Museo del terremoto di Kobe

Alle ore 5:46 del mattino del 17 gennaio 1995 la città di Kobe fu colpita da un violento terremoto che causò la morte di oltre 6.400 persone e la distruzione di decine di migliaia di abitazioni ed edifici.

Un tragico evento che non ha però spento la cittadina che nel tempo è rifiorita diventando sempre più una meta popolare per le sue atmosfere tradizionali e le deliziose specialità gastronomiche. Tuttavia quella pagina drammatica del 1995 non poteva essere cancellata e il desiderio di ricordare le vittime e di sensibilizzare sul tema della prevenzione ha portato alla nascita del museo e memoriale Kobe Earthquake Museum.

Visitare il museo

Il Kobe Earthquake Museum fa parte di un centro di studi e ricerca (Disaster Reduction and Human Renovation Institution) inaugurato nel 2002 per commemorare la catastrofe che colpì la città e al tempo stesso sensibilizzare ed informare i visitatori sul tema della prevenzione dei disastri naturali e su come prepararsi in caso si verificassero: è quindi un museo interessante e utile davvero per tutti. È consigliabile iniziare il percorso di visita partendo dal quarto piano a scendere: qui potete iniziare il tour ripercorrendo i momenti della tragica giornata del 1995 attraverso immagini proiettate sullo schermo della sala cinema, con suoni ed effetti speciali che rendono il tutto molto realistico. La proiezione, nella sala chiamata 1.17 Theater in ricordo della data del sisma, è piuttosto intensa: chi è sensibile ai rumori forti o viaggia con bambini piccoli farebbe bene a saperlo prima. Proseguendo la visita lungo un corridoio si possono osservare i danni causati dal terremoto agli edifici e alle strutture della città e si arriva poi a visionare un altro video, intitolato “Living With This City” che racconta dei momenti successivi alla catastrofe, a partire dai primi soccorsi fino alla ripresa totale della città. Toccante è la sezione posta al terzo piano in cui si possono leggere e ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti e i loro racconti su quella tremenda giornata. Non mancano inoltre attrazioni interattive, pannelli informativi e laboratori disponibili al secondo piano che consentono di approfondire meglio il fenomeno dei terremoti.

I racconti dei sopravvissuti

Oltre alle testimonianze registrate, il museo può contare su un gruppo di volontari, e molti di loro sono sopravvissuti al terremoto. Nell’apposito angolo del terzo piano raccontano di persona cosa hanno vissuto quella mattina di gennaio e nei mesi successivi.
È il momento in cui il museo smette di essere una mostra e diventa memoria viva: ascoltare chi ha perso la casa, o qualcuno di caro, colpisce molto più di qualunque filmato.

Al termine della visita troverete un negozietto dove acquistare qualche ricordo e un bar-ristorante in cui fermarvi a mangiare qualcosa.

L’edificio est e la BOSAI Science Field

Il museo non finisce con il percorso dell’edificio ovest. Nell’edificio est, al terzo piano, c’è la BOSAI Science Field, una sezione molto interattiva dedicata alla prevenzione dei disastri.
Qui potete provare l’Hazard VR Port, dove si vivono situazioni di emergenza in realtà virtuale, e la Mission Room, dove si mettono alla prova le proprie decisioni durante una calamità. Al piano terra si trova invece l’Heart Theater, un’altra sala di proiezione.
È la parte più adatta a chi viaggia con bambini e rende la visita meno pesante dopo i piani dedicati alla tragedia.

Come arrivare

Dalla stazione Hanshin di Iwaya scendete verso sud, in direzione del mare: in circa 10 minuti a piedi arrivate al museo, sul lungomare del quartiere HAT Kobe.
Se viaggiate sulle linee JR, scendete a Nada e proseguite sempre verso sud: ci vogliono 12-15 minuti a piedi.

Informazioni utili

Nome: Museo del terremoto di Kobe
Orario: Lunedì - Domenica: aperto 24 ore
Costo a persona: Adulti: 650 yen - Studenti universitari: 450 yen - Over 70: 300 yen - Fino alle superiori: gratis
Ingresso gratuito il 17 di ogni mese (il 18 se il 17 è giorno di chiusura)
Durata visita: Vi suggerisco di prevedere circa 1,5 - 2 ore; considerate almeno 3 ore se intendete approfondire ogni sezione della mostra multimediale.
Giorni di chiusura: Chiuso durante la pausa di fine anno, tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio. Se il lunedì è festivo il museo resta aperto e chiude il giorno feriale successivo.
Consigli utili: Molti video e molte testimonianze sono in giapponese: all'ingresso chiedete i dispositivi di traduzione gratuiti, disponibili anche in inglese. Senza di questi rischiate di perdervi la parte più toccante della visita.
Trasporti:
  • Stazione Iwaya (Hanshin Main Line): circa 10 minuti a piedi
  • Stazione Nada (JR Kobe Line): circa 12-15 minuti a piedi
Indirizzo: 2 Hatobacho, Chuo Ward, Kobe, Hyogo 650-0042, Japan
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).