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Sede del Buddhismo Shingon, il tempio Koryuji è anche il più antico di Kyoto. Custodisce al suo interno numerose statue e tesori dal valore inestimabile, considerati una parte fondamentale del patrimonio culturale giapponese.
Il tempio è circondato da giardini ben curati e da un piccolo stagno, che regalano al luogo una cornice suggestiva e un’atmosfera di serenità. Il Koryuji si trova nella zona ovest di Kyoto, a Uzumasa, il quartiere degli storici studi cinematografici in cui per decenni si è girato il grande cinema giapponese in costume.
Il modo più comodo è il tram Randen: si scende alla fermata Uzumasa Koryuji e ci si ritrova davanti al portone del tempio, senza praticamente camminare.
Se arrivate in treno dalla stazione di Kyoto, la linea JR Sagano vi lascia alla stazione di Uzumasa, da cui servono circa 13 minuti a piedi.
Chi si muove in metropolitana scende invece a Uzumasa Tenjingawa, sulla linea Tozai, e prosegue per una decina di minuti lungo la strada principale.
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Tempio Koryu-ji
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Il tempio risale al lontano 603 e la sua storia è abbastanza singolare. Infatti, il tempio è stato costruito per custodire quella che oggi è l’attrazione più famosa di questo luogo, ovvero la statua del Bodhisattva. La costruzione fu frutto dell’ingegno di Hata no Kawakatsu che, dopo aver ricevuto in dono la statua dal principe Shotoku Taishi, un grande sostenitore e promotore della religione buddista, decise che un tesoro di tale bellezza necessitava di uno scrigno per essere custodito: così nacque il tempio Koryuji. Questo complesso fu danneggiato, e a volte completamente distrutto, da numerosi incendi e poi ricostruito; per questo l’aspetto odierno non rispecchia fedelmente l’originale. Hata no Kawakatsu, tra l’altro, non era un personaggio qualsiasi: guidava il clan Hata, una famiglia di immigrati arrivata dal continente e diventata potentissima grazie alla lavorazione della seta e ai lavori di canalizzazione dei fiumi della zona. È lo stesso clan che ha dato il nome al quartiere di Uzumasa, e il Koryuji nasce di fatto come tempio di famiglia.
Entrando nel tempio potete ammirare i meravigliosi giardini e, in seguito, visitare l’interno degli edifici che compongono il complesso. L’edificio che attira il maggior numero di visitatori è sicuramente la Reihoden, ovvero la Casa del Tesoro, dov’è custodita la statua del Bodhisattva insieme ad altre antiche statue e sculture, alcune delle quali risalgono a ben 1.000 anni fa. La statua, chiamata anche “Miroku-Bosatsu-Hanka-Shii-zo”, raffigura Miroku seduto nella posizione del semi-loto, con le dita che sfiorano appena la guancia in un atteggiamento meditativo: secondo la tradizione buddista sta pensando a come salvare tutti gli esseri umani quando, in un futuro lontanissimo, scenderà nel nostro mondo. È per questo che viene chiamato il Buddha del futuro: non è ancora un Buddha, ma è destinato a diventarlo. Si pensa che la statua fosse stata donata al principe Shotoku Taishi dalla famiglia reale coreana e che in origine fosse probabilmente ricoperta d’oro. Oggi la superficie in oro non è più visibile, ma si può ammirare lo strato sottostante, realizzato in legno. Ed è proprio quel legno uno degli indizi più forti a favore dell’origine coreana: si tratta di pino rosso, un materiale praticamente mai usato nella scultura giapponese antica ma diffuso nella penisola coreana. Un dettaglio che fa ancora discutere gli studiosi, divisi tra chi vede nella statua un dono arrivato dalla Corea e chi la ritiene opera di artigiani del clan Hata.
Quando il Giappone stilò l’elenco dei suoi tesori nazionali, il Miroku Bosatsu del Koryuji fu registrato con il numero uno: un primato che dice tutto sul posto che questa scultura occupa nell’immaginario giapponese.
La sua fama ha però avuto anche un rovescio. Nel 1960 uno studente universitario in visita al Reihoden non resistette alla tentazione di abbracciare la statua e le spezzò l’anulare della mano destra, ritrovato in tre pezzi ai piedi del piedistallo. La notizia fece il giro del mondo, il dito venne restaurato e da allora nessuno può più avvicinarsi: le sculture si ammirano a distanza, dietro una protezione.
Al Koryuji non c’è solo il Reihoden. Superato il portone principale vi trovate davanti il Kodo, la sala delle conferenze ricostruita nel 1165 e quindi tra i più antichi edifici di Kyoto: i giapponesi lo chiamano anche Akado, la “sala rossa”, per la lacca che un tempo lo ricopriva e di cui restano tracce sui pilastri. All’interno è custodito un grande Amida Nyorai di epoca Heian.
Sul fondo del complesso, in mezzo agli alberi, si nasconde invece la Keiguin Hondo, una sala ottagonale che ricorda il Yumedono di Horyuji e che apre solo in rare occasioni: anche vista da fuori, con il suo tetto a otto spioventi, resta una delle immagini più insolite del tempio.
L’edificio principale del tempio, il Taishido, custodisce una statua di Shotoku Taishi ritratto a 33 anni, alta poco meno di un metro e mezzo. È una statua nascosta, che viene mostrata una sola volta all’anno, il 22 novembre, il giorno in cui si ricorda la morte del principe.
La particolarità è che la scultura è vestita per davvero: indossa un abito di seta donato dall’imperatore, che dopo la cerimonia di intronizzazione lascia al tempio la veste indossata per l’occasione. È una consuetudine che va avanti dall’epoca Heian e che continua ancora oggi, di imperatore in imperatore.
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).