Esposizione di dolcetti giapponese da Kikuzuki all'interno di una teca di vetro a Yanaka, Tokyo.

Kikuzuki

A Yanaka c’è una bottega di dolci tradizionali giapponesi aperta dal 1917 che vende ancora i suoi wagashi fatti in casa, da dietro un banco di legno e vetro d’epoca. Kikuzuki è piccola e si compra solo da portare via: entrate, scegliete dalla vetrina e uscite con il pacchetto in mano.
È conosciuta per l’aoume, il dolcetto che lo scrittore Kawabata Yasunari, premio Nobel per la letteratura, regalava al posto del biglietto da visita. Fa al caso vostro se girate per Yanaka e volete assaggiare un wagashi vero, oppure portare una scatolina a chi vi ospita a cena.

Cosa si compra e prezzi

Vendono solo wagashi, i dolci tradizionali giapponesi a base di pasta di fagioli e riso glutinoso, e li preparano loro. Nella vetrina i dolci di sempre stanno accanto a quelli di stagione, sistemati su vassoi rettangolari di ceramica con il cartellino di carta verde dal bordo smerlato.

  • Aoume: un bocconcino verde a forma di prugna acerba, con un involucro di gyuhi (la pasta morbida di riso) al matcha e dentro una crema di fagioli bianchi lavorata con il miso bianco.
  • Yuzu mochi: gyuhi morbidissimo profumato allo yuzu, l’agrume giapponese, con pezzetti di buccia nel ripieno.
  • Goshiki yokan: lo yokan, il blocchetto compatto di gelatina di fagioli, in cinque colori, da tagliare a fette e dividere.
  • Namagashi di stagione: i dolcetti freschi modellati a mano, che cambiano forma e colore nel corso dell’anno.
  • Dolci incartati uno per uno: pezzi singoli avvolti nella carta bianca con le scritte scure a pennello, da comprare sfusi e mettere insieme come volete.
Esposizione di dolcetti giapponese da Kikuzuki all'interno di una teca di vetro a Yanaka, Tokyo.
Sui vassoi in ceramica trovate diverse varianti tradizionali a 140 yen. La disposizione ordinata permette di notare subito le diverse consistenze degli impasti.
Vetrina colma di dolci giapponesi confezionati nel negozio storico Kikuzuki a Yanaka, Tokyo.
La vetrina principale mostra i wagashi confezionati singolarmente. I cartellini indicano chiaramente i prezzi, semplificando la scelta dei dolci da provare.

L’aoume è il motivo per cui ci si ferma qui, e vi avviso subito che non assomiglia a nessun dolce italiano. È grande quanto una noce e si prende con due dita: al primo morso sentite la pasta di riso al matcha, poi arriva il miso, che è salato davvero e lascia la bocca pulita invece di impastarla di zucchero.
Appena fatto è così molle che tagliarlo con il coltello è quasi impossibile. Se lo lasciate riposare un po’ nella sua carta prende consistenza, e d’estate, con il caldo umido di Tokyo, quel salato in fondo è perfetto perché rinfresca invece di appesantire.

A chi cerca la pasticceria occidentale con panna e cioccolato questo posto dice poco: la pasta di fagioli o piace o non piace, e prima di comprare una scatola intera da regalare è meglio assaggiarne un pezzo. I namagashi sono i più belli da vedere, però sono anche i più delicati e vanno mangiati in giornata.

Si spende poco, molto meno di quanto si immagina davanti a una bottega così. I dolcetti singoli stanno sui 150–350 yen, lo yokan intero sui 500–600 yen, e con 1.000–1.500 yen si esce con una scatolina mista per tre o quattro persone.
Per roba fatta a mano ogni giorno, con una ricetta che va avanti da generazioni, il prezzo è quello di un dolce qualsiasi da supermercato. Ogni volta che passo da Yanaka mi fermo a prendere tre o quattro aoume, e se sto andando a casa di qualcuno li porto al posto della solita scatola del grande magazzino: costano come un paio di caffè e chi li riceve si ricorda sempre da dove arrivano.

Una mano tiene il dolce Aoume confezionato all'interno della pasticceria Kikuzuki nel quartiere di Yanaka a Tokyo.
L'incarto classico dell'Aoume è decorato con una precisa calligrafia nera. Maneggiate il pacchetto con delicatezza poiché il prodotto all'interno è molto morbido.
Una mano tiene Aoume, dolce iconico di Kikuzuki, appoggiato sulla sua carta di incarto bianca a Yanaka, Tokyo.
Scartando la carta appare l'Aoume, una sfera verde chiaro spolverata di bianco. Mangiatelo in un paio di morsi per bilanciare il sapore della copertura e del ripieno.

Com'è dentro

Da fuori la riconoscete dalla grande insegna di legno intagliato e dal noren verde scuro, la tenda di stoffa che i negozi giapponesi appendono sull’ingresso. Già dal marciapiede, attraverso le vetrine, si vedono i vassoi dei dolci.
L’edificio e le vetrine sono più o meno quelli originali, e si capisce dal legno scurito degli espositori, dai telai delle teche e dal banco su cui sta il registratore di cassa.

Lo spazio è minimo: un banco, la vetrina davanti e il laboratorio sul retro, per cui due persone che scelgono insieme occupano già quasi tutto. Non ci sono tavolini e non ci si siede: si sceglie, si paga e si va.
Chi sta al banco è gentile e non mette fretta, anche se non parlate giapponese: basta indicare il dolce nella vetrina e mostrare con le dita quanti pezzi volete. Il mio aoume lo mangio camminando per le stradine di Yanaka, tanto finisce in due bocconi.

D’estate l’aoume va via a centinaia di pezzi al giorno e davanti al banco si crea qualche capannello. Il resto dell’anno si entra senza aspettare, al massimo dietro un paio di signore del quartiere che comprano i dolci per il tè.

Facciata della storica pasticceria Kikuzuki a Yanaka con tenda noren verde e insegna in legno sopra l'ingresso.
La facciata in legno con la tenda noren verde scuro segna l'ingresso di questa bottega artigianale. L'insegna originale risale ai primi anni di attività.
Interno della pasticceria Kikuzuki a Yanaka con vetrine di dolci tradizionali e arredi storici in legno.
L'interno mantiene gli arredi d'epoca in legno scuro. Osservate bene le decorazioni tradizionali di paglia intrecciata sopra il bancone dell'espositore.

Contanti e pacchetti

Si paga solo in contanti, niente carte e niente pagamenti con il telefono, per cui tenete qualche moneta da parte prima di entrare. Il tax free non c’è, ma con queste cifre non vi serve.
I dolci li mettono in una scatola di cartone bianco, con i pezzi incartati nella carta e legati con il cordoncino, già pronti da regalare senza dover aggiungere niente.

In valigia occupano pochissimo spazio e pesano niente, però i dolci freschi durano poco. Se volete riportare qualcosa a casa scegliete lo yokan, che regge il viaggio, e lasciate l’aoume e i namagashi per i giorni a Tokyo.

Dolci tradizionali giapponesi confezionati in una scatola bianca presso la pasticceria Kikuzuki a Yanaka.
Sul bancone in vetro potete richiedere una scatola per i dolci, che vengono avvolti in carta semitrasparente e legati a mano con un sottile cordino.
Una mano tiene un piccolo dolcetto da Kikuzuki avvolto in carta bianca con scritte calligrafiche scure.
Il contrasto tra l'involucro bianco del dolce e le scaffalature in legno scuro evidenzia l'estetica essenziale e curata che caratterizza le confezioni di Kikuzuki.

In breve

Pro:

  • l’aoume, salato e dolce insieme, che non trovate da nessun’altra parte
  • pezzi singoli a poche centinaia di yen, fatti a mano
  • bottega d’epoca con banco e vetrine originali

Contro:

  • solo contanti
  • niente posti a sedere, e i dolci freschi non si portano in Italia

Ideale per: chi gira Yanaka e vuole un wagashi vero da mangiare per strada o da portare a chi lo ospita

Atmosfera: legno scuro, vetrine piene di vassoi, gente del quartiere al banco

Conclusione

Kikuzuki non vi stupirà per la scelta: ha poche cose e le fa sempre uguali, e lo capite dal primo morso. Il valore sta tutto in quel bocconcino al matcha e miso che esiste solo qui e che vi costa due monete. Se passate per Yanaka fermatevi: cinque minuti al banco e un paio di centinaia di yen bastano per assaggiare un dolce che a Tokyo si prepara così da più di cent’anni.

Informazioni utili

Nome: Kikuzuki
Orario: Lunedì: chiuso; Martedì - Domenica: dalle 9 alle 17
Indirizzo: 6-chōme-1-3 Yanaka, Taito City, Tokyo 110-0001, Japan
Sito Internet: Kikuzuki
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).