A 50 metriSoup Stock TokyoA 50 metri
Gustose zuppe.

Una catena di ristoranti vietnamiti con locali a Tokyo e a Fukuoka, dove si mangia ottima cucina del Vietnam, con un menu che pesca dal nord, dal sud e dalla tradizione di corte di Hue.
Lotus Palace è il nome che faccio a chi in Giappone deve mangiare senza glutine o vegano e non ha voglia di accontentarsi di un’insalata: c’è un menu pensato apposta, non due piatti messi lì per non scontentare nessuno. Ci si va bene a pranzo con i set, ma dà il meglio di sé la sera, quando si ordinano un po’ di cose da dividere e ci si siede con calma.
Il menu è largo e copre tre zone del Vietnam: la cucina raffinata di Hue, i piatti del nord di Hanoi, quelli più diretti del sud di Ho Chi Minh. In cucina c’è Le Quan, che ha lavorato all’Hotel Majestic Saigon, e la differenza si sente soprattutto nei brodi e nelle salse.
Se non sapete da dove partire, i set del pranzo sono la strada più semplice: arrivano su un vassoio o dentro un cestino di vimini con quattro o cinque assaggi diversi.
Vi avviso subito che i sapori qui sono smussati per il palato giapponese: niente piccante che vi asciuga la bocca e niente dolce che copre tutto. Il coriandolo arriva in quantità minima, per cui se lo amate chiedetelo a parte.
Gli involtini fritti sono la cosa che consiglio di ordinare sempre, perché escono bollenti e la pasta resta croccante anche dopo qualche minuto nel piatto.
A pranzo si spende sui 1.500–2.500 yen a testa per un set completo, dolce compreso, e per la qualità è un prezzo medio, in linea con quello che pagate in un ristorante normale.
La sera si sale: con qualche piatto condiviso e qualcosa da bere si arriva sui 4.000–5.000 yen a persona, e in alcune sedi anche oltre. È medio-alto, non è la cena da tutti i giorni, però in cambio avete tovaglioli veri, piatti che escono uno alla volta e una cucina che non risparmia sulle salse.
Ci torno perché quando ho voglia di pho senza mangiare in piedi in dieci minuti, è uno dei pochi posti dove mi siedo, mangio bene e non mi ritrovo con la bocca impastata di glutammato a fine pasto.
Questa è la parte che rende la catena diversa dagli altri vietnamiti in Giappone. Non fanno adattamenti al volo: c’è un menu separato, con piatti vegani e piatti costruiti senza glutine dall’inizio.
Il piatto vegano principale è fatto di verdure e brodo di cocco, ed è completamente senza glutine, salse comprese. Anche cose semplici come gli spinaci d’acqua saltati all’aglio sono nella lista sicura, e sono buoni perché restano croccanti e non annegano nell’olio.
Vale la deviazione soprattutto per questo: nella cucina vietnamita il glutine sta nascosto ovunque, dalla salsa di soia al fritto, e trovare un posto che ci ha ragionato sopra invece di dirvi di no vi toglie un problema grosso.
C’è anche un set di dolci vegani con tè, in numero limitato ogni giorno: se viaggiate con qualcuno che non mangia derivati animali e siete stanchi di cercare, è la pausa giusta per il pomeriggio.
Non aspettatevi però un ristorante vegano: la maggior parte del menu resta a base di carne e pesce, e le opzioni vegane sono una parte del menu, non il menu. Chi mangia di tutto e chi non mangia derivati animali possono sedersi allo stesso tavolo, ed è esattamente lì che questo posto vi salva la serata.
Niente sgabelli e plastica: le sale sono ampie, con i tavoli ben distanziati, legno scuro, qualche pianta e luci basse. Si parla a voce normale senza doversi sporgere, e la musica resta sotto.
Le sedi non sono tutte uguali, ma il formato è quello: ristorante da sedersi, con il servizio al tavolo e i piatti che arrivano in ordine.
Il personale è quasi tutto vietnamita, gentile e rapido: porta i piatti e vi lascia mangiare in pace. L’inglese si difende, e il menu ha le foto, così anche senza una parola di giapponese ordinate senza problemi.
A mezzogiorno la sala si riempie di gente che lavora nei palazzi intorno e di tavolate di donne, e in quella fascia il cibo esce in fretta, anche troppo: i set sembrano preparati in anticipo e il pho perde un pelo di calore.
Se volete misurarlo davvero, andateci la sera. È il momento in cui la cucina va oltre i set del pranzo: escono i gamberi al vapore, la carne con le verdure, i piatti di Hue, e il ritmo del servizio si allunga.
A pranzo è un’altra cosa, più veloce e più economica, con il vantaggio che assaggiate cinque cose in un colpo solo e capite se la cucina vietnamita vi piace.
Nelle ore di punta la sala è piena e può capitare di aspettare qualche minuto all’ingresso. Non è mai un’attesa lunga, ma se siete in gruppo di quattro o più conviene mettere in conto un po’ di pazienza.
È anche uno dei posti dove si sta bene da soli: il bancone o un tavolo piccolo, un pho, un caffè vietnamita, e nessuno che vi mette fretta.
Pro:
Contro:
Ideale per: chi viaggia con qualcuno che ha esigenze alimentari particolari e vuole comunque una cena normale, e per chi cerca cucina vietnamita seduto e con calma
Atmosfera: sala elegante e silenziosa, tavoli distanziati, luci basse, molta gente che lavora nei dintorni a mezzogiorno
Quando andare: la sera per i piatti da dividere, a pranzo per spendere meno e assaggiare tanto
Quello che mi resta in testa uscendo è il brodo del pho, chiaro come acqua ma con un sapore che si sente fino in fondo alla ciotola, e il profumo di aglio che arriva dagli spinaci d’acqua appena saltati. Ordinate gli involtini fritti e poi il pho, e se siete in due chiudete con il banh flan e un caffè vietnamita: la scia amara sotto il caramello è la cosa che vi verrà voglia di rifare a casa.
Andateci con qualcuno che di solito al ristorante deve chiedere cosa può mangiare, perché qui vi sedete e ordinate come chiunque altro. Il bun bo hue e i piatti di Hue sono un’altra storia rispetto ai vassoi del pranzo, e vi fanno capire quanta cucina c’è dietro. Di cucina vietnamita così, con tre regioni dentro lo stesso menu, non ne trovo tanta in Giappone: fermatevi.
Questo posto è su MarcoMaps
Lotus Palace Hakata
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


Lotus Palace Ikebukuro - lì vicino trovate:
A 11 metriVestiti economici ma di alta qualità.
A 35 metriFantastici bignè alla crema.
A 77 metriTonkatsu insuperabile.
A 85 metriUna catena, con sede principale a Ginza.
A 85 metriFast food
A 86 metriSala giochi.
Lotus Palace Akasaka - lì vicino trovate:
A 32 metriOttima, per gusti davvero innovativi.
A 35 metriCucina macrobiotica. Veg-friendly.
A 85 metriKaraoke e divertimento.
A 135 metriOttima catena di Curry Rice.
A 165 metriSplendida sala ricca di fiori e piante.
A 169 metriCucina salutare e riso integrale.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).