
Osaki
Osaki è la sorpresa tranquilla della linea Yamanote. Grattacieli di uffici, passerelle sospese sopra le strade, ristoranti pieni a mezzogiorno e mezzi vuoti alle nove di sera: non è un quartiere da lista delle cose da vedere, ed è esattamente per questo che ogni tanto lo tiro fuori quando qualcuno mi chiede dove andare dopo aver visto i soliti tre o quattro posti.
Ci passo spesso perché da qui si arriva a Odaiba senza cambiare treno e Shinagawa è a due minuti di binario. Qui sotto vi racconto come muoversi tra le uscite, cosa c’era prima di tutto questo vetro e perché in primavera vale un giro lungo il fiume.
Indice
Ristoranti
Negozi
Quartieri vicini
Shinagawa
Meguro
Uscite e passerelle
La stazione sta a cavallo dei binari e si esce a nord o a sud, con un dettaglio che vi risparmia tempo: quasi tutti i palazzoni si raggiungono su passerelle sopraelevate, senza mai attraversare una strada. Dall’uscita sud si entra in Gate City Osaki in un minuto, dal lato nord si arriva a Osaki New City camminando sul ponte pedonale, e sempre a sud, scendendo con la scala mobile, si trova il ThinkPark con il suo giardino aperto a tutti.
Sul lato ovest c’è il terminal degli autobus, tre minuti a piedi dall’uscita sud, ed è la cosa più utile della zona per chi viaggia: partono corse dirette sia per Haneda sia per Narita.
Le linee che fermano qui sono quattro e coprono direzioni molto diverse:
- La Yamanote: vi porta a Shibuya, Shinjuku e Tokyo senza pensarci troppo.
- La linea Rinkai: scende sotto la baia e arriva a Odaiba senza cambi.
- La Saikyo: sale verso Shinjuku, Ikebukuro e Omiya fermando poco.
- La Shonan-Shinjuku: comoda se dovete andare verso Yokohama o uscire dalla città.
Una cosa che spiazza chi arriva: qui alcuni treni della Yamanote finiscono la corsa e non ripartono. Il deposito dei treni è appena oltre la stazione, verso Oimachi, e Osaki è il punto dove molti convogli entrano e escono dal servizio. Se salite e vedete che il treno si ferma, guardate il cartello sulla banchina e aspettate il successivo: passa dopo pochi minuti.
Dalla valle alle torri
Il nome racconta la geografia del posto. Osaki vuol dire più o meno grande promontorio, ma l’ipotesi più convincente è che in origine parlasse di una grande valle, con il carattere di valle scivolato in quello di promontorio nel tempo: la stazione sta davvero in fondo a un avvallamento, tra le colline di Gotenyama e Yatsuyama.
Il treno è arrivato qui nel 1901, e non per i passeggeri: era una stazione merci nata da un raccordo militare. Le fabbriche sono venute dietro, attirate dai terreni larghi, dalla vicinanza al centro e dall’acqua del fiume Meguro. Per decenni questa è stata una zona di officine e capannoni, rumorosa, dove non metteva piede nessuno che non ci lavorasse.
Poi le aziende hanno spostato la produzione fuori città lasciando qui le sedi, e dagli anni ottanta sono arrivati i complessi: Osaki New City nel 1987, Gate City Osaki nel 1999. Se guardate i palazzi sapendo questo, il modo in cui sono piazzati ha un senso diverso: sono cresciuti sui vuoti lasciati dalle fabbriche, uno per volta, ed è per questo che le passerelle sembrano cucite a posteriori.
Il fiume dietro le torri
A pochi minuti dai grattacieli scorre il Meguro, e nel tratto del quartiere di Shinagawa ha circa tre chilometri di argini con qualche centinaio di ciliegi. È lo stesso fiume di Nakameguro, ma qui la scena cambia: niente fila per il caffè, niente ressa sui ponticelli, gente del posto che rientra dal lavoro e si ferma un attimo a guardare in su. Nella stagione dei fiori, in uno spiazzo verde sul fiume a metà strada verso Gotanda, montano le luci serali e qualche furgoncino del cibo: da Osaki sono meno di dieci minuti a piedi, e io onestamente lo trovo più godibile dei posti famosi.
Vicino alla stazione, a tre minuti, c’è il santuario Iruki, spostato qui nel Seicento perché il fiume continuava a esondare dove stava prima. In estate esce il suo festival di quartiere, con i mikoshi portati a spalla tra i palazzi di uffici, e vale la deviazione se capitate nei giorni giusti.
Per Osaki secondo me basta un’oretta, da abbinare a Gotanda o a Meguro andando a piedi lungo l’acqua. Dormirci ha senso se cercate prezzi da zona di uffici e non vi interessa la vita serale, perché di sera qui si spegne presto: per cena scendo una fermata e mangio altrove. Voi cosa preferite, una base silenziosa o un quartiere che va avanti fino a tardi?
Mappa
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Osaki
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).



