I numeri in Giapponese
I numeri giapponesi sono più semplici di quanto sembri. Imparati i primi dieci, tutti gli altri si costruiscono da soli, senza eccezioni da mandare a memoria: è uno dei pochi punti in cui il giapponese vi tratta bene.
In questo articolo trovate la pronuncia dei numeri di base, come si scrivono in kanji e perché per contare gli oggetti non basta dire il numero. Si parte con la canzoncina rap prodotta dal sito Genki Japan, che vi aiuterà nel ricordare i numeri dall’1 al 20.
Indice
Contare oggetti in giapponese
In italiano ed in molte altre lingue quando si vogliono indicare più oggetti è sufficiente dire il numero seguito dal nome dell’oggetto, come ad esempio due case, due gatti, tre ragazze, cinque libri ecc.
In giapponese non è così, infatti per contare bisogna utilizzare specifici classificatori, di cui parlerò in un altro articolo. Giusto per farvi capire di cosa si tratta: le persone si contano con nin, gli oggetti piatti come biglietti e francobolli con mai, quelli lunghi e sottili come bottiglie e ombrelli con hon, gli animali piccoli con hiki. Cambia la parolina finale, non il numero.
E quando non vi viene in mente quale usare c’è una scappatoia universale: hitotsu, futatsu, mittsu e via fino a dieci valgono per gli oggetti generici e vi tolgono dai guai al banco di un negozio.
Scrivere i numeri in giapponese
Quelli che seguono sono alcuni numeri scritti in kanji. Sono abbastanza facili da ricordare.
Zero, si pronuncia Zero |
1= ichi |
2= ni |
|
3=san |
4=shi/yon |
5=go |
6=roku |
7=nana (shichi) |
8=hachi |
9=kyu |
10=ju |
100=hyaku |
1000=sen |
Come si formano i numeri dall’11 in poi
Una volta imparati i primi dieci numeri il resto viene quasi da sé, perché il giapponese li mette in fila. L’11 è ju ichi, cioè dieci più uno, il 12 è ju ni, e si prosegue così fino al 19. Il 20 è ni ju, letteralmente due dieci, il 30 è san ju e il 47 è yon ju nana: niente parole nuove da imparare, solo combinazioni di quello che già sapete.
Lo stesso vale sopra il cento e sopra il mille, con qualche piccolo aggiustamento di suono che serve a rendere la parola più scorrevole: 200 è ni hyaku, ma 300 diventa sanbyaku, 600 roppyaku e 800 happyaku. Con le migliaia succede la stessa cosa: 2000 è ni sen, mentre 3000 è sanzen e 8000 hassen. Sono le uniche eccezioni vere, e si imparano in mezz’ora.
Il salto del man: contare oltre il diecimila
Qui casca la maggior parte di noi: i giapponesi non ragionano a gruppi di tre cifre, ma a gruppi di quattro. Il perno è il man, che vale 10.000, quindi 30.000 sono san man, 100.000 sono ju man e un milione diventa hyaku man, cioè cento volte diecimila. Salendo ancora si incontra l’oku, che vale cento milioni.
Non è un dettaglio da grammatici, perché è così che le cifre le sentirete pronunciare: una somma come 20.000 yen la leggete in numeri arabi come a casa vostra, ma chi ve la dice a voce dirà ni man en. Prendete confidenza con il man e i prezzi diventano leggibili, altrimenti restano un muro.
Perché quattro e sette hanno due letture
Avrete notato che il 4 e il 7 hanno due pronunce, e non è un capriccio. Shi, la lettura del 4, suona esattamente come morte, e shichi, quella del 7, le assomiglia troppo: per questo nella lingua di tutti i giorni si preferiscono yon e nana. Stesso discorso per il 9, che letto ku richiama la parola sofferenza e viene quasi sempre detto kyu.
La faccenda non resta nei dizionari. In hotel e ospedali capita spesso che manchino la stanza numero 4 e a volte anche la numero 9, e in parecchi edifici il quarto piano sparisce dalla pulsantiera dell’ascensore. Quando contate ad alta voce, insomma, andate di yon e nana: sono le forme che useranno anche i giapponesi intorno a voi.
Dove incontrate i numeri scritti in kanji
Nella vita quotidiana i giapponesi usano le nostre stesse cifre: prezzi dei supermercati, cartelli stradali, numeri dei binari e dei vagoni sono tutti in numeri arabi, quindi anche senza sapere un kanji ve la cavate benissimo. I numeri scritti in kanji spuntano soprattutto dove si scrive in verticale: menu dei locali tradizionali, insegne delle izakaya, carte dei sake, targhe dei templi e documenti ufficiali.
C’è poi qualche formula che conviene riconoscere: sui menu nin mae indica le porzioni per persona, per cui ichi nin mae è una porzione sola e ni nin mae sono due. E lo zero, che qui leggete zero, nelle letture più formali torna a essere rei, come negli annunci degli orari e nelle temperature del meteo.
Video: I numeri in giapponese, con Kurumin Aroma
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).

Zero, si pronuncia Zero
1= ichi
