, il ronzio del cavo, e se guardate a destra il trampolino è lì, a pochi metri, con la sua struttura di cemento.

C’è anche un sentiero che porta su a piedi, dentro il bosco, e parte dal lato destro guardando il trampolino. È una salita seria, con gradini e terra battuta, non una passeggiata: chi ha gambe buone può arrivare in cima camminando, ma con le scarpe da città lasciate perdere.
La maggior parte della gente sale con la seggiovia e fa bene.

Con i bambini piccoli valutate bene la seggiovia aperta, perché nessuno vi assicura al sedile e il tratto finale è ripido. I ragazzini più grandi invece se la godono tantissimo, e in cima si mettono tutti con la faccia contro il vetro a immaginare la rincorsa.
Lassù c’è anche un piccolo bar con un gelato soft che a Sapporo ha una certa fama, e lo mangiate seduti davanti ai vetri, con la città sotto.

Sotto il trampolino

La parte bassa non è solo il posto dove si parte. Guardare il trampolino dal basso, dalla zona di atterraggio, è un’altra storia: la struttura sale e sale, la torre dei giudici sta appesa di lato, e capite quanto è lungo un salto solo seguendo con gli occhi i numeri dipinti sul pendio. Il nome viene dall’imprenditore che lo fece costruire, e per le Olimpiadi di Sapporo l’hanno rifatto per la gara dal trampolino lungo. Qui si disputa ancora la Coppa del Mondo di salto, tra gennaio e febbraio, con date che cambiano di anno in anno: se capitate in quei giorni, vedere i saltatori dal vivo dalla zona di atterraggio è un’occasione da prendere al volo.
Chi non se la sente di salire può fermarsi qui e vedere comunque il trampolino in tutta la sua altezza.

Il museo olimpico sta accanto alla partenza della seggiovia. Dentro trovate i materiali delle Olimpiadi invernali di Sapporo, compresi gli sci della squadra di salto che fece il pieno di medaglie, e soprattutto i simulatori.
Quello del salto vi mette in posizione di rincorsa su una pedana che si muove, e il risultato è che ci provano tutti, adulti compresi. Il bob e il fondo sono più giocosi, ma divertono lo stesso.

In un edificio lì accanto ci sono un caffè e un negozio dove comprano tutti qualcosa: dolci che si trovano solo qui e i gadget con il trampolino stampato sopra. Non è il motivo per cui venite, però se piove o se aspettate che il vento cali è un posto dove stare al caldo senza annoiarsi.

In breve

  • Il pezzo forte: affacciarsi sulla rincorsa dal cancelletto di partenza, con Sapporo tutta stesa in fondo.
  • Quando andare: giornate limpide, mattina presto per avere la sala quasi vuota, la sera d’estate per le luci.
  • Ideale per: chi ha mezza giornata a Sapporo, chi viaggia con ragazzini, chi ama lo sport, chi vuole il panorama sulla città e sulla pianura.
  • Atmosfera: impianto sportivo vero, poco addobbato, seggiovia all’aperto, gente che ride per la paura e sala vetrata silenziosa in cima.

Conclusione

Il vero valore di Okurayama non sta nella vista in sé, sta nel posto da cui la guardate: la cima di un trampolino olimpico da cui si salta ancora. Vale la deviazione anche uscendo dal giro classico del centro, e se il cielo è sereno è la cosa migliore che potete fare a Sapporo con qualche ora libera.
Se invece capitate con la nebbia o con il cielo tutto grigio, rimandate a un altro giorno: senza orizzonte resta poco, e la salita perde metà del suo senso.

Informazioni utili

Nome: Osservatorio Okurayama
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 9 alle 17
Indirizzo: 372P+79, Miyanomori, Chuo Ward, Sapporo, Hokkaido 064-0958, Japan
Sito Internet: Osservatorio Okurayama
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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