A 98 metriIzasaA 98 metri
Ristorante tradizionale.
©Wako Megumi - ShutterstockUn museo di arte buddhista dentro il parco di Nara, con i cervi che brucano sul prato davanti all’ingresso e i templi grandi lì intorno. Al Museo nazionale di Nara si viene soprattutto per le statue: volti, mani e pieghe delle vesti in legno scuro che nei templi guardate da lontano e al buio, e che qui vi trovate a mezzo metro.
Poi ci sono i bronzi cinesi, le sale delle mostre speciali e un palazzo in mattoni rossi che è già una cosa da guardare per conto suo. È il posto giusto per chi ha già fatto il giro dei templi e vuole capirci qualcosa di più, e per chi con la pioggia si ritrova una giornata da riempire.
Il museo è fatto di più edifici collegati tra loro, e la parte che conta sono le sculture buddhiste: come raccolta di statue in Giappone non c’è niente di paragonabile, e quasi la metà dei pezzi rientra tra i tesori nazionali e i beni culturali importanti. Non sono copie messe lì per riempire le sale, sono le statue che stavano dentro i templi della zona.

Il palazzo in mattoni è chiuso per un restauro lungo, per cui lo vedete solo da fuori: le statue esposte sono una selezione più ristretta, sistemata nell’edificio dei bronzi. Resta roba di primissimo livello, ma il giro completo con tutte le sale una dietro l’altra è un’altra storia, e se venite a Nara apposta per quello è giusto saperlo prima.
Dentro non aspettatevi schermi, ricostruzioni o percorsi pensati per i più piccoli: sono vetrine e cartellini in giapponese e in inglese, niente in italiano. Con dei bambini di cinque anni dietro reggete poco.
Le mostre speciali e le statue sono due visite diverse, e nel periodo dei tesori dello Shosoin si vede benissimo: la gente arriva per quello, si mette in coda davanti alle vetrine e avanza a passettini, mentre nell’altro edificio ci sono quattro gatti e ve lo girate con calma.
La differenza vera rispetto ai templi è la distanza. Nelle sale dei templi le statue stanno lontane, dietro una grata, con il fumo dell’incenso davanti e la luce che arriva da una porta; qui ci girate intorno con i fari puntati addosso e vedete la venatura del legno, i denti, le unghie dei piedi.
Quando qualcuno viene a trovarmi e ha già fatto Todaiji, i cervi e Kasuga Taisha, lo porto qui, perché è il punto dove finalmente capisce cosa stava guardando nei due giorni precedenti. Ci torno anche da solo ogni volta che sono a Nara per altri motivi, e non mi è mai successo di uscirne con la sensazione di averci perso tempo.



Dal lunedì al giovedì, la mattina presto, è il momento buono: le sale sono vuote, si sentono i passi e potete restare davanti alla stessa statua quanto vi pare senza che nessuno vi spinga.
Il fine settimana cambia tutto, soprattutto se in quel periodo c’è una mostra grande. A metà pomeriggio la fila all’ingresso si sfoltisce parecchio e dentro si respira di nuovo.
L’autunno è la stagione in cui il museo dà il meglio, ed è anche quella in cui c’è più gente in assoluto: arrivano i tesori dello Shosoin, il parco intorno diventa rosso e nelle giornate peggiori si aspetta in piedi fuori dalla porta per un bel pezzo. Se ci tenete a vedere quelle vetrine, mettete in conto la calca; se invece le statue vi interessano più dei tessuti antichi, scegliete un altro periodo dell’anno e ve la godete meglio.

Tenete conto che la mostra dello Shosoin dura poco, di solito un paio di settimane tra fine ottobre e metà novembre, e i pezzi esposti cambiano ogni anno: chi la trova un anno non vede le stesse cose dell’anno dopo.
L’estate a Nara è pesante, con quell’umidità che vi si attacca addosso mentre camminate nel parco, e infilarsi in un posto climatizzato è una liberazione. Verso sera, davanti al museo, i cervi si ammucchiano sul prato tutti insieme, decine e decine, incollati uno all’altro: è una scena buffa che in altre parti del parco non vedete.
Con la pioggia questo è uno dei pochi posti di Nara che non perde niente, anzi. Il resto della città si visita quasi tutto all’aperto, qui siete al coperto dall’inizio alla fine.

Le sale sono tenute scure, con la luce puntata solo sulle statue e i vetri fatti bene, di quelli in cui non vi specchiate mentre cercate di guardare un volto. Si cammina piano, la gente parla sottovoce anche quando è tanta.
Non si fa fatica: niente scalinate, niente salite, tutto in piano. L’unica cosa che stanca un po’ è la distanza tra un edificio e l’altro, perché per passare dall’uno all’altro si va sottoterra e alla fine di una giornata nel parco le gambe se ne accorgono.
In fondo al corridoio ci sono il negozio e il café. Il negozio è uno dei migliori tra i musei giapponesi per i libri di arte buddhista e per i cataloghi delle mostre, che poi non trovate da nessun’altra parte; il café è normale, roba semplice tipo curry e dolci, ma è comodo per sedersi un attimo.
Quella zona si attraversa anche senza aver messo piede nelle sale, e molti ci passano senza accorgersi dei pannelli sulle mani delle statue: se ve li leggete prima di entrare, poi guardate le sculture con un altro occhio.


Le foto dentro sono quasi sempre vietate e i cartelli cambiano da una sala all’altra, per cui conviene controllare invece di rischiare la sgridata del custode. La foto buona la fate fuori: il palazzo in mattoni preso di sbieco nel tardo pomeriggio, quando la luce bassa tira fuori il colore dei muri, con qualche cervo che passa davanti e non guarda in camera.

Il valore di questo museo sta tutto in una cosa che altrove in Giappone non trovate: la possibilità di guardare sculture di quel livello da mezzo metro, illuminate e girabili, invece che di lontano nella penombra di una sala di tempio. Vale la deviazione per questo, e per me è il posto che completa la visita di Nara invece di aggiungersi all’elenco.
Se però i musei vi annoiano, se viaggiate con bambini piccoli o se avete un solo pomeriggio in città, è onesto dirvi che il parco, Todaiji e Kasuga Taisha vengono prima. E mentre il palazzo storico è in restauro, chi ci è già stato può aspettare la riapertura senza sentirsi in colpa.
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National Museum Nara
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National Museum Nara - lì vicino trovate:
A 98 metriRistorante tradizionale.
A 292 metriBello, nel centro di Nara.
Struttura di legno sul laghetto.
A 480 metriCon i famosi cervi giapponesi.
A 556 metriNon lontano dal Todai-ji.
Il più importante tempio di Nara.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).