A 238 metriCastello di OkayamaA 238 metri
Un vero gioiello architettonico.
Accanto al castello di Okayama si trova uno dei tre giardini più belli del Giappone. Korakuen è una delle tappe obbligatorie per chi visita il paese: non è solo un’oasi verde così perfetta da sembrare un dipinto, ma anche un luogo di enorme valore storico e culturale, riconosciuto dal 1952 tra i luoghi di bellezza scenica da proteggere e lasciare in eredità alle generazioni future.
Tra le infinite varietà di fiori e piante si celano segni di una storia ricca e affascinante, che ripercorre più di tre secoli e che potete scoprire oggi passeggiando tra case da tè, laghetti, risaie e piantagioni di tè.
Dalla stazione di Okayama il modo più semplice è il tram Okaden in direzione Higashiyama: scendete alla fermata Shiroshita e in una decina di minuti a piedi arrivate all'ingresso principale, attraversando il fiume Asahi sul ponte Tsurumi.
In alternativa c'è il bus della linea 18, che parte dalla banchina 1 del terminal della stazione e vi lascia a due passi dall'ingresso.
Se avete tempo, vale la pena camminare: sono circa 25 minuti lungo Momotaro-dori, passando accanto al parco Ishiyama e al castello.
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Giardino Korakuen
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Visitando il giardino di Korakuen potrete passeggiare nei luoghi in cui in passato venivano accolti gli ospiti più importanti e sostare nei punti in cui il feudatario, il daimyo, amava trascorrere il pomeriggio. Fu proprio il daimyo Ikeda Tsunamasa a volere la costruzione di questo giardino nel lontano 1687. L’opera fu completata solo pochi anni dopo, nel 1700. Nel corso degli anni il giardino subì delle piccole modifiche apportate dai daimyo che si sono succeduti a capo del feudo, modifiche che hanno lasciato un segno visibile e che ci illustrano i cambiamenti storici del paese, ma che non hanno intaccato il fascino del giardino Korakuen, che ancora oggi conserva il suo aspetto originale. Prima del 1884, quando il giardino venne aperto al pubblico, i cittadini potevano visitare quest’oasi verde solo in certe occasioni o eventi. Anche questo luogo, come altri luoghi storici del Giappone, ha subito alcuni danneggiamenti causati dall’alluvione del 1934 e dai bombardamenti della seconda guerra mondiale; grazie agli antichi dipinti realizzati nel periodo Edo che sono custoditi all’interno del giardino e che ritraggono questo luogo è stato possibile ristrutturare il giardino restando il più possibile fedeli al suo aspetto originario.
Entrando nel giardino di Korakuen vi renderete subito conto dei tantissimi tesori ed edifici che custodisce. Passeggiando tra le case da tè, le piantagioni di riso e tè, i santuari, i laghi e i giardini ben curati, avrete l’impressione di essere entrati in un mondo parallelo, in una città dentro la città di Okayama. Qui, immersi nel silenzio e nella vegetazione, potrete trascorrere una giornata all’insegna del relax e allo stesso tempo aggiungere un importante tassello alla vostra conoscenza della cultura e della storia del Giappone.
Potete iniziare il vostro tour da quello che in passato era l’edificio più importante del giardino Korakuen, la dimora Enyo-tei; qui trascorreva il suo tempo il feudatario quando era in visita al giardino. L’edificio che potete ammirare oggi è in realtà una ricostruzione dell’antico edificio che venne raso al suolo durante la seconda guerra mondiale, ma l’aspetto rispecchia fedelmente l’originale. La posizione strategica di questa dimora offre una bellissima vista sull’esterno e potrete trascorrere alcuni istanti a contemplare il bellissimo paesaggio intorno a voi, lo stesso che in passato si rifletteva negli occhi del feudatario.
Proseguite poi il vostro tour verso il teatro all’aperto Noh e l’Eisho. Sul palco si esibivano gli attori del teatro noh che con i loro spettacoli intrattenevano il daimyo, gli ospiti importanti del giardino e i cittadini. Anche in questo caso si tratta di una ricostruzione del teatro originale che andò distrutto durante la guerra, ma l’accurata opera di restauro ha permesso di avere un edificio quasi identico all’originale. Gli amanti della natura possono regalarsi una passeggiata nell’area Nishiki-ga-Oka, che tradotto letteralmente significa “la collina dai due colori”. In questa zona dominata oggi dai cipressi giapponesi, in passato, secondo il progetto originale, sorgevano alberi di ciliegio e aceri che davano un tocco suggestivo al paesaggio in primavera, con la fioritura dei ciliegi, e in autunno, con i colori caldi delle foglie d’acero. La quiete di questo luogo è interrotta solo dal cinguettio di numerose specie di uccellini che abitano Nishiki-ga-Oka. Qui, avvolti dal silenzio e dalla vegetazione, si trovano anche alcuni edifici, tra cui il santuario Jizo-do, uno dei sei santuari protetti di Korakuen, il santuario Shitenno-do e la casa da tè Mosho-an.
Se visitate il giardino in estate, non potete perdervi l’incantevole spettacolo offerto dai fior di loto bianchi, conosciuti come i fior di loto del daimyo, che decorano il laghetto Kayo-no-ike. Approfittatene per rilassarvi in questa meravigliosa cornice naturale con in sottofondo il suono della cascatella che si infrange sulle rocce e confluisce, insieme al ruscello Kyokusui, nelle acque dello stagno.
Passeggiando nel giardino di Korakuen vi ritroverete a camminare sulle orme del passato, passando accanto ad antiche rovine che permettono di scoprire le abitudini e le attività quotidiane del daimyo. Uno di questi luoghi ricchi di storia sono le rovine del molo Ofuna-iri-ato, che in origine serviva per l’attracco delle imbarcazioni che facevano la spola tra il giardino e il castello di Okayama. Questo luogo in origine rappresentava l’entrata principale del giardino e qui si innalzava la bellissima porta Onari-go-mon. Oggi qui non vedrete più scorrere l’acqua poiché nel periodo Taisho, con la costruzione delle strade che offrivano una via alternativa per raggiungere il giardino, l’entrata principale rimase inutilizzata e venne quindi chiusa. Attorno alle rovine si trova ancora, come all’epoca, un boschetto di bambù.
All’interno del giardino di Korakuen ci sono anche edifici che sono sopravvissuti alla seconda guerra mondiale, tra cui la casa Renchi-ken, situata al centro del giardino, che veniva utilizzata come luogo di riposo. Dall’interno della casa potete volgere il vostro sguardo verso il pittoresco lago Sawa-no-ike, sulle cui acque si riflettono gli alberi di pino che incorniciano il lago; il laghetto è attraversato da un antico ponte in pietra che in passato segnava il confine tra le aree Jodogun e Minogun, nella prefettura di Okayama. Dalle acque emergono piccoli isolotti che ci ricordano l’aspetto originario di questo luogo quasi come se qui il tempo si fosse fermato; ogni isolotto ha le sue peculiarità: c’è Naka-no-Shima, con la sua sala da tè Jaya, Jari-jima con la sua bellissima sabbia bianca che contrasta il verde degli alberi di pino e Mi-no-shima con il suo edificio utilizzato per la pesca.
Gli amanti dei giardini giapponesi possono trovare pane per i loro denti sulla piccola collina di Yuishinzan. Qui la maestria degli architetti di giardini giapponesi si esprime attraverso le composizioni di rocce che si accompagnano a bellissime azalee e rododendri che con i loro fiori variopinti colorano quest’area. Un altro edificio tra le cui pareti era solito riposarsi il daimyo durante le sue passeggiate nel giardino, è la casa Ryuten; sopravvissuta alla seconda guerra mondiale, questa dimora è un gioiellino architettonico che sfoggia un design semplice, ma unico nel suo genere in Giappone. Ad allietare il riposo del feudatario c’era il dolce suono dell’acqua del ruscello che scorre proprio sotto la casa e le cui acque sono impreziosite da migliaia di sassolini variopinti.
La natura, con le sue bellezze, regna incontrastata in questa oasi e uno dei luoghi preferiti dai turisti è il giardino giapponese di iris situato accanto al ponte Yatsuhashi, che attraversa il fiume Kyokusui; questo luogo in giugno diventa magico, quando i fiori bianchi e viola sbocciano inondando di profumi e colori il paesaggio.
Proseguite il vostro tour verso il laghetto Kako-no-ike che prende il nome dall’edificio adiacente. In origine questo laghetto era incorniciato da bellissimi alberi di ciliegio che regalavano un paesaggio suggestivo in grado di ispirare i poeti del periodo Edo; le cascatelle che si riversano nel lago sono state citate in numerose opere letterarie in cui si sottolineava la capacità di queste acque di rendere ancora più belli i fiori che colorano l’area. Fermatevi poi per una sosta alla sala da tè Chaso-do. Questo edificio era in origine parte della dimora in cui risiedeva il vassallo che occupava la posizione principale all’interno del castello. Anche in questo caso, l’edificio che potete ammirare oggi è una ricostruzione e rende omaggio al monaco Eisai, originario di Okayama, colui che portò il tè in Giappone dalla Cina. Il tè era la bevanda preferita dal daimyo che era solito sorseggiarlo regolarmente da solo o insieme agli ospiti; proprio per questo all’interno del giardino si trova una piantagione di tè, che viene coltivato qui sin dal periodo Edo. Se visitate il giardino nella terza domenica di maggio, potrete anche assistere al Festival della Raccolta del Tè. Oltre alle piantagioni di tè il giardino in passato presentava enormi distese di coltivazioni di riso che oggi sono ancora presenti anche se in forma più ridotta. Questi luoghi ci riportano alla mente i tempi antichi. Ogni anno, la seconda domenica di giugno, si tiene il famoso festival che celebra la semina del riso.
All’interno del giardino potrete anche passeggiare tra diversi boschi di susini, ciliegi e aceri. Si tratta di alberi molto antichi: gli alberi di susine, ad esempio, risalgono alla fine del periodo Edo. Oggi questi alberi abbelliscono il paesaggio in tutte le stagioni: i susini e i ciliegi colorano il giardino in primavera con lo sbocciare dei suoi fiori rossi e bianchi; gli aceri danno un tocco romantico e malinconico all’autunno con i loro colori caldi. Il boschetto di aceri viene da sempre chiamato Chishio-no-mori, termine che si riferisce alla sua capacità di cambiare colore più volte. Questi luoghi naturali hanno ispirato diversi artisti, tra cui cantanti e poeti.
Due statue vi accoglieranno nella vostra visita al santuario Jigen-do. La costruzione di questo santuario fu voluta da Ikeda Tsunamasa nel tentativo di riportare la pace tra i clan rivali e nella città di Okayama. Oggi in questo luogo rimangono solo alcuni reperti come una composizione di rocce e una porta, ma il santuario è praticamente vuoto.
Questo magnifico giardino non fu creato solamente con lo scopo di passeggiare contemplando il paesaggio naturale, ma in un’area di questa enorme oasi verde i vassalli si addestravano nelle arti militari e studiavano la letteratura; se volete fare un tuffo indietro nel tempo e respirare un po’ dell’autentica atmosfera dell’epoca recatevi verso il campo del tiro con l’arco e il recinto delle corse dei cavalli e divertitevi a volare con la fantasia immaginando le attività quotidiane dei vassalli.
Il giardino ospita, ancora oggi, degli abitanti insoliti, delle maestose gru che con il loro passo elegante sono senza alcun dubbio il simbolo di Korakuen. Si può dire che siano nate con il giardino poiché questi esemplari popolano quest’area dall’anno della realizzazione di Korakuen. In seguito alla seconda guerra mondiale questa specie scomparve da quest’area ma successivamente si decise di ripopolare il giardino con alcuni bellissimi esemplari e oggi i visitatori sono incantati dal fascino delle otto gru che donano un tocco di eleganza a Korakuen. Le otto gru vengono liberate dal loro recinto durante il capodanno per dare la possibilità ai visitatori di ammirarle più da vicino. Se capitate a Korakuen tra l’autunno e l’inverno, tenete gli occhi aperti: in alcuni giorni le gru escono dal recinto accompagnate dai custodi e camminano libere sui prati del giardino. Ogni tanto spiccano anche il volo, e vederle planare tra i pini è uno spettacolo raro.
Camminando per Korakuen vi accorgerete che lo sguardo non si ferma mai ai confini del giardino. È tutto voluto: chi lo ha progettato ha usato lo shakkei, il “paesaggio preso in prestito”, facendo entrare nella composizione la montagna sullo sfondo, il monte Misao, e il profilo scuro del castello oltre il fiume.
Il risultato è che il giardino sembra enorme, molto più di quanto sia davvero, e che ogni scorcio ha già la sua quinta naturale pronta. Provate a cercare i punti in cui il torrione spunta tra i pini: sono gli angoli in cui l’illusione riesce meglio.
All’inizio questo giardino si chiamava semplicemente Koen, il “giardino dopo”, perché era stato realizzato dopo il castello. Il nome di oggi arrivò nel 1871 e racchiude un’idea molto più profonda: viene dall’espressione sen’yu-koraku, che invita a preoccuparsi prima degli altri e a concedersi il piacere soltanto dopo di loro. Era il principio a cui doveva ispirarsi un buon governante, e i signori di Okayama se lo portavano addosso ogni volta che passeggiavano tra questi laghetti.
Conoscendo questa storia il giardino cambia sapore: non è il capriccio elegante di un feudatario, ma una dichiarazione d’intenti scolpita nel paesaggio.
Sono tantissimi i festival che si tengono a Korakuen e qui di seguito ve ne elenco alcuni:
Giardino Korakuen - lì vicino trovate:
A 238 metriUn vero gioiello architettonico.
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A 17018 metriRomantica e rilassante zona.
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A 36802 metriCon un fossato di acqua di mare.
A 38840 metriNella città di Takamatsu.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).