Sushi Ginza OnoderaA 243 metri
Catena con sushi ottimo.

Un quartiere di Kyoto sul lato est della città, ai piedi delle colline, dove si cammina in salita su stradine lastricate tra case di legno scuro, con una pagoda che spunta in fondo alle vie. Higashiyama è la zona che quasi tutti hanno in mente quando pensano a Kyoto: le scalinate di Sannenzaka e Ninenzaka, la pagoda Yasaka, i vicoli tra i muri di pietra e, in cima a tutto, il Kiyomizudera.
È adatto a chi viene a Kyoto per la prima volta e vuole vedere tante cose camminando, senza prendere mezzi. Di giorno però è sempre pieno, e il momento in cui ci andate decide quasi tutto.
Più che un elenco di monumenti, Higashiyama è una passeggiata in salita che parte dalla zona di Gion e arriva al Kiyomizudera, con deviazioni nei vicoli laterali. Questi sono i pezzi che secondo me contano:
La pagoda Yasaka apre l’interno solo in alcuni giorni, decisi di volta in volta, e comunque si guarda da fuori. è la prospettiva della strada che sale verso di lei. Il tratto da cui la si vede meglio di giorno è pieno di gente ferma in mezzo alla strada per la foto, che deve farsi da parte quando passa un taxi.
Lo Yasaka Koshindo in foto sembra più grande: è un cortiletto, e a metà giornata è occupato da ragazze in kimono a noleggio che aspettano il loro turno per mettersi davanti alle palline colorate. Di kimono a noleggio, in tutto il quartiere, ne vedrete a decine.
Sannenzaka e Ninenzaka sono in pratica una lunga fila di negozi. Se cercate case abitate e silenzio, lì non li trovate: i vicoli laterali come Ishibe-koji e le traverse verso Nene no Michi sono la parte che vi resta in mente, e la maggior parte della gente non ci mette piede perché segue la corrente verso il Kiyomizudera.
Al Kiyomizudera la terrazza di legno è il punto dove si accalcano tutti, gruppi di studenti in gita con il cappellino giallo compresi. Il portale rosso e le scale davanti sono più comodi per guardarsi intorno.
Rispetto alla fama, Higashiyama vi dà meno quiete di quella che promettono le foto e più strada di quanto pensiate, ma la sostanza c’è: è uno dei pochi posti in Giappone dove una via intera di case tradizionali è rimasta in piedi, e la zona è tutelata proprio per questo.
Ci torno quando ho amici dall’Italia alla prima volta a Kyoto, perché lì trovano tutto insieme quello che si aspettavano dal Giappone: legno scuro, tegole, botteghe e una pagoda in cima alla salita.
All’alba, senza discussioni. Prima che aprano i negozi le scalinate sono solo pietra e serrande abbassate, si sentono i passi e qualche bottegaio che spazza davanti alla porta, e la pagoda l’avete per voi e per due o tre fotografi.
Da metà mattina a metà pomeriggio è l’opposto: su Sannenzaka si scende e si sale a passo d’uomo, si fa la coda per entrare nei negozi e nel fine settimana arrivano i pullman.
La sera torna vivibile. Quando i negozi chiudono la pagoda resta illuminata, le lanterne davanti alle case si accendono e nelle vie passano poche persone, qualche coppia seduta sul bordo della strada e chi torna a cena.
Per la stagione, sakura e foglie rosse sono i periodi più belli e anche quelli in cui il quartiere scoppia, tra gite scolastiche e gruppi. La sorpresa è l’inverno: con la neve i tetti di tegole diventano bianchi, le vie si svuotano e la pagoda sotto la nevicata è la scena più bella che conosco di Kyoto. Con la pioggia invece le vie si riempiono di ombrelli.
Il quartiere si gira solo a piedi, e quasi sempre in salita. Sannenzaka è una scalinata vera, con gradini irregolari di pietra, e dopo arriva la salita verso il Kiyomizudera, con altre scale larghe davanti al portale.
Con il passeggino è dura: si può fare un giro più largo lungo le strade in pendenza, ma le scale non si evitano del tutto. Le scarpe comode non sono un consiglio di rito, sui gradini bagnati o con la neve si scivola davvero. C’è anche una vecchia superstizione locale per cui chi cade su Sannenzaka avrà sfortuna per anni: guardate dove mettete i piedi.
Ombra ce n’è poca, perché le case sono basse e le vie strette. D’estate, dopo mezzogiorno, tra il caldo e la folla la salita diventa pesante, e vi conviene spezzarla con una sosta seduti in una casa da tè o sul tatami dello Starbucks.
Higashiyama non si visita per un edificio preciso ma per la strada nel suo insieme, e quella strada cambia faccia a seconda dell’ora. Se ci arrivate a metà giornata vedrete soprattutto negozi e teste; se vi alzate presto o tornate dopo cena avete le vie di pietra e la pagoda come ve le eravate immaginate.
Alla prima volta a Kyoto è una sveglia all’alba che ripaga. Se invece odiate la folla e non avete voglia di anticipare la giornata, saltate le scalinate principali e tenetevi i vicoli laterali.
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Higashiyama
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).