Veduta dell'esterno a Museo Manga Tokiwaso a Tokyo con un cartello verticale e l'edificio del museo sullo sfondo.

Museo dei manga Tokiwaso

Un museo dedicato ai manga nella zona di Ikebukuro, dentro un parco di quartiere, dove hanno ricostruito da zero la pensione di legno in cui vivevano quasi tutti i disegnatori che hanno inventato il fumetto giapponese come lo conosciamo oggi.
Al Tokiwaso si sale una scala che scricchiola e in cima si trovano le stanzette ricostruite una per una, con la cucina e il gabinetto in comune; al piano terra ci sono una sala dove si leggono i fumetti e una mostra che cambia.
È un posto piccolo e mirato: se i manga vi interessano anche solo un po’, a Tokyo non c’è niente di simile.

Cosa si vede

L’edificio è la copia della pensione originale, che è stata buttata giù e non esiste più: l’hanno rimessa in piedi qui com’era dieci anni dopo la costruzione, macchie sui muri comprese.

  • La scala e il corridoio del piano di sopra: legno che cigola a ogni gradino, luce bassa, cinque porte per lato e le finestre in fondo con la veduta dipinta del quartiere di allora.
  • Le stanze dei disegnatori: quattro tatami e mezzo l’una, con la scrivania, le tavole a metà, i vestiti appesi al muro, un armadio di legno e perfino il televisore a tubo catodico. La stanza numero 14 è quella passata da Osamu Tezuka ai due Fujiko Fujio, e c’è anche l’unica camera abitata da una donna, Hideko Mizuno.
  • La cucina in comune: fornelli a gas con i tubi arancioni, una teiera ammaccata, bottiglie vuote, ciotole di ramen lasciate lì a metà e un calendario appeso storto. Qui dentro si lavavano anche, perché il bagno non c’era.
  • Il gabinetto in cima alle scale: orinatoi macchiati e piastrelle, ricostruiti come stavano. È la prima cosa che si incontra salendo, e vi dice subito che vita facevano.
  • La sala manga al piano terra: scaffali di legno pieni fino in cima di volumi e riviste d’epoca, pile di libri legati col filo per terra sul tatami. I fumetti si prendono e si leggono seduti.
  • Il monumento all’ingresso del parco: un blocco di pietra con la miniatura dell’edificio sopra e le placche di metallo con i nomi e i disegni degli autori che hanno abitato lì.

Le stanze sono più strette di come uno se le immagina: si guarda da fuori dalla porta aperta e in due davanti alla stessa soglia ci si pesta già i piedi, per cui quando c’è gente si aspetta il proprio turno in corridoio.
Al piano terra c’è l’asse del soffitto su cui Tezuka aveva disegnato prima che l’edificio venisse demolito, ed è l’unico pezzo originale di tutto il museo. Lì non si fotografa e tanta gente passa dritta verso la scala senza fermarsi, il che secondo me è l’errore più grosso che si può fare qui dentro.
Vi avviso anche che questo non è un museo che vi spiega la storia del fumetto giapponese con i pannelli. Se i nomi di Tezuka, Ishinomori o Fujiko non vi dicono niente, vedete dieci stanzette con dentro una scrivania e uscite chiedendovi cosa ci facevate.

Quello che dà, se invece quei nomi li conoscete, è una cosa che nessun altro museo di manga vi mette davanti: il posto fisico dove un mestiere è stato inventato da ragazzi di vent’anni che dormivano sopra la scrivania.
Ci torno ogni volta che cambia la mostra al piano terra, e chiunque venga a trovarmi dall’Italia e legga fumetti finisce qui, perché è il posto dove si capisce meglio da dove arriva tutto il resto.

Una libreria in legno carica di vecchi libri e riviste all'interno di una stanza del museo a Museo Manga Tokiwaso.
Negli scaffali in legno si accumulano volumi ingialliti e riviste impilate. Le risme legate con lo spago rendono l'idea della mole di lavoro cartaceo di quegli anni.
Monumento in pietra con placche illustrate degli artisti di manga che risiedettero presso il Museo Manga Tokiwaso.
Il monumento in pietra davanti all'ingresso riporta i volti degli undici artisti che vissero qui. Le targhe incise aiutano a inquadrare subito le figure chiave.

Quando andare

Il momento buono è la mattina di un giorno feriale: si incrociano due o tre gruppetti in tutto, si sale la scala da soli e il legno che scricchiola si sente per bene.
Nel fine settimana e nei giorni di festa cambia parecchio: il corridoio al piano di sopra diventa una fila lenta, con la gente ferma davanti a ogni porta a fotografare le ciotole di ramen, e le stanze le guardate da sopra la spalla di qualcun altro.

Con la pioggia è uno dei posti giusti da tenere da parte, perché si sta tutto al coperto e non cambia niente.
La primavera aggiunge i ciliegi del parco intorno all’edificio, e d’inverno con gli alberi spogli l’esterno di legno scuro sotto il cielo chiaro viene fuori meglio ancora.

Com'è dentro

La scala è la parte che si sente nelle gambe: stretta, ripida, si sale uno alla volta e con un passeggino è scomoda sul serio.
A parte quella non c’è niente di faticoso, si cammina su un corridoio piano e si gira in scioltezza.

All’ingresso c’è una bacheca con nove spille di metallo con le scene classiche degli autori di casa, e se ne prende una.
C’è anche il timbro commemorativo, quello del circuito delle mete legate agli anime in Giappone: foglio, timbro rosso, e ve lo portate via. Il personale è gentile e spiega le cose, e qualcuno parla inglese.

Le fotografie al piano terra non si fanno, al piano di sopra sì.
La ripresa migliore è dal fondo del corridoio di sopra, con le porte aperte in fila e le finestre in controluce; fuori, invece, il colpo buono è l’esterno preso dal parco con il cartello verticale in primo piano.
Accanto all’ingresso c’è anche una cassetta postale rossa di quelle vecchie, cilindrica, con una panchina vicino.

Una cassetta postale in vecchio stile di colore rosso situata vicino al Museo Manga Tokiwaso a Tokyo.
La vecchia cassetta postale rossa e la panchina completano l'estetica della strada. Molti dettagli urbani dell'epoca sono stati ricreati nello spazio esterno.
Timbro commemorativo a Museo Manga Tokiwaso impresso in rosso su un foglio di carta bianco con dettagli sul turismo anime.
Nelle postazioni dedicate è possibile imprimere il timbro commemorativo rosso. Trovate l'apposito spazio bianco sui volantini informativi distribuiti all'entrata.

In breve

  • Il pezzo forte: il piano di sopra rimesso com’era, stanze, corridoio e cucina.
  • Quando andare: mattina infrasettimanale; sabato, domenica e feste molto più pieni; va bene anche con la pioggia.
  • Ideale per: chi legge fumetti giapponesi, chi vuole vedere come lavoravano i disegnatori, chi cerca un pomeriggio fuori dai soliti giri.
  • Atmosfera: legno che cigola, luci basse, poca gente per volta, si parla piano.

Conclusione

Non si viene qui per la quantità di roba esposta, perché di roba ce n’è poca: si viene per stare in un corridoio di legno e capire in che buco lavoravano autori che oggi hanno musei dedicati in mezzo mondo. Per un lettore di manga vale la deviazione fin qui senza pensarci, e la sala di lettura al piano terra da sola vi tiene seduti più del previsto.
Per chi i fumetti giapponesi non li legge il discorso cambia: senza quei nomi in testa restano stanze spoglie, e ci sono cento cose più adatte da fare a Tokyo.

Informazioni utili

Nome: Museo dei manga Tokiwaso
Orario: Lunedì: chiuso; Martedì - Domenica: dalle 10 alle 18
Indirizzo: 3-chōme-9-22 Minaminagasaki, Toshima City, Tokyo 171-0052, Japan
Sito Internet: Museo dei manga Tokiwaso
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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