Jidai Matsuri
Quello di Jidai Matsuri è uno dei principali festival di Kyoto, insieme con l’Aoi Matsuri di maggio e il Gion Matsuri di luglio, e si svolge ogni anno il giorno 22 ottobre.
Il clou della festa è rappresentato dal Jidai Gyoretsu, una sfilata storica durante la quale circa 2000 persone in abiti d’epoca, divise in una ventina di gruppi, attraversano le vie della città accompagnando i mikoshi (santuari portatili): i vari costumi rappresentano le epoche storiche che hanno caratterizzato la storia della città, partendo dalla recente restaurazione Meiji (1868) per finire con l’antico periodo Heian (794 – 1185).
Il corteo parte a mezzogiorno dal Kyoto Gosho, il palazzo imperiale, e procede per circa 4 kilometri, fino al santuario Heian Jingu.
L’atmosfera unica che si respira in città riporta indietro nel tempo: un momento ideale per far riscoprire usi e costumi della vecchia Kyoto a residenti e turisti.
Sebbene nel corso degli anni il festival sia diventato in buona sostanza un’attrazione turistica, l’intento originale era quello di onorare l’imperatore Kanmu, colui che trasferì la capitale a Kyoto, e l’imperatore Komei, l’ultimo imperatore di Kyoto, e pregare per la pace e la prosperità di Kyoto.
In occasione del festival vengono utilizzati più di 12.000 reperti storici, ai quali si affiancano manufatti realizzati con meticolosità dagli artigiani della città.
Nel corso delle cinque ore di durata del festival, il centro della città viene completamente chiuso al traffico e le strade si affollano di residenti e turisti armati di macchine fotografiche.
Il festival iniziò ufficialmente nel 1895, 1.100 anni dopo il trasferimento della capitale a Kyoto, e commemora la fondazione del santuario Heian Jingu, costruito per tentare di rallentare il declino di Kyoto, a seguito del trasferimento della capitale nella sede attuale a Tokyo.
Il festival Jidai-Matsuri si pone l’obiettivo di raccontare il glorioso passato della città, attraverso costumi d’epoca e vari aspetti della tradizione, il tutto in una rievocazione storica scrupolosamente realistica e fedele: abbigliamento, oggetti d’arredo, attrezzi, musiche e danze concorrono a riportare la città indietro nel tempo per un giorno.
Le grandi donne della storia
Una parte del corteo è dedicata alle donne che hanno fatto la storia di Kyoto. I gruppi femminili sono stati introdotti nel 1950, quando il festival è ripreso dopo la guerra.
Tra i personaggi più facili da riconoscere ci sono le scrittrici di corte Murasaki Shikibu e Sei Shonagon, la poetessa Ono no Komachi e Tomoe Gozen, la donna samurai che combatteva a cavallo.
C’è anche Izumo no Okuni, la danzatrice considerata la madre del kabuki, insieme a principesse e dame del periodo Edo. Tutte indossano kimono a più strati e acconciature ricostruite con grande cura.
Il corteo, epoca per epoca
Ad aprire la sfilata è la banda di flauti e tamburi dell’Ishin Kinnoutai, che ricorda i volontari del villaggio di Yamaguni che combatterono per l’imperatore durante la restaurazione Meiji. Subito dietro sfilano i patrioti di fine Ottocento, tra cui Sakamoto Ryoma.
Il gruppo più scenografico è quello del periodo Edo: il lungo convoglio che lo shogun mandava alla corte imperiale di Kyoto, con funzionari a cavallo e palanchino. Poi arrivano le armature dei condottieri dell’epoca Azuchi-Momoyama, come Oda Nobunaga e Toyotomi Hideyoshi, i samurai del periodo Kamakura e i nobili della corte Heian.
Curiosa la storia del periodo Muromachi: per oltre un secolo è rimasto fuori dal corteo, perché gli shogun Ashikaga erano considerati traditori dell’imperatore. È entrato nella sfilata solo nel 2007.
Il corteo si chiude con i due mikoshi che portano gli spiriti degli imperatori Kanmu e Komei: è il momento più solenne della giornata.
Foto
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Creative Commons YOICHI NAKANISHI
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).