Ginza LionA 70 metri
Salsicce e birra alla spina.

Un afternoon tea in una lounge di lusso a Otemachi, il quartiere degli uffici accanto al Palazzo imperiale di Tokyo, al trentatreesimo piano e con la città distesa davanti alla vetrata.
The Lounge by Aman è conosciuta soprattutto per questo, con un set che cambia con le stagioni, ma il menu va oltre e c’è anche da mangiare in modo più sostanzioso. È il posto giusto quando volete regalarvi un pomeriggio lento, per un compleanno o per festeggiare qualcosa in due.
Il set dell’afternoon tea segue la stagione, un ingrediente alla volta: uva shine muscat, fragole, pesca, matcha e lime quando arriva il verde di inizio estate.
Si spendono sui 12.000–14.000 yen a testa, tasse e servizio inclusi. È caro, senza giri di parole, e con una coppa di champagne si sale ancora.
Gli scone sono la parte migliore di tutto il vassoio: caldi, si aprono in due con le mani e la confettura non è industriale. Il tè è compreso e si può bere quanto se ne vuole, con una ventina di qualità tra neri, verdi e infusi.
La pasticceria è ben fatta, precisa e bella da guardare, ma a Tokyo ci sono afternoon tea che al palato lasciano un ricordo più forte, anche a cifre simili. Qui il conto lo giustificano la sala e la vista, non il singolo dolcetto.
Ci torno lo stesso, ogni volta che qualcuno viene a trovarmi e vuole un pomeriggio che si ricorderà: mi siedo lì con il tè davanti, guardo i grattacieli che si accendono e non mi pento dei soldi spesi.
La sala è la cosa più bella che trovate in un hotel di Tokyo, e non lo dico tanto per dire: sopra la testa c’è un soffitto altissimo a cassettoni illuminato che imita la carta di una lanterna, e la luce scende morbida su tutto. Le pareti sono in pietra scura, le colonne pure, e il contrasto con quel soffitto chiaro è la prima cosa che vi fermerà sulla porta.
Al centro c’è una vasca d’acqua bassa con un grande vaso di ceramica e una composizione di rami verdi, in certi periodi un pino in vaso. Si sente scorrere l’acqua, e nel pomeriggio una persona in kimono suona il koto dal vivo in un angolo del giardino interno.
I tavoli sono distanti tra loro, tanto che potete parlare senza che quelli accanto vi sentano.
Dalla vetrata, alta otto metri, si vedono il verde dei giardini orientali del Palazzo imperiale da una parte e la distesa di grattacieli dall’altra. Al tramonto la luce diventa arancione dentro tutta la sala: se potete scegliere, puntate su quel momento lì.
Il tè arriva con un menu a parte ed è di una casa tedesca, Ronnefeldt, che i camerieri conoscono bene: vi chiedono cosa vi piace, vi consigliano e ve lo versano loro, senza lasciarvi la teiera a raffreddarsi sul tavolo.
Il personale spiega ogni piano dell’alzata prima di lasciarvi mangiare, sorride, e se chiedete cosa c’è dentro a un dolce ve lo racconta fino all’ultimo ingrediente. Con l’inglese non ci sono problemi, e non danno mai l’idea di volervi spingere fuori.
Per le occasioni speciali aggiungono un disco di cioccolato bianco con la scritta di auguri sul piano alto dell’alzata, e per i compleanni due coppe di bignè con panna montata e granella verde.
Certi bocconcini arrivano dentro contenitorini di legno con il marchio inciso, grandi come una moneta, e tenerli in mano fa sorridere.
Il punto debole per me sono le sedute, e lo dico da persona che ci va volentieri. I divanetti bassi lungo le finestre, quelli che tutti vogliono, sono i meno comodi di tutti: si affonda, il tavolino resta troppo in basso e si finisce a mangiare piegati in avanti per due ore. Anche le altre sedie in legno chiaro non sono fatte per starci a lungo.
Con una spesa del genere mi aspetterei di uscire riposato, e invece la schiena la sento.
L’altra cosa da sapere è che non tutti i posti guardano fuori: alcuni tavoli stanno girati verso il bancone e vi ritrovate a fissare la schiena degli altri clienti. Se vi tocca uno di quelli, gran parte del motivo per cui siete saliti fin lì se ne va.
Pro:
Contro:
Ideale per: un pomeriggio di festa in due, o per far vedere a chi arriva a Tokyo qualcosa che non si dimentica
Quando andare: nel tardo pomeriggio, quando la luce del tramonto entra dalla vetrata
Atmosfera: silenziosa e scura, tavoli lontani, acqua che scorre e koto dal vivo
Quello che mi porto via ogni volta è il salto: si sale in ascensore da un quartiere di uffici e di gente in giacca, e trentatré piani dopo ci si siede davanti a una vetrata con l’acqua che scorre e il koto in sottofondo. Poche cose a Tokyo fanno quell’effetto, e ci si arriva semplicemente sedendosi a bere un tè.
Se ci andate una volta sola puntate sugli scone, quelli caldi nel cestino, e cambiate tè a ogni giro invece di restare sulla stessa tazza: così il pomeriggio dura. Prendetevela comoda, lasciate perdere l’orologio e andateci.
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The Lounge by Aman
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).