Un'anfora in vetro veneziano con decorazioni a forma di volto esposta su un piedistallo blu al Hakone Glass Forest Museum.

Museo del vetro veneziano di Hakone

Un museo sul vetro veneziano piantato dentro un parco di montagna, a Hakone, nella zona di Sengokuhara, dove la cosa più forte non sta in una vetrina ma all’aperto: un arco di cristallo sopra un ponte che con il sole e un filo di vento si accende tutto insieme.
Al Hakone Garasu no Mori ci sono due sale espositive, un giardino con sculture di vetro sparse nel verde, un negozio grandissimo e un caffè con i tavoli fuori.
È il posto giusto se avete una giornata a Hakone e volete qualcosa che non siano terme o sentieri, e regge benissimo anche con i bambini o con chi d’arte non capisce niente e non ha voglia di capirne.

Cosa si vede

  • L’arco di cristallo sul ponte: nove metri di altezza e circa centosessantamila pezzi di cristallo appesi, che al primo colpo di vento si muovono tutti insieme e buttano riflessi sull’acqua del laghetto sotto.
  • Il museo del vetro veneziano: dentro pare la casa di un nobile, con una fontana rotonda e una sfera di vetro al centro della sala, il pavimento rosso, gli archi dipinti sul soffitto e una balconata da cui si guarda giù.
  • Il museo del vetro contemporaneo: le sculture di Dale Chihuly, gialle e arancioni, appoggiate su basi di pietra grezza, e sale con le pareti in pietra chiara e una vetrata che dà sul verde.
  • Il giardino con il laghetto: alberi di fili metallici coperti di pendenti di vetro, una cascatella davanti all’edificio principale, teche piazzate fuori tra le piante con dentro pesci e coralli di vetro.
  • Il fondo del giardino: da lì si vedono i versanti verdi e le fumarole di Owakudani, la valle vulcanica che sta lì dietro, con il vapore che esce dalla montagna.
  • Il negozio: scala curva in muratura, maschere del carnevale veneziano appese alle pareti, tavoli pieni di bicchieri, vasi, animaletti e collanine.

Vi avviso subito che il sole fa metà del lavoro. Con il cielo bianco l’arco resta una bella scenografia e basta; con la luce piena i cristalli sparano lampi che vi arrivano dritti negli occhi e dovete girare la testa.
La parte all’aperto si esaurisce prima del previsto: il giro del laghetto è corto, il peso della visita sta dentro le due sale. Se ve lo immaginavate come un grande parco di sculture, ridimensionate.

Dentro i pezzi stanno su piedistalli azzurri, uno per uno, con i pannelli che spiegano cosa avete davanti: una testa con le corna in vetro ambra, un Bacco dai colori strani, anfore con la faccia disegnata sopra. Sono oggetti piccoli e vanno guardati da vicino, per cui i bambini sotto i sei anni dentro durano poco, mentre fuori si divertono.
Il negozio ha prezzi da museo, non da bancarella di souvenir, ma ci si entra volentieri anche solo per guardare.

Quello che questo posto dà davvero è una cosa rara: un museo dove non serve sapere niente per stare bene. Le collezioni sono serie, il vetro arriva da Murano e si vede dalla qualità dei pezzi, ma quello che vi porterete a casa è la luce che rimbalza sui cristalli.
Ci torno ogni volta che passo da Sengokuhara, e non per le vetrine: ci torno per quel quarto d’ora fermo sul ponte, con i cristalli che tintinnano appena sopra la testa e il rumore dell’acqua sotto. È l’unico posto che conosco dove il pezzo forte cambia da un minuto all’altro a seconda del vento.

Una scultura in vetro di Bacco esposta su una base di legno e un supporto blu all'Hakone Glass Forest Museum.
La scultura stilizzata di Bacco fa parte dei pezzi storici. Le didascalie bilingui in basso spiegano le tecniche di lavorazione usate negli anni Cinquanta.
Opera d'arte in vetro color ambra a forma di volto con corna esposta su basamento blu al Hakone Glass Forest Museum.
Qui si nota il Centauro in vetro ambra nato dalla collaborazione con Picasso. I piedistalli in velluto blu aiutano a staccare il colore caldo dell'opera dallo sfondo.

Quando andare

Prima regola: guardate il meteo. Con la pioggia le sale restano tutte visitabili e il giardino bagnato ha comunque i suoi colori, ma lo scintillio sparisce e vi perdete il motivo principale per cui si viene fin qui.
Con il sole basso, mattina presto o metà pomeriggio, i riflessi sono più forti che a mezzogiorno con la luce a piombo.

Nei giorni feriali si gira con calma e nel giardino non c’è quasi nessuno; il caffè però si riempie nelle ore di pranzo e una quindicina di minuti di attesa ci stanno.
Nel fine settimana e durante le grandi feste giapponesi cambia tutto: all’ingresso si fa la fila e sul ponte sotto l’arco si aspetta il proprio turno per stare fermi due secondi senza gente davanti. Se potete scegliere, andate in un giorno feriale.

Le stagioni qui contano parecchio, perché le installazioni del giardino cambiano. D’estate compaiono le ortensie di vetro, in autunno mettono gli steli di susuki di cristallo, che è una bella trovata perché i campi veri di canne di Sengokuhara sono lì intorno.
D’inverno c’è un albero di cristallo alto dieci metri che si illumina quando cala la luce del pomeriggio.
Il momento con più gente in assoluto è quello delle foglie rosse, tra ottobre e novembre: è anche il momento in cui l’arco brilla di più, per via di come batte il sole. Sta a voi decidere se scambiare la calma con lo spettacolo.

Com'è dentro

Il percorso è comodo, non ci sono salite vere e il terreno è tutto sistemato: passeggini e gambe stanche non hanno problemi. Scarpe da ginnastica sì, tacchi no: tra giardino e ponti si cammina su pietra e ghiaino.
Nell’edificio principale qualche scala c’è, e la pianta è buffa: si entra a pianterreno, si sale, si gira tra le sale e ci si ritrova di nuovo di sotto senza capire bene come.

L’ambiente è caldo, non da museo austero: moquette rossa, archi, luce bassa sulle teche. Si parla a voce normale, non c’è il silenzio imbarazzato delle gallerie d’arte, e nessuno vi guarda male se vi fermate dieci minuti davanti a un bicchiere.
Le fotografie si possono fare anche nelle sale, cosa non scontata in Giappone.

Il caffè con la terrazza sull’erba è una parte seria della giornata, non un ripiego. Si mangia pasta all’italiana ai tavoli di legno all’aperto, con le montagne davanti, e durante il giorno ci sono brevi esibizioni dal vivo di canzoni italiane.
Il personale è gentile e ci mette del suo a spiegare i pezzi se glielo chiedete.

La foto migliore

La foto da fare è sul ponte, ma non in mezzo: mettetevi all’inizio e inquadrate in su, così prendete l’arco per tutta la sua lunghezza con il cielo dietro.
L’altra inquadratura buona è dalla riva opposta del laghetto, con l’edificio in stile europeo, la cascatella e le sculture di vetro che vengono fuori dall’acqua.

Gli alberi di vetro rendono meglio in controluce, con il sole quasi dietro ai rami: i pendenti diventano puntini iridescenti e lo sfondo azzurro fa il resto.
Nel museo veneziano, la fontana con la sfera di vetro viene bene vista dall’alto, appoggiandosi alla balconata: si prendono in un colpo solo il pavimento rosso e gli archi dipinti.

Interno dell'Hakone Glass Forest Museum con una fontana centrale e soffitti affrescati sopra una balconata.
Dalla balconata del piano superiore si ha la visuale migliore sul lampadario centrale e sulla fontana interna. Ottimo punto per scattare foto senza folla.
Scultura in vetro a forma di acquario con pesci e coralli esposta presso l'Hakone Glass Forest Museum in Giappone.
Le teche trasparenti deformano la luce mettendo in risalto i pesci colorati all'interno. Avvicinatevi per notare la precisione dei coralli in miniatura.

In breve

  • Il pezzo forte: l’arco di cristallo sospeso sul ponte, che si muove e brilla con il vento.
  • Quando andare: giornata limpida, giorno feriale, luce del mattino o del tardo pomeriggio.
  • Ideale per: chi ha una giornata a Hakone, famiglie con bambini, chi vuole un museo leggero e bello da guardare.
  • Atmosfera: da villa europea con giardino, colori caldi, poca gente nei feriali, caffè animato a pranzo.

Conclusione

Si viene qui per l’arco, non per la storia del vetro: le collezioni dentro sono di qualità e fanno il loro lavoro, però il motivo del viaggio è stare sotto i cristalli quando li muove il vento. Vale la deviazione per quello, e solo in una giornata limpida.
Se capitate a Hakone con il cielo chiuso, tenetelo per la prossima volta; se invece c’è il sole, per me è il primo museo della zona dove andare.

Informazioni utili

Nome: Hakone Venetian Glass Museum (Glass Forest)
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 10 alle 17:30
Indirizzo: 940-48 Sengokuhara, Hakone, Ashigarashimo District, Kanagawa 250-0631, Japan
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Hakone Venetian Glass Museum (Glass Forest)

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).