TorajiA 0 metri
Yakiniku elegante.

Un ristorante cinese di quelli veri, sichuanese e piccante sul serio, a Ueno. Mara Daigaku ha un menu lunghissimo, tra pesce, tofu, zuppe rosse e fritture, e chiude con un dolce fritto enorme che quando esce dalla cucina fa voltare mezza sala.
Ci si va se il piccante vi piace davvero: qui il pepe di Sichuan addormenta la lingua e anche i livelli bassi restano roba tosta. È un posto da gruppo o da coppia, perché i piatti si dividono in mezzo al tavolo.
Il menu è quello di un vero ristorante sichuanese, con i peperoncini che arrivano dalla Cina e una lista di piatti che va avanti per pagine sul tablet. Si ordina da lì, senza cameriere che aspetta.
Le melanzane sono il piatto che vi consiglio più di tutti: escono dalla frittura ancora scottanti, restano croccanti fino alla fine invece di afflosciarsi nell’olio come succede quasi ovunque, e dentro diventano una crema. Le ordino ogni volta e le finiamo sempre prima di tutto il resto.
Sul pesce e sulle zuppe, occhio all’olio: sul fondo se ne raccoglie parecchio, ed è lì che sta il sapore, ma senza una ciotola di riso bianco a fianco dopo tre bocconi siete fermi. I peperoncini secchi che coprono il pesce servono a profumare, non si mangiano.
Come spesa siamo su una fascia media: a cena si arriva sui 3.000–4.000 yen a testa dividendo qualche piatto e bevendo, a pranzo si sta sui 1.000–1.500 yen con i set. Per il livello delle cotture, secondo me si spende il giusto.
Quando ho voglia di sichuanese fatto senza sconti è uno dei primi posti che mi vengono in mente, perché con una spesa normale mangio un pesce nell’olio di peperoncino che in altri ristoranti di Tokyo costa il doppio ed è piccante la metà.
La piccantezza si sceglie, dal livello leggero fino a quello che ti mette in difficoltà. Vi avviso subito che il gradino più basso qui non è il quasi niente a cui siete abituati: brucia comunque, e il pepe di Sichuan fa il suo lavoro indipendentemente da quanto peperoncino ci mettono.
La zuppa mala è il punto estremo. Rosso opaco, superficie di olio, e una botta che non arriva solo sulla lingua ma anche sulla gola: se non siete allenati al piccante lasciatela stare e prendete altro, perché non è un piatto da assaggiare tanto per provare.
Chi al tavolo non regge le spezie non resta a bocca asciutta, ci sono piatti senza peperoncino e le fritture. L’acqua fredda peggiora le cose, il riso e il tè caldo aiutano davvero.
La sala è grande, bianca, illuminata forte, con i tablet piantati sui tavoli e un via vai continuo di piatti che escono dalla cucina. Non è un posto intimo: si parla forte, i tavoli si riempiono di ciotole e si mangia con le maniche tirate su.
La maggior parte delle persone sedute è cinese, famiglie intere e gruppi di ragazzi, e questo si sente anche nei piatti: nessun addolcimento per il palato giapponese.
Nel fine settimana la sala è piena e rumorosa, a pranzo invece c’è molta più calma e si mangia senza fretta. Ci sono anche salette separate se siete in tanti.
Il dolce che tutti fotografano è una sfera fritta di sesamo grande come un pallone da basket, che arriva al tavolo su un piatto tutto suo. Vi danno i guanti e la staccate a pezzi con le mani: dentro è completamente vuota, è solo un guscio sottile e croccante.
Il sapore è quello di una sfoglia dolce al sesamo, buona ma niente di più. La consistenza è simpatica, la scena al tavolo pure, però non è la ragione per cui si viene qui.
Se la volete, prendetela dopo aver diviso i piatti salati e siate almeno in due, perché è fatta per essere divisa. Ordinarla come dolce personale dopo una cena completa significa lasciarne metà lì.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi ama il piccante forte e vuole mangiare cinese vero dividendo i piatti in gruppo
Atmosfera: sala ampia e bianca, luci accese, tanto rumore, quasi tutti clienti cinesi
Uscendo, la cosa che vi resta addosso non è un piatto ma la lingua: il pepe di Sichuan continua a formicolare mentre camminate, e vi ritrovate a berci sopra ancora un po’ di tè. Ordinate le melanzane anche se prendete un piatto solo, sono la ragione per cui questo posto sta un gradino sopra gli altri cinesi della città.
Andateci in compagnia, perché le ciotole si passano in mezzo al tavolo e ognuno pesca da tutto, e mettetevi d’accordo prima su quanto piccante reggete: quella è l’unica decisione seria della serata. A Ueno di ristoranti cinesi ce ne sono tanti, ma di sichuanese così ne trovate pochi: fermatevi qui.
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Mara daigaku Ueno
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Mala Daigaku - Harumi Triton - lì vicino trovate:
A 610 metriFast food con hamburger, giapponese.
A 807 metriUn negozio che vende di tutto. Fantastico.
A 882 metriVestiti economici ma di alta qualità.
Catena di panetterie.
Catena di ciambelle americane glassate.
Ravioli sottili, anche senza aglio.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).