Ingresso del Nago Pineapple Park a Okinawa con statue di ananas giganti e turisti nel piazzale.©EQRoy - Shutterstock

Nago Pineapple Park

Un parco a tema ananas a Nago, nel nord dell’isola principale di Okinawa, dove la visita si fa seduti su un carrello giallo che si guida da solo in mezzo alle piante. Il Nago Pineapple Park sulla carta sembra una trappola per turisti, e invece diverte chiunque ci metta piede: centoventi varietà di ananas che crescono lì, una passerella sopraelevata tra felci e orchidee, dinosauri che si muovono e ruggiscono tra le foglie, una cantina dove l’ananas diventa vino.
È il posto giusto se viaggiate con bambini, se piove e il mare non è un’opzione, o se avete voglia di una pausa allegra e un po’ sciocca tra una spiaggia e l’altra.

Cosa si vede

Vi avviso subito che qui non si fatica: ci si siede, si tengono le mani sul volante finto e il resto lo fa il mezzo da solo, a passo d’uomo.
Le cose da vedere sono queste.

  • Il carrello a forma di ananas: un’auto elettrica gialla che avanza da sola lentissima, con la voce registrata che spiega cosa avete intorno e una canzoncina allegra; lungo il percorso ci sono i punti in cui la foto scatta da sola.
  • Ananas Garden: il giardino dove crescono le centoventi varietà, alcune con frutti grossi come un pugno, altre che con l’ananas del supermercato hanno poco a che fare.
  • La passerella sopraelevata: si cammina sopra le piante, con le felci arboree che arrivano all’altezza degli occhi e le orchidee appese ai lati; da lassù il giardino tropicale si vede tutto in un colpo solo.
  • Dinosaur Adventure Tour: dinosauri a grandezza naturale piazzati tra le foglie, che si muovono e ruggiscono quando passate davanti. I bambini urlano, gli adulti ridono.
  • Mega Animal Garden: coccinelle e scarabei fuori scala, animali di Okinawa ingigantiti in mezzo al verde, con un trenino che ci passa attraverso.
  • Il museo del vino e la cantina: prima un video su come si fa il vino di ananas, poi il banco degli assaggi, e di fianco la distilleria dove dall’ananas tirano fuori il brandy.

Il pezzo iniziale, quello fra i campi coltivati, è il più fiacco di tutta la visita: filari bassi e verdi, poco altro. Chi si immagina distese di frutti maturi appesi resta con un palmo di naso, perché ogni pianta fa un frutto solo e ci mette anni ad arrivarci.
L’ananas a volontà c’è solo al ristorante del parco, dove arriva con ogni piatto insieme a zuppa, pane e bibite: fuori di lì la frutta fresca la trovate tagliata su uno stecco allo stand dei gelati, e negli assaggi al banco dei dolci.
Il punto in cui ci si accalca davvero non è il giardino ma il negozio: è l’ultima tappa, i pullman scaricano tutti lì insieme e davanti alle casse si fa la coda.

Se venite fin quassù cercando un giardino botanico serio, con i cartellini e le spiegazioni, non è il vostro posto e resterete delusi. Qui tutto è colorato, un po’ kitsch e dichiaratamente per ridere, e proprio per questo mi piace: non finge di essere altro nemmeno per un minuto.
Quello che promette lo mantiene tutto, perché la promessa è semplice: ananas dappertutto, in tutte le forme in cui un ananas può presentarsi.
Ci torno ogni volta che porto qualcuno nel nord di Okinawa, e finisce sempre uguale: si entra scettici, si esce con la borsa piena di dolci e la canzoncina del carrello che va avanti fino al parcheggio.

Quando andare

Il momento migliore è la mattina presto, prima che arrivino i pullman: il carrello parte appena vi sedete e la passerella ve la fate senza qualcuno che vi respira sul collo.
A metà giornata cambia tutto: i gruppi arrivano a ondate, all’imbarco dei carrelli si aspetta il proprio turno in fila e nel negozio si cammina di lato. Nei giorni feriali fuori stagione, invece, ci sono più dinosauri che persone.

L’estate è il periodo in cui il parco dà il meglio di sé, con i frutti grossi e la linea di lavorazione che va a pieno ritmo dietro ai vetri: si vedono le macchine che riempiono i barattoli mentre passate.
D’inverno i frutti sono più piccoli e il verde è meno fitto, però le temperature nel nord dell’isola restano comode e la visita non perde granché.

La pioggia qui non rovina niente: il giardino tropicale, la passerella, il museo, la cantina e i negozi sono al coperto o sotto tettoia, e il carrello ha il suo tetto.
È la cosa che vi tornerà più utile a Okinawa, dove quando il cielo si chiude e il mare diventa marrone la giornata in spiaggia salta in cinque minuti.

Com'è dentro

Per chi ha le gambe stanche o bambini piccoli che dopo dieci minuti chiedono di essere presi in braccio, il carrello cambia parecchio le cose.
I pezzi che si fanno a piedi sono corti e in piano, con rampe al posto degli scalini: il passeggino passa ovunque, le carrozzine pure.

Il giardino tropicale è caldo e umido, in estate si esce dalla passerella con la maglietta appiccicata: tenete una bottiglia d’acqua a portata di mano, perché tra una sosta e l’altra non ci sono distributori dappertutto.
Il percorso è a senso unico e vi porta dove vuole lui, dal giardino ai dinosauri, dalla cantina al negozio. Non ci si perde e non si torna indietro, e per una volta va benissimo così.

Con i bambini è il tipo di posto in cui non dovete inventarvi niente: c’è il trenino, c’è il carrello col volante, ci sono i dinosauri che fanno rumore e gli insetti giganti.
Gli adolescenti si divertono meno, a meno che non entrino nello spirito della cosa e si mettano a fare foto ridicole davanti all’ananas gigante. La foto migliore, se ve ne serve una sola, la fate dalla passerella guardando giù: le felci sotto, il verde fitto, e nessuna recinzione nell’inquadratura.

Vini e assaggi

La parte adulta della visita sta tutta qui, ed è più seria di quanto il resto lasci pensare. Il vino di ananas lo fanno sul posto e lo assaggiate a pochi metri da dove lo producono.
Il video del museo è corto e spiega il processo senza annoiare; la cantina io la trovo la cosa più sorprendente di tutto il parco, perché nessuno se la aspetta in mezzo ai dinosauri.

Da bere ci sono i succhi al cento per cento, che sono densi e acidi al punto giusto, niente a che vedere con quelli in cartone.
Da mangiare il classico è lo stecco di ananas fresco, poi c’è la granita servita dentro mezzo ananas svuotato, il gelato all’ananas che si trova tutto l’anno e un parfait alto quasi quaranta centimetri che da soli non si finisce.

Nel negozio c’è di tutto: torte, biscotti, marmellate, succhi, vini, e poi il sapone fatto col carbone di ananas e il profumo all’ananas.
Tra gli scaffali ci sono i banchetti con i dolci in assaggio, e il meccanismo è collaudato: assaggiate, vi piace, comprate. Se andate di fretta attraversatelo dritti, altrimenti vi ritrovate alla cassa con tre buste.

In breve

  • Il pezzo forte: il giro seduti sul carrello giallo che si guida da solo, tra le varietà di ananas e la passerella tra le felci.
  • Quando andare: prima mattina nei giorni feriali; estate per i frutti maturi e la lavorazione in funzione; ottimo ripiego con la pioggia.
  • Ideale per: famiglie con bambini piccoli, chi viaggia con persone che camminano poco, chi ha una giornata rovinata dal maltempo nel nord di Okinawa.
  • Atmosfera: colorata e volutamente pacchiana, rumore di gruppi e musichette, molto verde, spazi larghi e nessuna fatica.

Conclusione

Il valore vero del parco non sta in quello che c’è da imparare sull’ananas, ma nel fatto che è uno dei pochi posti del nord di Okinawa dove tutti, dal nonno al bimbo di due anni, si divertono nello stesso momento e senza sforzo. Vale la deviazione per quello, e perché con la pioggia salva una giornata che altrimenti andrebbe buttata.
Se invece viaggiate da soli o in coppia e cercate natura e silenzio, quassù ci sono spiagge e capi molto più belli dove passare il pomeriggio: questo lasciatelo a chi ha voglia di giocare.

Informazioni utili

Nome: Nago Pineapple Park
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 10 alle 18
Indirizzo: 1195 Biimata, Nago, Okinawa 905-0005, Japan
Sito Internet: Nago Pineapple Park
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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