Un'esposizione coltelli a Jikko ad Osaka con lame artigianali fissate alla parete e accessori sul bancone.

Jikko

Una catena di negozi di coltelli giapponesi con sedi a Osaka, Kyoto e Tokyo, legata a un laboratorio di Sakai, la città dove questi coltelli si fanno da secoli. Jikko vende di tutto per chi taglia in cucina: dal santoku per casa alle lame tradizionali dei cuochi di sushi, più pietre per affilare, custodie e scatole regalo.
È la catena a cui penso quando qualcuno mi chiede dove comprare un coltello giapponese serio da riportare in Italia, per sé o come regalo importante, con un commesso che vi spiega in inglese cosa state comprando.

Coltelli e prezzi

Qui si comprano coltelli fatti a Sakai, divisi in due famiglie che conviene avere chiare prima di entrare: quelli a doppio filo, che somigliano ai nostri e si usano in qualsiasi cucina, e quelli tradizionali giapponesi affilati da un lato solo. Poi ci sono gli attrezzi per tenerli in forma e tutto quello che serve per trasportarli o regalarli.

  • Gyuto, santoku, petty e nakiri: i coltelli da tutti i giorni, a doppio filo, in acciaio inox (VG10, Ginsan, SG2) oppure in acciaio al carbonio per chi vuole il massimo del taglio.
  • Yanagiba, deba e usuba: le lame a un filo solo della cucina giapponese, rispettivamente per il sashimi, per pulire il pesce e per le verdure tagliate sottilissime.
  • Honyaki: coltelli forgiati da un unico pezzo di acciaio al carbonio, i più difficili da fare, esposti uno per uno in vetrina.
  • Pietre per affilare e affilatori: per chi vuole mantenere il filo da solo invece di rovinarlo con l’affilacoltelli di casa.
  • Foderi in legno, custodie e scatole di paulownia: servono a proteggere la lama in valigia e a presentare il coltello come regalo.

I coltelli in acciaio al carbonio tagliano in modo impressionante, ma se li lasciate bagnati nel lavello arrugginiscono in una sera. Se in casa vostra i coltelli finiscono in lavastoviglie, prendete l’inox e basta.
Le lame a un filo solo sono bellissime in mano, però nella cucina di tutti i giorni si usano male e sono fatte per chi taglia con la destra. Per un italiano che cucina a casa il gyuto o il santoku sono la scelta sensata nove volte su dieci.
Tenete presente anche il viaggio di ritorno: un coltello da cucina va nel bagaglio da stiva, mai in quello a mano. Se viaggiate solo con il trolley in cabina, qui guardate e basta.

Sui prezzi non è un negozio da acquisti a caso. Un santoku o un gyuto in inox per la cucina di casa sta sui 15.000–40.000 yen, le lame in acciaio al carbonio più lavorate salgono sui 40.000–80.000 yen, e gli honyaki partono da sopra i 100.000 yen per arrivare a cifre da collezionisti.
È una fascia medio-alta, ma la differenza con il coltello da 3.000 yen del supermercato la sentite al primo pomodoro, e un coltello del genere, tenuto bene, dura decenni.
Quando un amico mi chiede di portargli un coltello dal Giappone è il primo nome che mi viene in mente, perché con 20.000–30.000 yen esce un santoku in inox che regge anni di cucina vera e ha il nome inciso a mano sulla lama. Quello che pagate è l’acciaio e il lavoro di chi l’ha forgiato e affilato, non il marchio.

Com’è dentro

I negozi Jikko sono tutti costruiti allo stesso modo: pochi metri quadri, luce calda, coltelli allineati in teche di vetro uno accanto all’altro, ognuno con il suo cartellino. Sembra più una piccola galleria che una coltelleria, e l’effetto è voluto. Qualche sede è minuscola e ci si sta in pochi, altre sono su due piani, ma il formato resta lo stesso.
Niente scaffali da cui prendere la roba da soli: dite cosa cercate, il commesso apre la vetrina, tira fuori due o tre modelli e ve li fa impugnare. Vi chiede cosa cucinate, se siete destri o mancini, quanto tempo volete dedicare alla manutenzione, e da lì restringe la scelta.

Il personale è la parte che rende questa catena diversa dalle coltellerie dove vi mettono il coltello in mano e aspettano che paghiate. In quasi tutti i negozi c’è qualcuno che parla inglese bene, spiega la differenza tra un acciaio e l’altro senza fretta e non spinge verso il modello più caro.
Il rovescio è che si serve un cliente alla volta. Nel fine settimana, con i turisti che entrano a gruppi, se davanti a voi c’è una coppia indecisa tra due gyuto si aspetta in piedi guardando le vetrine. Nei giorni feriali si sceglie con molta più calma.

Incisione e tax free

La cosa che vi porterete a casa con più piacere è il nome inciso sulla lama. Un artigiano lo scolpisce a mano con martello e scalpello, a mano libera e senza disegno sotto, un carattere alla volta: si può scegliere in katakana, che è il modo giapponese di scrivere i nomi stranieri, oppure in kanji. Per le scritte più lunghe o in alfabeto latino usano il laser.
L’incisione a mano sul momento però non la fanno in tutti i negozi: in alcuni il coltello va al laboratorio e torna dopo qualche giorno. Se ripartite il giorno dopo, chiedetelo prima di scegliere.
Oltre all’incisione, la catena si occupa di affilatura e riparazione dei coltelli, e fa anche manici personalizzati per chi vuole un pezzo unico.

Il tax free lo fanno, per cui portatevi il passaporto: su un coltello da decine di migliaia di yen la differenza si sente. Con la carta si paga senza problemi.
Per i regali preparano la confezione con carta e fiocco e, a richiesta, la scatola in legno di paulownia, quella che fa capire subito a chi lo riceve che non è un coltello qualunque. Chiedete anche il fodero in legno: in valigia protegge la lama e anche i vestiti.

In breve

Pro:

  • lame forgiate a Sakai, dall’inox per casa agli honyaki
  • commessi che parlano inglese e consigliano senza spingere
  • nome inciso a mano sulla lama, più tax free

Contro:

  • fascia di prezzo medio-alta, niente coltelli da pochi yen
  • un cliente alla volta: nel weekend si aspetta

Ideale per: chi vuole un coltello giapponese vero per la propria cucina o un regalo che resti per anni

Da comprare: un gyuto o un santoku in inox, se è il primo coltello giapponese

Atmosfera: vetrine illuminate, spazi raccolti, commessi che tirano fuori una lama alla volta

Conclusione

Da Jikko non si entra per spendere poco né per portarsi via cinque coltelli: si esce con uno solo, scelto parlando con chi sa spiegarvi perché proprio quello. Il valore sta nella combinazione di acciaio buono, consiglio onesto e nome scolpito sulla lama, tre cose che difficilmente trovate insieme altrove. Se cucinate davvero, i soldi sono spesi bene: fra dieci anni quel coltello sarà ancora nel cassetto e taglierà come il primo giorno.

Informazioni utili

Nome: Jikko Cutlery
Orario: Lunedì - Venerdì: dalle 10 alle 18; Sabato: dalle 10 alle 16; Domenica: chiuso
Indirizzo: 1-chōme-1-9 Nishikinochōnishi, Sakai Ward, Sakai, Osaka 590-0931, Japan
Sito Internet: Jikko Cutlery
Apri su Google Maps

Mappa

MarcoMaps100% gratis

Questo posto è su MarcoMaps

Jikko Cutlery

La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.

  • 4.000+ luoghi
  • Voto, foto e orari
  • Veg friendly
  • Vicino a me (GPS)
  • Preferiti senza login
  • Funziona offline
Apri la mia mappa!
La mappa MarcoMaps del Giappone con decine di luoghi segnatiLa mappa dal telefono: la scheda di un luogo con foto, voto, orari e costi

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).