PapabubbleA 97 metri
Caramelle artigianali e lavorazione a vista.

Una catena di gelaterie specializzate nel tè giapponese, con negozi tra Shizuoka, Tokyo e Kyoto, dove il gelato al matcha si sceglie in base a quanto lo volete forte, su una scala che va da uno a sette. Dietro Nanaya c’è un produttore di tè di Shizuoka, e si capisce subito: oltre al matcha ci sono gelati alla hojicha e ad altri tè, più cioccolatini e dolci sempre a base di tè.
Va bene per chi ama il matcha amaro e deciso, ma anche per chi lo preferisce dolce e vuole salire di livello un gradino alla volta.
Il pezzo forte del banco sono i sette gelati al matcha, numerati da No.1 a No.7: più sale il numero, più tè c’è dentro. Si prendono in coppetta o nel cono, singoli o doppi, e la doppia vi permette di mettere il No.7 accanto a un gusto più morbido per sentire la differenza nello stesso cucchiaino.
Accanto ai gelati ci sono anche i gusti di stagione, i tè sfusi o in bustina e qualche dolce al matcha, come i mochi ripieni di panna e il rotolo.
Il No.7 non è amaro come ve lo immaginate. All’inizio arriva una dolcezza leggera, poi il tè si apre e l’amaro resta in bocca a lungo, pulito, senza quella sensazione polverosa di certi gelati al matcha fatti con tè di bassa qualità.
La consistenza è densa e liscissima, senza nessun granello di tè sotto i denti. Il gelato è così compatto che sembra quasi più una crema fredda che un gelato arioso.
Se il matcha per voi è una cosa da latte e zucchero, però, il No.7 da solo può essere troppo forte: meglio abbinarlo a un livello basso o alla hojicha, che fa da pausa.
La hojicha è il gusto che sorprende di più chi viene solo per il matcha, perché ha un sapore di tè tostato vero.
D’estate tutti questi gelati si sciolgono in fretta: il cono mangiatelo subito, in piedi davanti al negozio, invece di mettervi a fare foto.
Si spende sui 500–900 yen a testa: la cifra più bassa per una coppetta singola, la più alta per una doppia con il No.7 dentro. Per un gelato in Giappone è un prezzo medio, e il supplemento del No.7 si nota sullo scontrino.
Quello che pagate è il tè: il matcha usato nel livello più alto è di quelli che si bevono nelle case del tè, e ogni cucchiaino ha il sapore di una tazza intera.
Quando ho voglia di un gelato al matcha, Nanaya è il primo nome che mi viene in mente, perché con meno di mille yen mi porto via una doppia No.7 e hojicha che sa di tè da cima a fondo, non di zucchero verde.
Davanti al banco la tentazione è andare dritti al No.7, visto che è il motivo per cui la catena è famosa. Se il matcha lo bevete già senza zucchero, fatelo senza pensarci troppo.
Chi invece il matcha lo conosce soprattutto da latte e frappè, secondo me, parte meglio da un No.3 o un No.4 abbinato al No.7. Così capite dove sta il vostro livello e non buttate i soldi del supplemento su un gusto che poi finite a fatica.
Il No.1 è quello che va a genio ai bambini e a chi non ama l’amaro. Ha il colore di un verde pistacchio chiaro e un sapore che ricorda il latte al tè verde, molto più vicino al gelato al matcha che si trova in Italia.
Chi viaggia in due può dividere: una doppia con il livello più alto e uno basso, e un’altra con hojicha e genmaicha, e avete assaggiato quasi tutto il catalogo dei tè.
I negozi Nanaya sono prima di tutto negozi di tè, con il banco dei gelati affiancato agli scaffali di barattoli, bustine e scatole di cioccolatini. Il personale spiega volentieri la differenza tra i livelli, anche con un po’ di inglese, e vi lascia il tempo di decidere.
Gli spazi cambiano da un negozio all’altro: quasi tutti sono pensati per il gelato da portare via, con qualche panca o pochi posti fuori, mentre in qualcuno c’è una saletta interna dove sedersi con calma. La casa madre è a Fujieda, in provincia di Shizuoka, accanto alle piantagioni da cui arriva il tè di Marushichi Seicha, il produttore che c’è dietro la catena. A Tokyo il negozio è ad Aoyama, mentre a Kyoto c’è quello di Sanjo, in centro, buono per una pausa mentre girate in città.
Nei fine settimana e nei pomeriggi caldi davanti al banco si forma una fila, fatta di turisti con il telefono pronto e giapponesi che comprano il tè da portare a casa. La coda scorre, perché il gelato si serve subito e la gente non si ferma a lungo dentro.
Durante la settimana e fuori dall’estate si entra, si sceglie e si esce senza aspettare quasi nulla.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi ama il tè giapponese e vuole capire fin dove arriva il proprio gusto per il matcha
Da ordinare: una doppia con il No.7 e un livello più basso, oppure con la hojicha
Atmosfera: negozi di tè con scaffali di barattoli, banco dei gelati verdi e gente che mangia in piedi davanti all’ingresso
Quello che mi resta in testa uscendo da Nanaya non è il verde scurissimo del No.7, ma il fatto che dopo tre cucchiaini vi accorgete di stare assaggiando una foglia, non un gelato aromatizzato. Dopo, gli altri gelati al matcha vi sembrano tutti sbiaditi.
Se ci capitate una volta sola prendete la doppia con il No.7 e la hojicha, perché il salto tra i due dentro la stessa coppetta è la cosa che raccontate tornando a casa. Il resto del banco, i barattoli di tè e i cioccolatini, guardatelo con calma mentre finite il gelato: c’è da portarsi via qualcosa anche per dopo. Per me è il migliore del Giappone nel suo genere, e non è un gelato da mangiare distratti camminando: fermatevi, un cucchiaino alla volta.
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Nanaya Aoyama Store
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).