Sashimi assortito servito in un piatto decorato presso l'izakaya Hatonoyu a Tokyo.

Hatonoyu

Un’izakaya a Gakugeidaigaku, la zona residenziale di Meguro dove i turisti non passano quasi mai, con un bancone a ferro di cavallo e le piastrelle da bagno pubblico sulle pareti. Da Hatonoyu si mangia cucina da osteria giapponese: sashimi, maiale brasato, fritti, verdure semplici, più qualche piatto che dal menu non ti aspetteresti, e una lista di sake che regge il confronto con locali ben più seriosi.
È il posto giusto per una serata fatta di piattini, senza cerimonie, in mezzo a gente del quartiere. Ci si sta bene anche da soli al bancone, ed è una di quelle tavole dove si finisce per ordinare tre volte più del previsto.

Piatti e prezzi

Il menu è lungo e cambia in parte con la stagione, ma la spina dorsale resta quella dell’osteria giapponese classica, rifatta con ingredienti migliori di quanto il prezzo lasci pensare. Si ordina un po’ alla volta, come viene, e i piatti arrivano in fretta.

  • Sashimi misto: pesce tagliato spesso, tre o quattro tipi a seconda del giorno, servito su ghiaccio
  • Pane con ikura: fetta tostata coperta di uova di salmone, che scoppiano in bocca una a una
  • Shabu shabu di sashimi: fette di pesce da passare pochi secondi nel brodo caldo, così restano crude all’interno
  • Kakuni con uovo marinato: pancetta di maiale brasata finché si sfalda con le bacchette, tuorlo ancora cremoso
  • Patatine croccanti con condimento speziato: tagliate spesse, salate e piccanti, il piatto che fa fuori la birra
  • Broccoli lessi con maionese: verdura sbollentata e basta, ancora soda, con una maionese densa a parte
Marco Togni mostra un piatto di sashimi con wasabi all'interno dell'izakaya Hatonoyu a Tokyo.
Presento al tavolo il vassoio di sashimi misto, il punto di partenza classico per testare la freschezza del pesce in un vero izakaya.
Due fette di pane con ikura e una fetta di burro servite su un piatto decorato all'izakaya Hatonoyu a Tokyo.
L'accostamento tra pane tostato, burro e uova di salmone sembra inusuale ma è una specialità molto richiesta da mangiare con le mani.

Il pane con ikura è il piatto che vi consiglio di prendere all’inizio e non a metà serata: è salato e grasso, e se arriva dopo il maiale brasato non lo apprezzate più. Le porzioni sono da piattino, non da piatto unico: in due si ordinano tranquillamente sei o sette cose e si esce sazi.
Il kakuni è il pezzo forte, perché la cottura è lunga davvero e il grasso si scioglie senza lasciare quella sensazione pesante che ti resta addosso per ore. I broccoli invece sono esattamente quello che sembrano, verdura bollita con una salsa: se cercate cucina elaborata quel piatto vi lascia indifferenti, se volete qualcosa di fresco tra un fritto e l’altro è perfetto. Tra i classici della casa ci sono anche la cotoletta d’agnello fritta e le frattaglie stufate al sale, i due piatti su cui il locale ha costruito il suo menu fin dall’apertura: se il kakuni vi è piaciuto, sono il passo successivo.
Per chiudere ci sono gli onigiri, piccoli e caldi, che a fine serata sistemano lo stomaco meglio di qualsiasi zuppa.

La sera si spende sui 3.000–4.000 yen a testa mangiando bene e bevendo tre o quattro cose; se vi mettete a esplorare la lista dei sake si arriva senza accorgersene a 4.500–5.000. A pranzo i set costano sui 1.000–1.300 yen e comprendono riso, zuppa e contorni.
Per quello che portano in tavola è economico, e non di quel poco che fa gridare all’affare: il sashimi da solo, in altre zone della città, ve lo fanno pagare quasi il doppio.
Ci torno perché quando ho voglia di una serata lunga fatta di piattini e sake, senza dover scegliere tra mangiare bene e spendere poco, questo è uno dei primi nomi che mi vengono in mente.

Com’è dentro

Il bancone a ferro di cavallo occupa quasi tutta la sala e ti mette faccia a faccia con chi sta dall’altra parte: si vede cosa hanno ordinato gli altri, e metà delle mie scelte nascono così. Ai lati ci sono i tavoli, in fondo una zona rialzata dove stanno i gruppi.
Le pareti sono grigie, con piastrelle vecchie a chiazze e qualche oggetto da bagno pubblico appeso qua e là, più un mobile di recupero pieno di bottiglie di shochu. Niente atmosfera da museo, però: la luce è chiara e forte, non c’è la penombra da locale alla moda.

I posti sono una quarantina in tutto, incastrati in uno spazio dove si passa uno alla volta dietro le sedie del bancone. Quando è pieno si sente tutto, il rumore delle padelle, le ordinazioni urlate, il tavolo accanto che ride.
È un locale rumoroso, e questa per me è la parte bella: non è il posto per una conversazione delicata, è il posto dove alzi la voce e ridi anche tu.

Cosa si beve

La carta dei sake è la cosa che alza il livello di tutto il resto. Ce ne sono sempre diversi alla mescita e cambiano, con il personale che ti dice senza troppi giri quale è secco e quale dolce.
Chi non beve sake ha comunque scelta larga: birra alla spina, chuhai al limone o al tè verde, hoppy, highball. Ci sono anche gli shochu aromatizzati fatti da loro, quello al caffè e quello all’ume, che sono dolci e vanno bene a fine serata più che all’inizio.

I prezzi dei bicchieri sono da osteria di quartiere, e questo cambia parecchio il conto finale. Se volete capire cosa vi piace, ordinate due sake diversi e fateveli portare insieme: il confronto lo capite subito, anche senza saperne nulla.

Servizio e clientela

Il personale corre ma non ti mette fretta, e ti lascia in pace se sei da solo al bancone: nessuno ti fa domande su da dove vieni, ti portano il piatto e via. Alla fine ti accompagnano fuori dalla porta e ti salutano da lì, cosa che in un posto così informale non ti aspetti.
La clientela è giovane, con tante donne e parecchie coppie, gente che esce dal lavoro e si ferma prima di tornare a casa. A pranzo cambia tutto e si riempie di persone sole che mangiano un set in venti minuti guardando il telefono.

Nel fine settimana capita di trovarlo pieno e di aspettare fuori sul marciapiede qualche minuto. Non è una fila da ore, ma se siete in quattro o cinque mettete in conto che possa non esserci spazio subito.
Si paga in contanti, per cui tenete qualcosa nel portafoglio prima di sedervi, soprattutto se pensate di andare avanti a sake.

In breve

Pro:

  • Sashimi e kakuni di livello alto per quello che si spende
  • Sake alla mescita con scelta ampia e prezzi da osteria
  • Sala viva, rumorosa, con gente del posto e non turisti

Contro:

  • Solo contanti
  • Rumore alto e tavoli vicini, non è il posto per parlare tranquilli

Ideale per: una cena lunga a base di piattini e bicchieri, anche da soli al bancone

Atmosfera: luce chiara, piastrelle vecchie, bancone a ferro di cavallo sempre pieno

Patatine fritte a spicchi con condimento speziato servite in un piatto di ceramica decorato al ristorante Hatonoyu.
Le patatine fritte coperte da una spessa dose di spezie rosse accompagnano le bevande. La polvere è molto saporita ma meno piccante di quanto l'aspetto suggerisca.
Un onigiri ripieno al Hatonoyu servito su un piattino con sottaceti rossi accanto ad altri piatti consumati.
Un onigiri avvolto nell'alga nori chiude sempre il pasto secondo la tradizione. I sottaceti rossi servono a pulire il palato dai sapori forti prima di alzarsi.

Conclusione

Quello che mi resta in testa uscendo da Hatonoyu è il rumore: le voci che si accavallano, le padelle, e tu che alzi la voce insieme a tutti gli altri. Sedetevi al bancone anche se siete in due, perché la metà delle cose buone le scoprite guardando il piatto di chi vi sta di fronte.
Se ci passate una volta sola, partite dal pane con ikura e finite col kakuni, poi un onigiri caldo quando pensate di aver chiuso. Fatevi portare due sake diversi insieme e confrontateli, è la parte della serata che vi ricorderete meglio. Di izakaya così, dove il pesce è tagliato davvero bene e la sala è piena di gente del quartiere, a Tokyo ce ne sono poche: andateci affamati.

Come arrivare

Dalla stazione di Gakugei-daigaku, sulla linea Tokyu Toyoko, prendete l'uscita ovest: il locale è a 2 minuti a piedi, al piano terra di un edificio basso.
Da Shibuya ci vogliono una decina di minuti, ma solo con i treni locali: gli espressi non fermano a Gakugei-daigaku.

Informazioni utili

Nome: Hatonoyu
Orario: Lunedì - Venerdì: dalle 15 alle 0; Sabato - Domenica: dalle 11:30 alle 0
Prenotazione: Consigliata nel weekend per la cena, soprattutto se siete in quattro o più: si prenota online, solo per la sera. Senza prenotazione, il venerdì e il sabato capita di aspettare fuori.
Consigli utili: Sedetevi al bancone a ferro di cavallo anche se siete in due: guardando i piatti di chi sta di fronte scoprite cosa ordinare. E fatevi portare il pane con ikura all'inizio, non dopo il kakuni.
Trasporti:
  • Stazione Gakugei-daigaku (Tokyu Toyoko): uscita ovest
Indirizzo: 3-chōme-8-15 Takaban, Meguro City, Tokyo 152-0004, Japan
Sito Internet: Hatonoyu
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).