A 5553 metriMonte BandaiA 5553 metri
Vulcano dormiente.
©aki_tk - ShutterstockLaghetti colorati a Urabandai, nel nord della prefettura di Fukushima, sotto il monte Bandai: una passeggiata nel bosco dove l’acqua cambia colore da uno stagno all’altro e dentro lo stesso stagno. Verde smeraldo, turchese, un blu che sembra tinto con la vernice.
Goshikinuma è un gruppo di una trentina di specchi d’acqua nati da una frana della montagna, collegati da un sentiero nel bosco quasi piatto, con qualche apertura da cui si vede il Bandai intero. Ci vanno famiglie con bambini, signori in scarpe da città e gente con il treppiede, e va bene per tutti.
Se state girando quella parte del Tohoku e avete una giornata libera, per me è la prima cosa da mettere in programma.
Il sentiero passa accanto a otto stagni principali, uno dietro l’altro, e ognuno ha un colore suo.

Vi avviso subito che la maggior parte della gente cammina dieci minuti a partire da Bishamon-numa, scatta la foto con la montagna e torna indietro. Così si perde la parte centrale, che è quella migliore. Ruri-numa e Ao-numa stanno in mezzo al percorso e non si vedono in nessun altro modo che camminando.
Con il cielo coperto il discorso cambia parecchio. I colori vengono fuori con la luce diretta: sotto le nuvole l’acqua diventa grigioverde e resta una bella passeggiata nel bosco, ma non quella per cui si viene fin qui.
Non è un anello. Si entra da un capo e si esce dall’altro, e chi vuole tornare al punto di partenza rifà la stessa strada al contrario. Lungo il percorso non ci sono bagni né distributori di bevande, perciò l’acqua portatevela da casa.
Ci torno appena riesco, e sempre per Ruri-numa: è il posto dove mi fermo più a lungo, perché il blu dell’acqua e la montagna stanno dentro la stessa inquadratura senza bisogno di spostarsi di un metro, e in quel punto il vociare della gente resta indietro e si sentono solo i campanelli antiorso in lontananza. Quattro chilometri scarsi per una cosa che non trovo da nessun’altra parte in Giappone mi sembrano un affare.

La mattina presto è un altro posto. L’acqua è ferma, il Bandai si riflette dentro Ruri-numa come in uno specchio, e sul sentiero incrociate quattro persone in croce.
A metà giornata, soprattutto nel fine settimana, la parte iniziale si riempie: si cammina in fila indiana sul tratto stretto vicino a Bishamon-numa e intorno alle barche c’è un capannello fisso. Basta andare avanti e dopo il terzo stagno il traffico si dirada da solo.
Il periodo delle foglie rosse, tra metà e fine ottobre, è la stagione più bella e insieme la più affollata: gli aceri rossi sopra l’acqua turchese sono una combinazione che da sola giustifica il viaggio, ma sul sentiero si procede a passo d’uomo. Se potete scegliete un giorno feriale.
In primavera il verde nuovo dei faggi tiene il bosco chiaro e l’acqua ancora più accesa. In estate si cammina quasi tutto il tempo all’ombra, il che aiuta parecchio, ma servono maniche lunghe e pantaloni lunghi per gli insetti.
D’inverno il percorso si fa con le ciaspole, la neve è alta e il contrasto tra bianco e blu è il più netto dell’anno: chi ci si mette deve però essere attrezzato sul serio, non è una passeggiata da giacchetta leggera.
Con la pioggia non ci andrei. I colori spariscono, i sassi sul sentiero diventano scivolosi e il fondo si impasta.

Il dislivello è ridicolo, una quarantina di metri in tutto, e non ci sono salite vere. Detto questo, non è un vialetto asfaltato: il fondo è di terra battuta con sassi che spuntano, radici e qualche passerella di legno, e dopo la pioggia o quando si scioglie la neve ci sono pozze di fango da scavalcare.
Scarpe chiuse con una suola che tenga, sempre. Le scarpe da ginnastica lisce scivolano sulle pietre bagnate e chi arriva con i sandali si pente dopo dieci minuti.
Con i bambini che camminano da soli si fa benissimo, ed è anzi uno dei posti dove si trovano meglio, perché ogni poche centinaia di metri c’è un colore nuovo da guardare e non si annoiano. Con il passeggino scordatevelo: ci sono gradini, tratti stretti e radici ovunque.
Siamo in una zona di orsi e la cosa è presa sul serio da tutti. Quasi tutte le persone che incrociate hanno un campanello appeso allo zaino e lo sentite arrivare da lontano: fate rumore anche voi, soprattutto se siete in due o da soli nei tratti di bosco chiuso.
Il punto che rende di più è la piattaforma di Ruri-numa, ed è anche quello dove in autunno si forma un piccolo assembramento di treppiedi, ma lo spazio per infilarsi si trova.
La seconda è Bishamon-numa dalla riva vicino alle barche, con la montagna sullo sfondo e le carpe colorate in primo piano: è la foto classica del posto e vi tocca aspettare il vostro turno.
Ao-numa dà il massimo con il sole alto, quando la luce entra nell’acqua e il blu diventa quasi elettrico. Yanagi-numa invece va preso presto, quando non c’è vento e la superficie è immobile.
Tra le carpe di Bishamon-numa ce n’è una con una macchia rossa a forma di cuore sul fianco, e vederla porta fortuna. Mezza folla sul pontile sta lì per quello.

Si viene qui per il colore dell’acqua, non per la camminata in sé: il sentiero è comodo e onestamente normale, sono gli stagni a essere fuori scala rispetto a tutto il resto. Per questo conta più il meteo che l’orario o la stagione.
Chi cerca un’escursione impegnativa o un panorama dall’alto resterà a bocca asciutta, e chi si ferma al primo stagno farebbe meglio a non partire proprio. A tutti gli altri dico di andarci con il sole e di arrivare fino all’ultimo stagno.
Questo posto è su MarcoMaps
Goshikinuma
La mia mappa del Giappone: oltre 4.000 luoghi provati da me, ognuno con foto, voto e orari. Filtri per categoria e voto, veg friendly, e i posti vicino a te col GPS. Senza registrazione, dal telefono.


Goshikinuma - lì vicino trovate:
A 5553 metriVulcano dormiente.
A 19369 metriCollina ricca di storia.
A 22107 metriRoccaforte dei samurai.
Fioriture coltivate e sentieri panoramici.
A 40231 metriSplendido villaggio rurale.
Ciliegio piangente millenario.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).