A 1050 metriGiardino Botanico di HakoneA 1050 metri
Per chi ama fiori e natura.

Un museo sul vetro veneziano piantato dentro un parco di montagna, a Hakone, nella zona di Sengokuhara, dove la cosa più forte non sta in una vetrina ma all’aperto: un arco di cristallo sopra un ponte che con il sole e un filo di vento si accende tutto insieme.
Al Hakone Garasu no Mori ci sono due sale espositive, un giardino con sculture di vetro sparse nel verde, un negozio grandissimo e un caffè con i tavoli fuori.
È il posto giusto se avete una giornata a Hakone e volete qualcosa che non siano terme o sentieri, e regge benissimo anche con i bambini o con chi d’arte non capisce niente e non ha voglia di capirne.
Vi avviso subito che il sole fa metà del lavoro. Con il cielo bianco l’arco resta una bella scenografia e basta; con la luce piena i cristalli sparano lampi che vi arrivano dritti negli occhi e dovete girare la testa.
La parte all’aperto si esaurisce prima del previsto: il giro del laghetto è corto, il peso della visita sta dentro le due sale. Se ve lo immaginavate come un grande parco di sculture, ridimensionate.
Dentro i pezzi stanno su piedistalli azzurri, uno per uno, con i pannelli che spiegano cosa avete davanti: una testa con le corna in vetro ambra, un Bacco dai colori strani, anfore con la faccia disegnata sopra. Sono oggetti piccoli e vanno guardati da vicino, per cui i bambini sotto i sei anni dentro durano poco, mentre fuori si divertono.
Il negozio ha prezzi da museo, non da bancarella di souvenir, ma ci si entra volentieri anche solo per guardare.
Quello che questo posto dà davvero è una cosa rara: un museo dove non serve sapere niente per stare bene. Le collezioni sono serie, il vetro arriva da Murano e si vede dalla qualità dei pezzi, ma quello che vi porterete a casa è la luce che rimbalza sui cristalli.
Ci torno ogni volta che passo da Sengokuhara, e non per le vetrine: ci torno per quel quarto d’ora fermo sul ponte, con i cristalli che tintinnano appena sopra la testa e il rumore dell’acqua sotto. È l’unico posto che conosco dove il pezzo forte cambia da un minuto all’altro a seconda del vento.
Prima regola: guardate il meteo. Con la pioggia le sale restano tutte visitabili e il giardino bagnato ha comunque i suoi colori, ma lo scintillio sparisce e vi perdete il motivo principale per cui si viene fin qui.
Con il sole basso, mattina presto o metà pomeriggio, i riflessi sono più forti che a mezzogiorno con la luce a piombo.
Nei giorni feriali si gira con calma e nel giardino non c’è quasi nessuno; il caffè però si riempie nelle ore di pranzo e una quindicina di minuti di attesa ci stanno.
Nel fine settimana e durante le grandi feste giapponesi cambia tutto: all’ingresso si fa la fila e sul ponte sotto l’arco si aspetta il proprio turno per stare fermi due secondi senza gente davanti. Se potete scegliere, andate in un giorno feriale.
Le stagioni qui contano parecchio, perché le installazioni del giardino cambiano. D’estate compaiono le ortensie di vetro, in autunno mettono gli steli di susuki di cristallo, che è una bella trovata perché i campi veri di canne di Sengokuhara sono lì intorno.
D’inverno c’è un albero di cristallo alto dieci metri che si illumina quando cala la luce del pomeriggio.
Il momento con più gente in assoluto è quello delle foglie rosse, tra ottobre e novembre: è anche il momento in cui l’arco brilla di più, per via di come batte il sole. Sta a voi decidere se scambiare la calma con lo spettacolo.
Il percorso è comodo, non ci sono salite vere e il terreno è tutto sistemato: passeggini e gambe stanche non hanno problemi. Scarpe da ginnastica sì, tacchi no: tra giardino e ponti si cammina su pietra e ghiaino.
Nell’edificio principale qualche scala c’è, e la pianta è buffa: si entra a pianterreno, si sale, si gira tra le sale e ci si ritrova di nuovo di sotto senza capire bene come.
L’ambiente è caldo, non da museo austero: moquette rossa, archi, luce bassa sulle teche. Si parla a voce normale, non c’è il silenzio imbarazzato delle gallerie d’arte, e nessuno vi guarda male se vi fermate dieci minuti davanti a un bicchiere.
Le fotografie si possono fare anche nelle sale, cosa non scontata in Giappone.
Il caffè con la terrazza sull’erba è una parte seria della giornata, non un ripiego. Si mangia pasta all’italiana ai tavoli di legno all’aperto, con le montagne davanti, e durante il giorno ci sono brevi esibizioni dal vivo di canzoni italiane.
Il personale è gentile e ci mette del suo a spiegare i pezzi se glielo chiedete.
La foto da fare è sul ponte, ma non in mezzo: mettetevi all’inizio e inquadrate in su, così prendete l’arco per tutta la sua lunghezza con il cielo dietro.
L’altra inquadratura buona è dalla riva opposta del laghetto, con l’edificio in stile europeo, la cascatella e le sculture di vetro che vengono fuori dall’acqua.
Gli alberi di vetro rendono meglio in controluce, con il sole quasi dietro ai rami: i pendenti diventano puntini iridescenti e lo sfondo azzurro fa il resto.
Nel museo veneziano, la fontana con la sfera di vetro viene bene vista dall’alto, appoggiandosi alla balconata: si prendono in un colpo solo il pavimento rosso e gli archi dipinti.
Si viene qui per l’arco, non per la storia del vetro: le collezioni dentro sono di qualità e fanno il loro lavoro, però il motivo del viaggio è stare sotto i cristalli quando li muove il vento. Vale la deviazione per quello, e solo in una giornata limpida.
Se capitate a Hakone con il cielo chiuso, tenetelo per la prossima volta; se invece c’è il sole, per me è il primo museo della zona dove andare.
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Hakone Venetian Glass Museum (Glass Forest)
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).