Marco Togni tiene un piatto di gyoza alla piastra a Gyoza no Fukuho in un ristorante di Tokyo.

Gyoza no Fukuho

Una catena di ristoranti specializzati in gyoza, con locali sparsi per Tokyo e la sede principale a Shinjuku, dove i ravioli sono piccoli, con la pelle sottile e il ripieno pieno di verdura.
Da Gyoza no Fukuho li fanno in tre cotture, alla piastra, bolliti e fritti, e si ordinano a piattini da sei pezzi o a vassoioni da venti, trenta e quaranta da dividere in tavolata. La cosa che vi tornerà più utile è che potete chiederli senza aglio e senza nira, l’erba cipollina cinese.
È il posto giusto per un pranzo rapido da soli, per una cena in compagnia con i vassoi in mezzo al tavolo e per chi vuole mangiare gyoza sul serio invece di prenderli come contorno del ramen.

Piatti e prezzi

Il menu è quasi tutto gyoza: tre cotture, qualche contorno freddo, due ciotole di riso e un paio di dolci. I piattini standard sono da sei pezzi e costano poco, così invece di scegliere ne ordinate tre diversi e li mettete in mezzo al tavolo.
Se siete in tre o quattro, i vassoi grandi da venti, trenta o quaranta pezzi sono il modo più sensato di mangiare qui, e diviso per quattro il conto del vassoio da quaranta resta basso. I contorni non sono un riempitivo: cetrioli al miso, cavolo sottaceto, bardana fritta e tofu in salsa dandan servono a spezzare il ritmo tra un piatto e l’altro. Prendetene uno o due da mettere in mezzo, perché puliscono la bocca e vi fanno arrivare al terzo giro di gyoza con più fame.

  • Yaki gyoza: quelli alla piastra, fondo croccante e pelle sottilissima, il ripieno resta succoso ma non unge
  • Sui gyoza: bolliti, la pelle diventa morbida e un po’ elastica, il sapore della verdura si sente molto di più
  • Age gyoza: fritti, croccanti fuori e caldissimi dentro, sono i più diretti dei tre
  • Vassoio grande: venti, trenta o quaranta pezzi alla piastra su un unico piatto, da attaccare in compagnia
  • Set del pranzo: un piatto di gyoza con riso, zuppa e un contorno di germogli di soia
  • Tori-tama gohan: ciotola di riso con pollo e uovo, per chiudere quando i ravioli non bastano
Marco Togni tiene un piatto di gyoza alla piastra a Gyoza no Fukuho in un ristorante di Tokyo.
In questo locale i classici ravioli alla piastra sono la specialità principale. Qui mostro una porzione standard da sei pezzi servita sul piatto con il logo.
Marco Togni tiene in mano una ciotola di gyoza fritti a Gyoza no Fukuho all'interno del ristorante a Tokyo.
Per variare le consistenze è utile ordinare anche la versione fritta. La panatura esterna risulta molto croccante e contrasta bene con il ripieno morbido.

Il primo avviso è sulla taglia: sono ravioli piccoli, da un boccone, non i gyoza grossi e carichi di carne macinata che trovate nelle catene cinesi.
Il ripieno tira più sulla verdura che sulla carne, per cui il sapore è delicato e non vi resta addosso: chi cerca il colpo grasso e salato in bocca qui non lo trova.
I fritti sono la sorpresa vera: non è la cottura che ci si aspetta da un posto di gyoza, eppure chi è di casa li ordina come secondo giro, con la pelle che diventa una sfoglia croccante.

Sul rapporto qualità-prezzo non c’è discussione: si spende poco per quello che arriva in tavola. A pranzo si esce con 600–1.000 yen a testa grazie ai set, la sera con qualcosa da bere si sta sui 1.500–2.000 yen, e parliamo di ravioli tirati sottili e cotti al momento, non di roba surgelata scaldata in fretta.
Per quello che pago, la differenza con i gyoza da izakaya qualunque si sente al primo morso. Quando ho voglia di gyoza è il primo nome che mi viene in mente, perché con poco più di mille yen assaggio tutte e tre le cotture.

Aglio sì o no

La scelta senza aglio e senza nira non è un dettaglio da poco, e secondo me è il motivo per cui così tanta gente torna in questa catena. Ordinate, vi chiedono come li volete, e la cucina prepara la versione giusta.
Cambia tutto se dovete tornare in ufficio, se avete un appuntamento dopo o se dormite in un hotel con le pareti sottili: mangiate gyoza a pranzo e nessuno se ne accorge.

La versione senza aglio non è la fotocopia dell’altra. Manca quella spinta pungente che ti resta in gola e il ripieno diventa più dolce, più vegetale.
Il mio consiglio è di provarli entrambi nella stessa cena, un piatto per tipo: la differenza si capisce in tre morsi e poi decidete voi da che parte state.

Fette di cetrioli con salsa in una ciotolina bianca su un tavolo di legno al ristorante Gyoza no Fukuho a Tokyo.
I cetrioli freschi conditi con salsa sapida servono a pulire il palato. Sono un contorno essenziale per spezzare il sapore intenso della carne di maiale.
Ciotola di riso con carne e uovo servita al ristorante Gyoza no Fukuho a Tokyo.
Chi desidera un pasto più sostanzioso può aggiungere questa ciotola di riso con carne sfilacciata e uovo morbido, ideale per accompagnare i ravioli.

Com'è dentro

I locali della catena si assomigliano parecchio: un bancone dove si mangia da soli, tavolini da due che vengono accostati quando arriva un gruppo, luce bianca e niente arredi da fotografare. Non sono posti grandi e ci si sente parlare da un tavolo all’altro.
Il soffitto alto aiuta: l’aria non diventa mai quella pesante di fritto e fumo che ti appiccica la maglietta.

Il servizio va di corsa ma senza scortesia. In alcune sedi si ordina dal tablet sul tavolo, in altre si chiama il personale, e i gyoza arrivano pochi minuti dopo perché li cuociono a ondate continue.
Il menu esiste anche in inglese e nella sede di Shinjuku metà sala parla lingue diverse dal giapponese, mentre l’altra metà sono gente del quartiere e impiegati da soli con il piattino e una birra. Nessuno vi guarderà male se restate mezz’ora a tavola, ma nemmeno vi diranno di prendervela comoda: qui si mangia, si beve e si lascia il posto.

L'interno del ristorante Gyoza no Fukuho a Tokyo con un tavolino rotondo in primo piano e il bancone cucina sullo sfondo.
L'ambiente interno è compatto e orientato al consumo veloce. I cuochi lavorano a vista dietro il bancone e le lavagnette in legno indicano i piatti del giorno.
Tavolo rotondo con due sgabelli rossi all'interno del ristorante Gyoza no Fukuho.
I tavolini rotondi con sgabelli essenziali ottimizzano lo spazio ridotto del locale. Tenete borse e zaini vicini alle gambe per non intralciare il passaggio.

Fila e servizio

L’attesa è la cosa da mettere in conto. Fuori dalla porta c’è un foglio dove scrivete il vostro nome e se volete il bancone o il tavolo, poi si aspetta in piedi finché non vi chiamano.
Nelle ore buone della sera si arriva a una ventina di nomi in lista e possono passare venti o trenta minuti prima di entrare.

La fila si muove bene perché il personale gestisce il ricambio senza tempi morti: appena si libera un tavolo lo puliscono e chiamano il nome successivo.
Se siete in due, il bancone è la scorciatoia e passate davanti ai gruppi che aspettano il tavolo grande. E se odiate aspettare in piedi, puntate sul pranzo nei giorni feriali, quando chi entra da solo trova posto quasi subito e il giro dei set è rapidissimo.

In breve

Pro:

  • Tre cotture diverse, con la pelle tirata sottile e i ravioli cotti al momento
  • Si può scegliere la versione senza aglio e senza nira
  • Conto basso anche ordinando i vassoi grandi

Contro:

  • Ravioli piccoli, lontani dai gyoza carichi di carne
  • Nelle ore di punta si aspetta fuori in piedi

Ideale per: una cena in gruppo dove si ordina a raffica senza svuotare il portafoglio, o un pranzo veloce da soli al bancone

Atmosfera: sala luminosa e rumorosa, tavolini ravvicinati, misto di gente del posto e stranieri

Da ordinare: un piatto per cottura, alla piastra, bollito e fritto, per capire quale preferite

Gyoza al vapore serviti in una ciotola nera presso il ristorante Gyoza no Fukuho a Tokyo.
La variante al vapore si distingue per la sfoglia bianca e scivolosa. Risulta molto più leggera rispetto alle altre cotture ed è ottima con abbondante soia.
Diverse ciotole con gyoza e riso su un tavolo di legno all'interno del ristorante Gyoza no Fukuho a Tokyo.
Disposizione tipica di un ordine completo, con le portate servite tutte insieme in ciotole scure. Il servizio rapido permette di consumare un pasto in poco tempo.

Conclusione

Quello che resta uscendo è il rumore: tavolini accostati, piattini vuoti che si accumulano, gente che brinda con la birra in mano. Ordinate i fritti per ultimi, quando siete già dentro il ritmo e la pelle croccante arriva bollente sul tavolo: è il momento in cui capite perché la lista fuori dalla porta si riempie.
Sedetevi al bancone se siete soli e guardate la piastra lavorare, oppure prendete un vassoio grande in tavolata e mettetelo in mezzo, così ognuno pesca il suo. Di posti di gyoza a Tokyo ce ne sono a centinaia, ma questo è quello che consiglio senza pensarci due volte: andateci e cominciate dalla piastra.

Informazioni utili

Nome: Gyoza no Fukuho Shinjuku Gyoenmae
Orario: Lunedì - Venerdì: dalle 11:30 alle 15 e dalle 17 alle 22; Sabato - Domenica: dalle 11:30 alle 22
Indirizzo: Japan, 〒160-0022 Tokyo, Shinjuku City, Shinjuku, 2-chōme−8−6 KDX新宿286ビル 1階
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Gyoza no Fukuho Shinjuku Gyoenmae

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Nome: Gyoza no Fukuho Yoyogi Hachiman
Orario: Lunedì: dalle 11:30 alle 14 e dalle 17 alle 22; Martedì - Venerdì: dalle 11:30 alle 15:30 e dalle 17 alle 22; Sabato - Domenica: dalle 11:30 alle 15 e dalle 16:30 alle 22
Indirizzo: Japan, 〒151-0063 Tokyo, Shibuya, Tomigaya, 1-chōme−3−12 エムプレイス富ヶ谷店 1F
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).