Vista panoramica del Lago Naguri a Naguri (Città di Hanno), Prefettura di Saitama, Giappone, tra colline boschive.

Naguri

Una valle di montagna a Naguri, nell’entroterra di Hanno, in Saitama, dove si sale lungo un torrente tra cascate, rocce bagnate e catene fino a una cima larga con la vista su mezzo Kanto. Naguri è conosciuta soprattutto per il trekking sul monte Bonomine, ma nella stessa valle ci sono anche un lago tra i boschi, un tempio con un grande Kannon bianco in cima a una collina e un onsen di legno dove finire la giornata.
È il posto giusto per chi vive o passa qualche giorno a Tokyo e vuole una vera giornata in montagna senza dormire fuori, con un sentiero che si ricorda.

Cosa si vede

Naguri non è un singolo posto da spuntare. È una valle intera, con il fiume in basso, i paesini sparsi e le montagne coperte di cedri e cipressi tutto intorno, e le cose da fare sono parecchie.

  • Il sentiero del torrente Shiratanizawa: una salita dentro il letto del torrente tra massi, piccoli salti d’acqua e due gole strette con le pareti di roccia a pochi metri.
  • Le tre cascate: Fujikake, Tengu e Shirokujaku si incontrano una dopo l’altra lungo il sentiero, e l’ultima si apre a ventaglio come la coda di un pavone, da cui prende il nome.
  • La cima del Bonomine: 969 metri sul confine con Tokyo, uno spiazzo erboso con le panchine da cui si vedono le montagne di Okutama e Chichibu e, con l’aria pulita, anche i monti del nord del Kanto.
  • Il lago Naguri: un lago artificiale nato con la diga di Arima, con un giro di cinque chilometri a piedi, un laboratorio dove si costruiscono canoe e si esce in acqua, e un punto ristoro sulla riva.
  • Torii Kannon: un complesso di templi sparso su una collina, con in cima un Kannon bianco alto 33 metri compreso il basamento. Dentro la statua si sale fino alla testa, da dove si vede la valle dall’alto.
  • Sawarabi no Yu: l’onsen comunale tutto in legno della zona, con la vasca all’aperto sopra il fiume Naguri.

Il sentiero del torrente è diverso da quasi tutti i sentieri che si fanno intorno a Tokyo, dove si sale per ore nel bosco guardando solo radici e gradini. Qui si cammina con l’acqua accanto e a tratti sotto i piedi: si attraversa il torrente saltando da un sasso all’altro, ci si tiene alle catene sulle rocce lisce e nella seconda gola si passa in mezzo a due muri di pietra dove la luce arriva di sbieco.
Non è una passeggiata. Le rocce sono bagnate tutto l’anno, i passaggi con catene e corde ci sono davvero e in discesa diventa scomodo, per cui secondo me va fatto in salita, scendendo poi dall’altra parte lungo la cresta. Anche la cresta ha le sue insidie, con le radici scoperte e qualche tratto ripido che si sente sulle ginocchia.
Per chi non ha mai camminato in montagna o non ha scarpe con una buona suola, il torrente non va bene. Chi invece ha fatto qualche escursione facile, tipo il Takao, lo trova impegnativo il giusto e si diverte parecchio.

La cima è larga e spianata, e questo cambia tutto: dopo il bosco stretto del torrente sbucate su un prato aperto con le panchine dove sedersi a mangiare. Lo spazio non manca, ma nei giorni di punta la cima si riempie e diventa difficile trovare un angolo per cambiarsi la maglietta sudata. Bagni e negozi lassù non ce ne sono.
Il lago è meno scenografico di quello che sembra nelle foto con i colori d’autunno, però l’acqua verde scuro stretta tra le montagne ha il suo perché, e dalla diga si vede la valle del torrente che sale verso il Bonomine. La diga si attraversa comunque all’inizio del giro: il lago lo vedete anche senza metterlo in programma.

Torii Kannon è la sorpresa della valle ed è un po’ strano: statue enormi, colori accesi, un tempio che si ispira a mezza Asia e dove non vi aspettereste di finire. La strada per arrivare in cima è in cemento ma ripidissima, di quelle dove dopo cento metri avete già il fiato corto, e scendere con le gambe stanche è anche peggio. Nei giorni normali lassù c’è pochissima gente e si sentono soltanto gli uccelli.

Ci torno quando voglio una giornata intera a piedi e la sera rientrare a casa, perché qui in un giorno solo metto insieme l’acqua fredda del torrente, le catene, un pranzo al sacco sul prato in cima e un bagno caldo guardando il fiume. Altri sentieri vicino a Tokyo sono più famosi, ma pochi hanno una salita così varia dal primo all’ultimo passo.

Quando andare

La stagione migliore va dalla fine di aprile a inizio giugno, quando le foglie nuove sono di un verde chiarissimo e il torrente è pieno d’acqua, e poi da fine ottobre a fine novembre con gli aceri rossi. In primavera nelle pozze del torrente si fermano i petali, in autunno le foglie.
Il problema è che proprio in quei periodi, e soprattutto durante la Golden Week, il sentiero è affollato: nelle gole ci si mette in fila e si aspetta il proprio turno alle catene dietro gruppi che vanno più piano.

Nel fine settimana conviene partire con la prima luce, così nel torrente siete tra i primi e vi trovate la cima ancora mezza vuota. Nei giorni feriali è tutta un’altra cosa: si incontrano poche persone, qualche pensionato con i bastoncini e basta.
L’estate si può fare, perché nel torrente l’aria è più fresca che sulla strada, ma non illudetevi. L’umidità resta alta, e la discesa lungo la cresta è esposta e calda. Portate più acqua di quella che pensate.

Con la pioggia, o nei giorni subito dopo un temporale, il torrente è da evitare del tutto: l’acqua sale, le rocce diventano una saponetta e i guadi non si passano. In quel caso meglio salire e scendere dalla cresta, oppure rinunciare alla cima e fare il giro del lago e il tempio.
In inverno si sale lo stesso, ma sui tratti in ombra può esserci ghiaccio, e le catene gelate non sono uno scherzo.

Una persona con zaino cammina su un sentiero boschivo a Naguri (Città di Hanno), Prefettura di Saitama, Giappone.
Il sentiero sterrato si inoltra nell'ombra della vegetazione compatta. Portate sempre con voi uno zaino capiente per gli strati di abbigliamento extra.
Un uomo pratica bouldering su una roccia in un'area boschiva a Naguri (Città di Hanno), Prefettura di Saitama, Giappone.
Provo alcune prese sui massi nascosti tra la boscaglia. La zona offre ottimi blocchi naturali, verificate prima le condizioni della roccia se arrampicate.

Fatica e attrezzatura

Per la salita sul torrente servono scarpe da trekking con la suola che fa presa, non scarpe da ginnastica: le rocce levigate dall’acqua sono il punto debole di chi sottovaluta questo monte perché è basso. Guanti leggeri tornano comodi per le catene, e un cambio di calze nello zaino vi salva se mettete il piede in acqua durante un guado.
Il giro completo, su dal torrente e giù dalla cresta, sale di più di seicento metri e alla fine si sente, soprattutto nelle ginocchia. Non è adatto ai bambini piccoli né a chi ha problemi di equilibrio; ragazzini abituati a camminare invece nelle gole si scatenano.

Chi viene per il lago, il laboratorio delle canoe e il tempio può lasciare perdere la cima e passare una giornata più leggera, mettendo in conto però la rampa del Kannon. Il lago invece si gira in piano ed è la parte adatta anche a chi cammina poco.
All’onsen a fine giornata ci sono le vasche per lavare gli scarponi fuori dall’ingresso, e dentro trovate un sacco di gente con la faccia rossa e i capelli bagnati che ha appena fatto il vostro stesso giro. Nel fine settimana nella vasca all’aperto si sta stretti, nei giorni feriali si sente il fiume.

In breve

  • Il pezzo forte: la salita dentro il torrente con gole, catene e cascate.
  • Quando andare: fine aprile e maggio per il verde, novembre per gli aceri, meglio un giorno feriale e mai dopo la pioggia.
  • Ideale per: chi a Tokyo vuole una giornata di montagna seria con onsen finale, e ha già un po’ di esperienza e scarpe adatte.
  • Atmosfera: acqua che scorre, roccia bagnata, bosco fitto e alla fine un prato aperto pieno di escursionisti che mangiano.

Conclusione

Naguri non si visita, si cammina: il lago, il tempio e l’onsen sono il contorno, il motivo per venire fin qui è salire con i piedi dentro il torrente, tra gole e catene. Se vi piace camminare in montagna e avete una giornata libera vale la pena farsi il viaggio, meglio in un giorno feriale d’autunno o di maggio. Se invece cercate un’escursione tranquilla o avete solo scarpe da città, lasciate stare la cima: il Takao è più comodo, e qui rischiate solo di scivolare sulla prima roccia bagnata.

Come arrivare

Da Ikebukuro prendete la linea Seibu Ikebukuro fino a Hanno, poi all'uscita nord il bus Kokusai Kogyo per Naguri: in circa 45 minuti scendete alla fermata Sawarabi no Yu.
Da lì camminate fino alla diga di Arima e lungo il lago fino all'attacco del sentiero di Shiratani, dove c'è la cassetta per i moduli degli escursionisti.

Per il Torii Kannon si scende con lo stesso bus a una fermata più a valle, a pochi minuti a piedi dall'ingresso del tempio.

Informazioni utili

Nome: Naguri
Costo a persona: Sentiero e lago: gratuiti - Torii Kannon: 200 yen, più 200 yen per salire dentro la statua - Sawarabi no Yu: 800 yen per 3 ore
Durata visita: Una giornata intera: il giro ad anello, su dal torrente e giù dalla cresta, richiede 5-6 ore di cammino, a cui aggiungere la sosta all'onsen.
Giorni di chiusura: L'onsen Sawarabi no Yu chiude il 1° e il 3° mercoledì del mese, il laboratorio delle canoe il mercoledì. L'interno del Kannon si visita solo il sabato, la domenica e i festivi, ed è chiuso da dicembre a marzo.
Consigli utili: Sui cartelli e su molte app la montagna compare come Bonoore, non Bonomine: è lo stesso monte, quindi non pensate di aver sbagliato strada. Prima di entrare nel torrente lasciate il modulo nella cassetta all'attacco del sentiero: nelle gole il telefono prende poco.
Trasporti:
  • Stazione Hanno (Seibu Ikebukuro): uscita nord per i bus
  • Fermata Sawarabi no Yu (bus Kokusai Kogyo da Hanno): per lago, sentiero e onsen
Indirizzo: Nagurimura, Kaminaguri, Hanno, Saitama 357-0111, Japan
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).