A 323 metriLa GlycineA 323 metri
Pasticceria con la famosa pesca culetto.
©yu_photo - ShutterstockUn parco costruito sul tetto di uno svincolo autostradale, a Meguro, dalla parte che guarda verso Shibuya: sotto i piedi passano due autostrade sovrapposte, sopra c’è un giardino lungo quattrocento metri che sale in pendenza, con prati, pini, un pergolato di uva e un punto da cui nelle giornate limpide si vede il Fuji.
Il Meguro Sky Garden è una delle cose più strane e più riuscite che ci siano a Tokyo, e quasi nessun turista ci mette piede.
È il posto giusto se avete un’ora libera e volete stare seduti in silenzio, e va bene anche con bambini piccoli o con il passeggino, perché lì dentro non c’è un solo gradino.
L’idea è semplice da raccontare e assurda da vedere: l’anello dell’autostrada sotto è stato coperto con un tetto inclinato e sul tetto hanno messo un giardino vero, con la terra, gli alberi grandi, gli orti. Si cammina su una curva che sale e non si capisce mai bene dove finisce.
Lo svincolo sotto è quello di Ohashi, dove la tangenziale centrale si aggancia all’autostrada numero 3 che va verso Shibuya. Il giardino è nato insieme alle due torri residenziali che oggi gli stanno attaccate, ed è per questo che sembra il cortile di un pezzo di città costruito tutto in una volta.

La prima avvertenza è anche la delusione più comune: il giro completo non si fa. A un certo punto il sentiero si interrompe e bisogna tornare indietro sui propri passi, perché la struttura sotto non permette di chiudere l’anello.
Chi ci arriva convinto di fare un cerchio resta un attimo spiazzato.
La seconda riguarda la vista. Non è un punto panoramico su Tokyo e non ci si viene per lo skyline: i palazzi intorno chiudono parecchio, si vedono spuntare Tokyo Tower e le torri di Roppongi in mezzo agli altri tetti, e il Fuji solo quando l’aria è pulita. Se cercate il panorama dall’alto sulla città, questo non è il posto.
E poi c’è il rumore, che nessuna foto rende: si sta sopra uno degli svincoli più trafficati di Tokyo e le macchine non si sentono. Sale solo un brusio lontano, coperto dal vento tra gli alberi.
Dà più di quello che promette, ed è per questo che ci torno regolarmente e ci porto chi viene a trovarmi dall’Italia: è il posto dove si capisce meglio come Tokyo riesce a usare anche lo spazio che sembra già occupato.
Mi siedo sulla pedana in legno in cima con un caffè preso sotto, guardo il quartiere dall’altezza di un nono piano e resto lì senza fare niente, con due signori che parlano piano e un cane che passa al guinzaglio. Non c’è niente da visitare, niente da mettere in fila, niente da fotografare per forza.
Il momento migliore è il tardo pomeriggio, verso il tramonto. La luce bassa prende la curva del sentiero di taglio, i palazzi intorno si accendono uno alla volta e poi si accendono anche i lampioni del giardino, che restano bassi e caldi: di sera il posto è illuminato bene e camminare lassù al buio con le luci della città intorno è la versione che consiglio a chi ci va una volta sola.
D’inverno, nelle giornate di vento con il cielo lavato, dalla terrazza panoramica il Fuji si vede nitido: è il periodo in cui conviene puntarci.
In settimana a mezzogiorno arrivano gli impiegati dei palazzi lì attorno con la scatola del pranzo, qualche pensionato al sole sulle panchine e le mamme del quartiere. Nel fine settimana la gente aumenta, ma il giardino è lungo e la folla si spalma: anche di sabato pomeriggio si trova sempre una panchina libera da qualche parte.
La primavera è la stagione forte. I ciliegi non fioriscono tutti insieme, hanno piantato varietà diverse che si danno il cambio per circa un mese, per cui il periodo buono è molto più lungo del solito e non bisogna azzeccare la settimana esatta.
D’estate fa caldo davvero: si sta su un tetto, i tratti aperti prendono sole pieno e l’ombra vera è solo sotto i pergolati e nella parte con il bambù. Portatevi l’acqua, anche se ci sono le fontanelle e i distributori.
Con la pioggia lasciate perdere. Qualche zona coperta c’è, ma un giardino che si gira a piedi sotto l’acqua non ha molto senso, e con il cielo bianco il Fuji sparisce e resta solo il grigio dei palazzi.

La pendenza è costante ma dolce, intorno al sei per cento di media, e tutto il percorso è fatto di rampe: niente scale, niente scalini, nemmeno uno. Con il passeggino o in carrozzina si arriva ovunque, e questa è una cosa rara in un posto di questo genere a Tokyo.
Il dislivello però si sente nelle gambe, se lo fate tutto d’un fiato. Chi cammina piano ci mette il suo tempo, ma le panchine sono davvero dappertutto, con gli schienali e in certi punti anche i tavoli.
Una parte del bordo è vetrata: da lì si vedono i tetti dei palazzi bassi sotto e più in là le torri. Mangiare si può, portarsi il pranzo da casa è normalissimo, sull’erba sintetica invece no.
I cani entrano, ma vanno registrati e tenuti al guinzaglio sui sentieri indicati, e non si fuma da nessuna parte.
Per chi non è adatto? Per chi ha mezza giornata scarsa a Tokyo e deve scegliere tra questo e un tempio famoso. Questo è un posto da seconda o terza volta in città, oppure da chi vive qui e ha bisogno di un’ora di aria.
La foto più bella si fa dalla pedana in cima guardando indietro lungo la curva del giardino: si vede il sentiero che scende in tondo, gli alberi, e dietro i palazzi che chiudono la scena. Al tramonto, con il cielo arancione dietro le torri, è l’immagine che riassume il posto da sola.
L’altra è dalla terrazza panoramica a est, con il Fuji incorniciato dai rami dei pini: quella però va aspettata nelle giornate fredde e ventose, quando l’aria si pulisce.
Nessuna delle due chiede di fare la fila, e questo è il lusso vero: potete mettervi lì dieci minuti ad aspettare la luce giusta senza nessuno alle spalle che sbuffa.
Qui non si viene per un monumento, per una vista o per una collezione: si viene per un’idea, cioè che a Tokyo abbiano preso il coperchio di un’autostrada e ci abbiano piantato sopra un bosco dove si sta meglio che in tanti parchi a livello strada. Vale la deviazione per questo, e perché una volta lassù nessuno vi mette fretta.
Se invece siete alla prima settimana in Giappone, con la lista piena di templi e mercati, mettetelo da parte senza rimpianti: è un posto che si apprezza quando la città l’avete già capita un po’.
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Meguro Sky Garden
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Meguro Sky Garden - lì vicino trovate:
A 323 metriPasticceria con la famosa pesca culetto.
Caffè premium e panetteria Princi.
A 562 metriAperto 24 ore su 24, si trova qualunque cosa.
Ravioli sottili, anche senza aglio.
A 787 metriOttima pizza e cucina italiana.
A 814 metriFast food con hamburger, giapponese.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).