Sagome di visitatori che osservano una grande installazione luminosa a forma di monte Fuji durante un festival notturno.©swasdeee - Shutterstock

Nabana no Sato

Un parco di fiori e di luci a Kuwana, nella prefettura di Mie, dalle parti di Nagoya, dove nella stagione fredda accendono qualche milione di lampadine su un’area che si gira camminando per un bel pezzo. Nabana no Sato è conosciuto soprattutto per quello, ma non è solo luci: ci sono campi di tulipani e di cosmos, un roseto e una serra di begonie fiorite tutto l’anno.
Ci vengono le coppie, le famiglie con i bambini e i gruppi di amici, e secondo me è il posto giusto anche per chi ha una serata libera in zona e vuole vedere fino a che punto i giapponesi sanno spingere un’illuminazione.

Cosa si vede

Il percorso è fatto di pezzi separati, ognuno con la sua idea dietro, e si passa dall’uno all’altro camminando in mezzo alle aiuole.

  • Il tunnel di luce: duecento metri di corridoio coperto di lampadine a forma di petalo, tutte di una luce calda color miele, che da lontano sembra un tubo d’oro appoggiato per terra.
  • Il fiume di luce davanti alla cappella: una striscia d’acqua larga cinque metri e lunga centoventi, con i led sotto che cambiano colore seguendo la musica, e il riflesso che raddoppia tutto.
  • La scena principale: un campo intero trasformato in una superficie di luci che si muovono e raccontano una cosa sola dall’inizio alla fine. Il tema cambia ogni anno, la scala no.
  • Il tunnel rosa: cento metri più corti dell’altro, con le lampadine che imitano i fiori di ciliegio, e verso fine inverno lì accanto fioriscono anche i ciliegi veri.
  • La serra delle begonie: quattro capannoni attaccati, novemila metri quadrati, aria tenuta sui venticinque gradi tutto l’anno, migliaia di piante a soffitto e vasche con i fiori che galleggiano sull’acqua. Dentro c’è anche un café circondato dalle piante.
  • Island Fuji: una piattaforma rotonda che sale a quarantacinque metri girando su se stessa. Da lassù il disegno delle luci si legge tutto insieme, e sullo sfondo si vedono i palazzi di Nagoya.

Vi avviso subito su Island Fuji: la fila c’è sempre, sale poca gente per volta e il giro dura una manciata di minuti. Se la serata ve la siete organizzata stretta, mettetevi in coda presto o lasciate perdere e guardatevi il resto con calma, perché a terra non vi perdete niente di essenziale.
La serra delle begonie è la parte che la maggior parte della gente attraversa di corsa per arrivare alle luci, e sbaglia: è il pezzo più curioso di tutto il posto, con le piante appese sopra la testa e le vasche a filo di pavimento. Chi si aspetta un giardino all’aperto però deve ridimensionare: è una serra, con l’aria umida e calda addosso.

I campi di fiori veri e le luci convivono solo in parte. In pieno inverno i campi sono coperti dalle installazioni e le dalie sono un’altra stagione, e se venite pensando di vedere tutte e due le cose insieme rimanete a metà. L’eccezione è la primavera: i tulipani fioriscono quando le luci sono ancora accese.

Torno qui quando ho voglia di camminare la sera senza dover pensare a niente, e ci porto sempre chi viene a trovarmi dall’Italia in inverno, perché è il posto dove si capisce che qui l’illuminazione non è la lucina appesa in centro ma una cosa costruita con i mezzi di un parco divertimenti. Quello che vi prende non è la singola installazione, è il fatto che non finiscono mai: girate l’angolo e ce n’è un’altra. Dà molto più di quello che promette una foto, perché in foto manca la parte del cammino.

Quando andare

La differenza vera la fa l’ora. Arrivate con la luce del giorno ancora in giro, fatevi la serra e i campi, e tenetevi lì per l’accensione: il passaggio dal cielo blu alle luci accese è il momento migliore della serata e dura poco.
Chi arriva quando è già buio da un pezzo si perde quel passaggio e trova il parco già pieno.

Fine settimana e periodo tra Natale e Capodanno: è il momento peggiore. Nel tunnel si cammina in fila indiana a passo d’uomo, con la gente che si ferma ogni dieci metri a fare foto e quelli dietro che spingono.
In un giorno feriale si cammina molto meglio, e nella parte finale della serata la folla si scioglie: il tunnel si svuota, si riesce a stare fermi a guardare il fiume di luce senza nessuno che vi passa davanti.

La pioggia leggera non rovina niente, anzi: i vialetti bagnati riflettono le luci e la gente resta a casa. Il freddo invece è serio, soprattutto lungo l’acqua, dove tira un’aria che vi entra nelle mani: portate i guanti, altrimenti le foto le fate tremando.
Fuori dalla stagione delle luci il parco cambia mestiere e vive di fiori: ortensie e iris all’inizio dell’estate, dalie e cosmos all’inizio dell’autunno. È un altro tipo di giornata, più tranquilla, e la serra resta buona con qualsiasi tempo.

Com'è dentro

Si cammina parecchio, ma è tutto piatto: niente scalinate, niente salite, ghiaia e vialetti lisci. Con il passeggino si va dappertutto, e anche con una carrozzina la gran parte del percorso è fattibile.
L’unica fatica è la distanza, sommata al freddo e al fatto che si sta in piedi per tutto il tempo. Con i bambini piccoli la serra è il posto dove scaldarsi a metà giro.

Per mangiare ci sono diversi ristoranti, dalla cucina giapponese a quella cinese e italiana, un birrificio che fa birra artigianale di impostazione tedesca e le bancarelle di cibo da passeggio. In serata davanti ai locali si accumula gente, per cui se avete fame mangiate prima dell’accensione e non dopo.
Ci sono anche un pediluvio all’aperto e un bagno termale vero e proprio, con vasca esterna in mezzo alle piante. Rientrare nel freddo dopo averci messo i piedi dentro è meno piacevole di come sembra, ma ci sta come pausa se avete camminato tutta la sera.

Le foto migliori

Il tunnel lungo è il punto dove tutti si fermano, e la foto senza nessuno dentro non esiste nelle ore di punta: o la fate da un’estremità sfruttando la curva, oppure tornate verso la fine della serata, quando dentro rimangono quattro persone.
Il fiume di luce si fotografa meglio dal bordo largo davanti alla cappella, dove ci si mette senza bloccare il passaggio e si prende tutta la striscia d’acqua con il riflesso.

I due alberi illuminati vicino alla cappella sono il posto dove si mettono in posa le coppie e le famiglie, e lì la fila si smaltisce in fretta.
Dall’alto, con Island Fuji, la fotografia cambia proprio genere: prendete l’insieme del disegno e le luci della città sul fondo, ma è la piattaforma che gira, quindi preparatevi prima e scattate quando passa il lato giusto.

In breve

  • Il pezzo forte: il corridoio di lampadine color miele e la scena grande di luci in movimento sul campo.
  • Quando andare: prima che faccia buio, per prendere l’accensione; giorni feriali, e stagione fredda per le luci.
  • Ideale per: famiglie con bambini, coppie, chi vuole vedere un’illuminazione giapponese su scala seria.
  • Atmosfera: tanta gente in movimento, musica sull’acqua, aria gelida fuori e serra calda dove ripararsi.

Conclusione

Qui non si viene per un monumento o per un giardino storico: si viene per la serata, per il momento dell’accensione e per la scena grande sul campo. Vale la deviazione anche da lontano, perché una cosa di queste dimensioni e fatta così bene la trovate in pochi posti nel Paese.
Se detestate la folla e non avete nessuna intenzione di camminare a lungo al freddo, lasciate perdere in inverno e venite in primavera per i campi fioriti: è lo stesso posto, con un carattere completamente diverso.

Informazioni utili

Nome: Nabana no Sato
Orario: Lunedì - Venerdì: dalle 10 alle 21; Sabato - Domenica: dalle 10 alle 22
Indirizzo: Japan, 〒511-1144 Mie, Kuwana, Nagashimachō Komae, 漆畑270
Sito Internet: Nabana no Sato
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).