Veduta notturna dell'incrocio di Shibuya a Tokyo con una folla di persone in movimento che attraversano la strada.

Ora di punta in Giappone

Muoversi in treno in Giappone è comodo, puntuale e quasi sempre piacevole, tranne in un paio di fasce della giornata. Sono le ore in cui milioni di persone vanno al lavoro o tornano a casa, e il treno che alle undici di mattina era mezzo vuoto diventa una scatola piena fino alle porte.
Chi viene qui per la prima volta spesso non ci pensa quando organizza le giornate, e si ritrova con la valigia in mezzo alla folla alle otto e mezza. Qui vi spiego quando c’è l’ora di punta, com’è davvero salire su un treno pieno, quali linee evitare e come organizzarvi per non soffrire, o almeno per soffrire il meno possibile.

Quando c’è l’ora di punta

Nelle grandi città la mattina dei giorni feriali è la fascia peggiore, più o meno dalle sette e mezza alle nove e mezza. Il picco vero cade intorno alle otto e un quarto, otto e mezza, quando entrano in città insieme impiegati e studenti.
La sera l’ora di punta c’è, ma è più diluita: comincia verso le cinque e mezza e va avanti fino alle sette e mezza, otto. Siccome la gente non esce tutta insieme dall’ufficio, i treni sono pieni ma raramente arrivano al livello della mattina.

Il sabato e la domenica il discorso cambia completamente. La mattina presto i treni sono tranquilli, poi nel pomeriggio si riempiono quelli che vanno verso le zone dello shopping come Shibuya, Shinjuku o Ginza, ma parliamo di treni affollati, non di gente schiacciata contro le porte.
Durante le vacanze scolastiche e nelle settimane di ferie tipo la Golden Week e Obon la mattina è più leggera, perché molti studenti e una parte degli impiegati restano a casa. I treni verso le località turistiche e le stazioni del Shinkansen però sono pieni.

Com’è davvero

Per misurare quanto è pieno un treno in Giappone si usa una percentuale, e il ministero dei trasporti la calcola ogni anno sulle tratte più trafficate. Il 100% vuol dire che tutti hanno un posto a sedere o una maniglia a cui tenersi. Al 150% si sta in piedi senza problemi, al 200% si sta a contatto con chi vi sta intorno ma riuscite ancora a guardare il telefono.
Al 250% non vi muovete più: a ogni curva il corpo si inclina insieme a quello degli altri e non riuscite nemmeno ad alzare la mano. Nell’area di Tokyo la media delle tratte principali nell’ora di punta si aggira intorno al 140-150%, e le linee peggiori arrivano oltre il 160%. Sono numeri più bassi rispetto a qualche decennio fa, ma sulle tratte più piene alle otto e mezza tra le porte non entra davvero più nessuno.

Anche gli oshiya esistono ancora, cioè le persone pagate per spingere dentro i passeggeri e far chiudere le porte. Il servizio è nato a metà degli anni Cinquanta alla stazione di Shinjuku, e ancora oggi sono in genere studenti che fanno qualche ora di lavoro la mattina presto.
In realtà spingono meno di quanto si vede nei video: soprattutto guidano la gente sul binario, controllano che nessuno resti con lo zaino incastrato nella porta e ogni tanto tirano fuori chi prova a salire all’ultimo secondo. Nelle stazioni più grandi delle linee più piene, vederli al lavoro nei minuti di picco è abbastanza normale.

Un addetto in divisa assiste i passeggeri mentre salgono su un treno sovraffollato in stazione a Tokyo.
Gli addetti in guanti bianchi controllano le porte e a volte aiutano a compattare la folla per far chiudere i battenti. Restate calmi e fatevi trasportare dal flusso.
Marco Togni scatta un selfie in un treno affollato in Giappone circondato da molte persone in piedi.
All'interno delle carrozze lo spazio vitale si azzera del tutto. Tenete gli zaini davanti a voi o sulle cappelliere e afferrate saldamente le maniglie per l'equilibrio.

Le linee peggiori

A Tokyo la linea Tozai della metropolitana ha da sempre la fama di linea più piena della città, soprattutto sulla tratta che dalla zona di Chiba entra in centro verso Otemachi. La linea Chuo rapida della JR, quella arancione che passa da Shinjuku, la mattina è pesante, e lo stesso vale per la linea Hibiya nel tratto a nord di Ueno.
Anche molte linee private che arrivano dalle zone residenziali, come la Den-en-toshi verso Shibuya o le linee che dalla parte di Saitama scendono verso Ikebukuro, la mattina sono pienissime. La Yamanote ha momenti pesanti, ma essendo un anello con treni ogni pochi minuti la folla si distribuisce meglio.

Il problema non è solo il treno, sono anche le stazioni di cambio. A Shinjuku, Ikebukuro, Tokyo, Otemachi o Shinagawa alle otto e mezza i corridoi sono un fiume di gente che cammina veloce in una sola direzione, e se voi andate in quella opposta con la valigia ve ne accorgete subito.
A Osaka la linea da tenere d’occhio è la Midosuji, la rossa, che la mattina tra Umeda e Yodoyabashi è la tratta più piena di tutto il Kansai. Anche lì il momento peggiore è verso le otto e mezza, e a Umeda può capitare di dover aspettare un treno o due prima di riuscire a salire. Nagoya e Kyoto hanno ore di punta più leggere, ma a Kyoto la mattina i treni e gli autobus verso il centro si riempiono di studenti e impiegati, e con i turisti sopra la situazione peggiora in fretta.

Regole non scritte

Salire su un treno pieno in Giappone ha una sua logica, e se la conoscete vi muovete molto meglio. Sul pavimento del binario ci sono i segni che indicano dove si aprono le porte, e lì la gente si mette in fila ordinata, spesso su due file ai lati. Il treno arriva, si lascia scendere chi deve scendere, poi si sale.
Una volta dentro, la gente parla pochissimo e al telefono non si risponde proprio. Vale la pena ricordarsi un paio di cose:

  • Se siete vicino alla porta e il treno si ferma in una stazione dove scendono in tanti, scendete un attimo sul binario, fateli passare e poi risalite: qui lo fanno tutti ed è quello che si aspettano da voi.
  • Non piantatevi davanti alla porta se dovete fare ancora molte fermate, ma cercate di spostarvi verso il centro del vagone appena si libera un po’ di spazio.
  • Quando dovete scendere e siete in mezzo alla folla, basta dire sumimasen e cominciare a muovervi verso la porta prima che il treno si fermi, senza spingere ma senza nemmeno aspettare che si apra un varco da solo.
  • Tenete il telefono in modalità silenziosa e, se ascoltate musica, controllate che non si senta dalle cuffie, perché con la gente così vicina si sente tutto.
  • Vicino ai posti a sedere prioritari, pensati per anziani, donne incinte e persone con disabilità, evitate di sedervi se c’è qualcuno che ne ha bisogno, anche quando il treno è pieno.

Valigie e zaini

Lo zaino sulle spalle in un treno pieno è la cosa che dà più fastidio in assoluto. Occupa lo spazio di una persona e ogni volta che vi girate colpite qualcuno senza accorgervene. Le compagnie ferroviarie chiedono di toglierlo dalle spalle e tenerlo in mano verso il basso oppure metterlo sulla rastrelliera sopra i sedili.
Molti giapponesi lo tengono davanti, sulla pancia, ed è comunque meglio che tenerlo dietro. Io vi direi di levarlo già sul binario, prima di salire, perché dentro un vagone pieno toglierselo è quasi impossibile senza dare gomitate.

Con la valigia grande, invece, ve lo dico sinceramente: nelle ore di punta non salite su una linea urbana, se potete evitarlo. Una valigia occupa il posto di due o tre persone e in certi treni della mattina proprio non entra.
Sulle linee che portano agli aeroporti la situazione è più tollerata, perché chi viaggia con la valigia è normale anche alle otto: pensate alla linea Keikyu verso Haneda o ai treni che vanno a Narita. Se arrivate in Giappone con un volo che atterra la mattina presto ci sono alcune alternative che rendono tutto molto più semplice:

  • Prendete un treno con posto riservato, come il Narita Express o lo Skyliner da Narita, così la valigia ha il suo spazio e non dovete lottare per salire.
  • Usate un autobus limousine dall’aeroporto, che vi porta direttamente vicino a molti hotel o alle stazioni principali senza cambi.
  • Spedite la valigia in hotel con il servizio di consegna bagagli che trovate negli aeroporti, e muovetevi in città solo con uno zainetto.
  • Prendetevela comoda in aeroporto con una colazione e un caffè, e partite dopo le nove e mezza quando i treni si svuotano.

Carrozze per sole donne

Su molte linee di Tokyo e Osaka nelle mattine dei giorni feriali una carrozza è riservata alle donne. Di solito è quella in testa o in coda al treno, e sul binario la riconoscete dai cartelli rosa sul pavimento e sopra le porte. Nella maggior parte dei casi vale solo la mattina, e su alcune linee anche la sera tardi.
Possono salirci anche i bambini delle elementari, le persone con disabilità e chi le accompagna, quindi un papà con un bambino piccolo non ha problemi. Un uomo che sale per sbaglio non riceve una multa, perché è una richiesta di collaborazione e non un divieto di legge, ma verrà guardato male e conviene scendere alla prima fermata e cambiare carrozza.

Queste carrozze esistono soprattutto per il problema delle molestie sui treni pieni, che in Giappone è preso sul serio: nelle stazioni vedete spesso manifesti che invitano a denunciare e a chiedere aiuto al personale.
Alle donne che viaggiano da sole e hanno bisogno di muoversi la mattina presto consiglio di usarle, anche perché spesso sono un po’ meno piene delle altre carrozze. Se succede qualcosa su un treno normale, gridare o chiedere aiuto ad alta voce funziona più di quanto si pensi, e il personale della stazione interviene subito.

Persone in attesa di salire su una carrozza per sole donne su un treno ad Osaka presso una stazione ferroviaria.
Gli adesivi rosa indicano le carrozze riservate alle donne. Prestate molta attenzione a questi segnali sulle banchine per evitare sguardi di rimprovero salendo a bordo.
Un cartello informativo su sfondo bianco ad Osaka che segnala un treno prioritario per bambini in metropolitana.
I tabelloni informativi segnalano variazioni di percorso o treni speciali. Controllate bene i colori delle linee per orientarvi velocemente nel labirinto sotterraneo.

Come evitarla

La soluzione più semplice resta organizzare la giornata in modo da non trovarvi mai in centro tra le otto e le nove. Mi capita spesso di consigliare a chi viaggia di fare colazione con calma e partire verso le nove e mezza, dieci. A quell’ora i treni sono già tranquilli, e i musei e molti templi stanno aprendo proprio in quel momento.
Se invece volete iniziare prestissimo, per esempio per vedere un santuario senza gente, partite prima delle sette e il problema non si pone.

Quando non potete spostare l’orario, qualche accorgimento aiuta davvero:

  • Andate nella direzione opposta al flusso: la mattina i treni che escono dal centro verso la periferia sono quasi vuoti, e la sera succede il contrario.
  • Salite nelle carrozze di testa o di coda, che in genere sono meno piene di quelle centrali, a meno che la vostra stazione di arrivo non abbia l’uscita proprio lì.
  • Evitate i grandi cambi come Shinjuku o Tokyo, anche a costo di camminare dieci minuti in più da una stazione vicina meno trafficata.
  • Controllate l’affollamento sulle app ufficiali: quella della JR East mostra la situazione dei treni sulle linee principali di Tokyo, e sulla Yamanote vedete persino le carrozze più libere.
  • Se il treno che arriva è pieno fino alle porte, lasciatelo andare. Sulle linee urbane il successivo arriva dopo pochi minuti e spesso è un po’ più vuoto.

Una buona alternativa è anche scegliere l’hotel in base alle linee. Se dormite vicino a una stazione di una linea poco affollata, o in una zona da cui arrivate a piedi nei posti che volete vedere, la mattina vi pesa molto meno.

La sera e l’ultimo treno

C’è una terza ora di punta di cui si parla poco, ed è quella dell’ultimo treno. Nelle zone con tanti locali e ristoranti, come Shinjuku, Shibuya o Roppongi, verso mezzanotte le stazioni si riempiono di persone che corrono per non restare a piedi, e il venerdì la situazione è la peggiore della settimana.
Rispetto alla mattina l’atmosfera è diversa: c’è chi parla ad alta voce dopo qualche birra, chi dorme appoggiato alla porta e ogni tanto qualcuno che si sente male. Nessun pericolo, però lo spazio è poco e i treni vanno avanti a singhiozzo per i ritardi.

Il consiglio è semplice: se sapete di dover tornare tardi, controllate l’orario dell’ultimo treno prima di uscire e arrivate in stazione con almeno mezz’ora di anticipo. Il taxi a quell’ora costa parecchio, soprattutto se dormite lontano dal centro, e dopo una certa ora c’è pure la tariffa notturna.
L’ultimo treno che vi serve non è sempre l’ultimo in partenza dalla stazione, perché magari dovete cambiare e la coincidenza è già partita. Le app per i percorsi vi calcolano il tragitto fino all’ultima combinazione possibile.

Un individuo dorme in treno in Giappone, sdraiato su un sedile pubblico con uno smartphone in mano.
Il livello di stanchezza dei pendolari giapponesi porta a scene di sonno profondo. Certe posizioni sono tollerate solo fuori dalle fasce orarie di massimo sovraffollamento.
Una donna bionda siede ripiegata su se stessa su un sedile di un treno in Giappone, tenendo una borsa rossa.
Chiudono gli occhi appena si siedono, rannicchiati per non occupare spazio extra. Il rispetto per i vicini di posto rimane una regola ferrea anche quando crollano dal sonno.

Vale la pena provarla?

Qualcuno mi chiede se abbia senso fare apposta un giro in ora di punta per vedere com’è. Diciamocelo, è una delle immagini più famose del Giappone e capisco la curiosità.
Se proprio volete provarla, fatelo senza bagagli, su una tratta breve di due o tre fermate e con un orario che non vi obbliga a correre. Salite su una linea come la Yamanote o la Chuo tra Shinjuku e Tokyo verso le otto e un quarto, guardate come la gente si mette in fila e come scende e risale alle fermate, e poi uscite a fare colazione.
Quello che non consiglio è trovarsi dentro a questa situazione per sbaglio, magari con due valigie, un passeggino o un bambino stanco. È lì che una cosa curiosa diventa un brutto quarto d’ora.

Personalmente, quando posso scegliere, la mattina evito i treni del centro fino alle nove e mezza, e non lo vivo come un sacrificio. A quell’ora le strade sono più tranquille, i bar hanno già aperto e la città comincia a svegliarsi davvero. Voi cosa scegliereste, la sveglia alle sei per anticipare la folla o la colazione con calma e partenza a metà mattina?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).