Nagasaki Kunchi

Il Nagasaki Kunchi è uno dei festival più famosi del Giappone. Ogni anno, dal 7 al 9 ottobre, la città di Nagasaki svela al mondo la propria personalità, lo spirito vivace e la storia affascinante, con tre giorni di coloratissimi spettacoli, sfilate e danze.
Nato nel 1634 come festa d’autunno del santuario di Suwa, in quasi 400 anni di storia è diventato una grande celebrazione religiosa e popolare. Nel periodo Edo Nagasaki era uno dei pochi porti aperti ai commerci con l’estero, soprattutto con la Cina: ecco perché ancora oggi molti spettacoli del Kunchi sono ispirati alla cultura cinese e la festa ha un’atmosfera cosmopolita che non troverete altrove.

Le attrazioni

La peculiarità di questo festival è che ogni anno si assiste a performance uniche e diverse dagli anni precedenti; questo perché i quartieri della città, divisi in 7 gruppi, si alternano nell’allestimento e nell’organizzazione del festival dando vita a spettacoli davvero singolari e variegati. Ogni gruppo vanta dei propri tratti distintivi, che si manifestano attraverso le decorazioni dei carri e le danze caratteristiche. Questo è in realtà ciò che rende questo evento così affascinante e popolare. I quartieri danzanti sono in tutto 58 e ognuno sale in scena ogni sette anni: per vedere tutti gli spettacoli del Kunchi dovreste tornare a Nagasaki per sette autunni di fila. Ogni anno tocca quindi solo a cinque o sette quartieri, ed è per questo che gli abitanti aspettano il proprio turno come un evento della vita.
Ad aprire la sfilata di ciascun gruppo c’è il kasaboko, un enorme ombrello decorato che pesa fino a 150 chili e che viene fatto roteare a braccia: già solo quello vale l’attesa.
Uno degli spettacoli più attesi è senz’altro la danza del dragone, in cui un gigantesco e variopinto drago viene trasportato da alcuni partecipanti per le vie della città; la musica cinese in sottofondo, suonata con strumenti antichissimi, e i costumi tradizionali indossati dai partecipanti che sorreggono il drago vi faranno volare in Cina con la fantasia. Quando la squadra finisce ed esce di scena, sentirete il pubblico gridare tutto insieme “motte koi, motte koi”: è la richiesta del bis, e se le voci sono abbastanza convinte i danzatori tornano indietro e ricominciano da capo. Se un bis non basta si passa a “shomo yaa”, cioè “ancora”.
A fare da colonna sonora c’è la shagiri, la musica di flauti e taiko che accompagna ogni spostamento dei gruppi per le strade.
Oltre a questo spettacolo, ci sono altri elementi che rimandano alla cultura cinese, come la parata dei carri raffiguranti le tipiche imbarcazioni cinesi, ricchi di decori e ornamenti luccicanti, vengono trainati in giro per la città. Non tutto però guarda alla Cina. Tra i pezzi forti c’è il kokkodesho, un pesante palco con quattro bambini che suonano il taiko: una trentina di uomini lo lancia in aria e lo riprende al volo. C’è poi il soffio della balena, con un enorme cetaceo di legno che spruzza acqua vera sugli spettatori delle prime file.
Sfilano anche navi olandesi e vascelli di mercanti giapponesi, ricordo dei tempi in cui a Nagasaki arrivava mezzo mondo. Non a caso queste danze sono riconosciute come patrimonio folcloristico nazionale.

Come assistere

Il festival si tiene in quattro luoghi della città: il santuario di Suwa, l’Otabisho, il santuario di Yasaka e il parco Chuo, oltre che nelle vie che circondano questi luoghi. Se volete assistere agli spettacoli seduti vicino al palco centrale dovete acquistare un biglietto, altrimenti potete accaparrarvi un posto gratuito sulla collina sottostante il santuario. In quest’ultimo caso dovete però cercare di arrivare con un certo anticipo poiché molti appassionati di questo festival giungono qui la mattina presto o addirittura campeggiano sulla collina dal giorno precedente per aggiudicarsi il posto con la migliore visuale.

Il giro per la città

Dopo le esibizioni ufficiali i gruppi non tornano a casa: comincia il niwasaki-mawari, il giro dei cortili. Ogni quartiere danzante attraversa il centro di Nagasaki e si ferma davanti a negozi, uffici e case private per offrire una versione ridotta del proprio spettacolo, come augurio di buona fortuna.
È qui che il Kunchi diventa una festa di strada: vi basta seguire il suono dei tamburi per ritrovarvi a due passi da un drago che danza in un vicolo, senza biglietti e senza transenne. Se non siete riusciti a trovare posto al santuario, è il momento in cui il festival viene da voi.

Come arrivare

Dalla stazione di Nagasaki potete prendere il tram e scendere dopo pochi minuti alla fermata Suwa Jinja. Da qui il santuario di Suwa è raggiungibile con una breve passeggiata.

By: lensonjapan By: Kanko*
By: Kanko*
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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