A 11195 metriOkutamaA 11195 metri
Regione montuosa a 2 ore da Tokyo.

Una valle di montagna a Naguri, nell’entroterra di Hanno, in Saitama, dove si sale lungo un torrente tra cascate, rocce bagnate e catene fino a una cima larga con la vista su mezzo Kanto. Naguri è conosciuta soprattutto per il trekking sul monte Bonomine, ma nella stessa valle ci sono anche un lago tra i boschi, un tempio con un grande Kannon bianco in cima a una collina e un onsen di legno dove finire la giornata.
È il posto giusto per chi vive o passa qualche giorno a Tokyo e vuole una vera giornata in montagna senza dormire fuori, con un sentiero che si ricorda.
Naguri non è un singolo posto da spuntare. È una valle intera, con il fiume in basso, i paesini sparsi e le montagne coperte di cedri e cipressi tutto intorno, e le cose da fare sono parecchie.
Il sentiero del torrente è diverso da quasi tutti i sentieri che si fanno intorno a Tokyo, dove si sale per ore nel bosco guardando solo radici e gradini. Qui si cammina con l’acqua accanto e a tratti sotto i piedi: si attraversa il torrente saltando da un sasso all’altro, ci si tiene alle catene sulle rocce lisce e nella seconda gola si passa in mezzo a due muri di pietra dove la luce arriva di sbieco.
Non è una passeggiata. Le rocce sono bagnate tutto l’anno, i passaggi con catene e corde ci sono davvero e in discesa diventa scomodo, per cui secondo me va fatto in salita, scendendo poi dall’altra parte lungo la cresta. Anche la cresta ha le sue insidie, con le radici scoperte e qualche tratto ripido che si sente sulle ginocchia.
Per chi non ha mai camminato in montagna o non ha scarpe con una buona suola, il torrente non va bene. Chi invece ha fatto qualche escursione facile, tipo il Takao, lo trova impegnativo il giusto e si diverte parecchio.
La cima è larga e spianata, e questo cambia tutto: dopo il bosco stretto del torrente sbucate su un prato aperto con le panchine dove sedersi a mangiare. Lo spazio non manca, ma nei giorni di punta la cima si riempie e diventa difficile trovare un angolo per cambiarsi la maglietta sudata. Bagni e negozi lassù non ce ne sono.
Il lago è meno scenografico di quello che sembra nelle foto con i colori d’autunno, però l’acqua verde scuro stretta tra le montagne ha il suo perché, e dalla diga si vede la valle del torrente che sale verso il Bonomine. La diga si attraversa comunque all’inizio del giro: il lago lo vedete anche senza metterlo in programma.
Torii Kannon è la sorpresa della valle ed è un po’ strano: statue enormi, colori accesi, un tempio che si ispira a mezza Asia e dove non vi aspettereste di finire. La strada per arrivare in cima è in cemento ma ripidissima, di quelle dove dopo cento metri avete già il fiato corto, e scendere con le gambe stanche è anche peggio. Nei giorni normali lassù c’è pochissima gente e si sentono soltanto gli uccelli.
Ci torno quando voglio una giornata intera a piedi e la sera rientrare a casa, perché qui in un giorno solo metto insieme l’acqua fredda del torrente, le catene, un pranzo al sacco sul prato in cima e un bagno caldo guardando il fiume. Altri sentieri vicino a Tokyo sono più famosi, ma pochi hanno una salita così varia dal primo all’ultimo passo.
La stagione migliore va dalla fine di aprile a inizio giugno, quando le foglie nuove sono di un verde chiarissimo e il torrente è pieno d’acqua, e poi da fine ottobre a fine novembre con gli aceri rossi. In primavera nelle pozze del torrente si fermano i petali, in autunno le foglie.
Il problema è che proprio in quei periodi, e soprattutto durante la Golden Week, il sentiero è affollato: nelle gole ci si mette in fila e si aspetta il proprio turno alle catene dietro gruppi che vanno più piano.
Nel fine settimana conviene partire con la prima luce, così nel torrente siete tra i primi e vi trovate la cima ancora mezza vuota. Nei giorni feriali è tutta un’altra cosa: si incontrano poche persone, qualche pensionato con i bastoncini e basta.
L’estate si può fare, perché nel torrente l’aria è più fresca che sulla strada, ma non illudetevi. L’umidità resta alta, e la discesa lungo la cresta è esposta e calda. Portate più acqua di quella che pensate.
Con la pioggia, o nei giorni subito dopo un temporale, il torrente è da evitare del tutto: l’acqua sale, le rocce diventano una saponetta e i guadi non si passano. In quel caso meglio salire e scendere dalla cresta, oppure rinunciare alla cima e fare il giro del lago e il tempio.
In inverno si sale lo stesso, ma sui tratti in ombra può esserci ghiaccio, e le catene gelate non sono uno scherzo.
Per la salita sul torrente servono scarpe da trekking con la suola che fa presa, non scarpe da ginnastica: le rocce levigate dall’acqua sono il punto debole di chi sottovaluta questo monte perché è basso. Guanti leggeri tornano comodi per le catene, e un cambio di calze nello zaino vi salva se mettete il piede in acqua durante un guado.
Il giro completo, su dal torrente e giù dalla cresta, sale di più di seicento metri e alla fine si sente, soprattutto nelle ginocchia. Non è adatto ai bambini piccoli né a chi ha problemi di equilibrio; ragazzini abituati a camminare invece nelle gole si scatenano.
Chi viene per il lago, il laboratorio delle canoe e il tempio può lasciare perdere la cima e passare una giornata più leggera, mettendo in conto però la rampa del Kannon. Il lago invece si gira in piano ed è la parte adatta anche a chi cammina poco.
All’onsen a fine giornata ci sono le vasche per lavare gli scarponi fuori dall’ingresso, e dentro trovate un sacco di gente con la faccia rossa e i capelli bagnati che ha appena fatto il vostro stesso giro. Nel fine settimana nella vasca all’aperto si sta stretti, nei giorni feriali si sente il fiume.
Naguri non si visita, si cammina: il lago, il tempio e l’onsen sono il contorno, il motivo per venire fin qui è salire con i piedi dentro il torrente, tra gole e catene. Se vi piace camminare in montagna e avete una giornata libera vale la pena farsi il viaggio, meglio in un giorno feriale d’autunno o di maggio. Se invece cercate un’escursione tranquilla o avete solo scarpe da città, lasciate stare la cima: il Takao è più comodo, e qui rischiate solo di scivolare sulla prima roccia bagnata.
Da Ikebukuro prendete la linea Seibu Ikebukuro fino a Hanno, poi all'uscita nord il bus Kokusai Kogyo per Naguri: in circa 45 minuti scendete alla fermata Sawarabi no Yu.
Da lì camminate fino alla diga di Arima e lungo il lago fino all'attacco del sentiero di Shiratani, dove c'è la cassetta per i moduli degli escursionisti.
Per il Torii Kannon si scende con lo stesso bus a una fermata più a valle, a pochi minuti a piedi dall'ingresso del tempio.
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Naguri
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).