Interno della Good Life Fair a Tokyo con numerosi stand espositivi, visitatori e insegne in giapponese nel padiglione.

Good Life Fair

Good Life Fair è una di quelle fiere di Tokyo dove si entra per curiosità e si esce con le borse piene. La organizza una volta l’anno il quotidiano Asahi Shimbun al Tokyo Big Sight, il grande centro fieristico sulla baia, e mette insieme centinaia di aziende, piccoli produttori e amministrazioni locali che parlano tutti di vivere meglio: cibo, casa, salute, oggetti per la vita di tutti i giorni.
Tra le cose che mi interessano di più ci sono i prodotti biologici e i piatti vegani, che qui si trovano con una facilità rara per il Giappone. Qui sotto trovate come funziona, cosa aspettarsi e come organizzarvi per non uscire stremati dopo due ore.

Marco Togni sorride davanti a un pannello colorato alla Good Life Fair di Tokyo tenendo in mano un badge identificativo.
Mostro il pass di ingresso davanti ai cartelloni tematici dell'evento. Per evitare code all'ingresso è sempre meglio completare la registrazione online prima di arrivare.
Borse e pochette fatte con linguette di lattine in esposizione alla Good Life Fair di Tokyo.
Borse e pochette rigide realizzate intrecciando linguette di lattine riciclate. Un modo concreto per vedere come gli scarti industriali diventano accessori di design resistenti.

Che cos’è

In giapponese si scrive Good Life フェア ed è un grande salone dedicato allo stile di vita sostenibile, cioè a tutto quello che riguarda il consumo più attento, la salute e le scelte di tutti i giorni. La prima edizione si è tenuta nel 2022, e da allora si ripete ogni anno tra settembre e ottobre, di solito per tre giorni dal venerdì alla domenica.
I numeri sono quelli di una fiera vera: oltre 500 espositori, più di 600 stand e decine di migliaia di visitatori in tre giorni. Occupa alcuni padiglioni del Tokyo Big Sight, e già questo vi dice che non è un mercatino di quartiere.

Non è però una fiera solo per addetti ai lavori. Il venerdì c’è una presenza maggiore di aziende e compratori, mentre nel fine settimana arrivano soprattutto famiglie e persone tra i trenta e i cinquant’anni venute a curiosare, assaggiare e comprare.
Insieme alla Good Life Fair si svolgono di solito anche altri eventi collegati, come Biofach Japan, la fiera del biologico legata alla famosa manifestazione tedesca, e Asia Dive Expo Japan, dedicata alle immersioni. Con lo stesso biglietto si entra anche lì, per cui in una giornata si vede parecchio.

Una confezione bianca di sandwich al cioccolato vegano su un vassoio di legno alla Good Life Fair di Tokyo.
Le confezioni dei dolci sono curate nel dettaglio. Controllate le etichette dorate del sandwich al cioccolato per verificare subito l'assenza di glutine e zuccheri raffinati.
Una statua della mascotte Kewpie su un banco alla Good Life Fair di Tokyo, con dietro persone in uno stand espositivo.
La celebre mascotte Kewpie in versione verde si nota sui banchi espositivi. Molti marchi storici giapponesi presentano qui le loro nuove linee dedicate al consumo sostenibile.

Biglietto e registrazione

Il biglietto per il pubblico costa poco per gli standard di Tokyo: sui 1.000 yen se lo prendete in anticipo, qualcosa in più se lo comprate il giorno stesso. Ragazzi e bambini fino alle superiori entrano gratis, e chi arriva per lavoro o con un invito di un espositore di solito non paga.
La cosa da non dimenticare è la registrazione online sul sito ufficiale, obbligatoria anche per chi entra gratis. Dopo la registrazione si riceve una mail, si entra nella propria pagina personale e da lì si scarica il pass d’ingresso, da stampare oppure da mostrare sullo schermo del telefono all’accettazione.

Vi consiglio di fare tutto a casa con calma qualche giorno prima. Il modulo è in giapponese e la procedura richiede qualche minuto, e farla in fila all’ingresso con il telefono in mano e la connessione che va e viene non è piacevole. Visto che prezzi e regole possono cambiare da un’edizione all’altra, controllate sempre le informazioni aggiornate sul sito prima di andare.

Marco Togni tiene in mano una confezione di panini vegano, non è carne! durante la Good Life Fair a Tokyo.
Assaggio la variante vegana del tipico sandwich alla carne. Il sapore della farcitura vegetale inganna il palato, una dimostrazione pratica dei passi avanti fatti nel settore.
Cubi educativi in legno incisi con simboli e testo in hiragana all'interno di una scatola presso la Good Life Fair.
Questi blocchi di legno con incisioni sono pensati per la didattica infantile. Toccando le icone si può apprezzare la finitura naturale del materiale privo di vernici tossiche.

Cosa si trova

Il bello di questa fiera è che quasi tutto si può toccare, provare e comprare. Gli stand sono divisi in aree tematiche: acquisti, assaggi ed esperienze, salute e bellezza, casa e comfort, biologico e sostenibilità, più una zona dedicata ai prodotti regionali.
Nella parte delle regioni ci sono comuni e prefetture da tutto il Giappone che fanno assaggiare le loro specialità e cercano di convincerti a trasferirti da loro. Sembra strano, ma è una delle zone più vive, con persone del posto che raccontano la loro città e piccoli questionari per capire se saresti adatto alla vita di campagna.

Poi ci sono cosmetici naturali, oggetti in materiali riciclati, prodotti per la casa, mobili artigianali con piccoli laboratori pratici, e una parte dedicata alla prevenzione dei disastri naturali. In Giappone è un tema sentitissimo, e in fiera trovate kit di emergenza e prodotti pensati per essere usati sia nella vita normale sia durante un terremoto.
Su vari palchi si alternano tutto il giorno talk, seminari e ospiti famosi della televisione giapponese. Se non capite il giapponese questa parte vi interesserà poco, ma quando c’è un nome noto si formano capannelli di gente che rallentano il passaggio nei corridoi.

Uno stand di CRAZY DAYS alla Good Life Fair di Tokyo con due persone che servono bottiglie di sidro di mele.
Al bancone in legno si servono bicchieri di sidro artigianale. Scansionando il codice presente sul tavolo si accede alla storia dei meleti e dei metodi di fermentazione naturali.
Uno stand espositivo di Green Kewpie alla Good Life Fair di Tokyo con addetti al banco che servono campioni ai visitatori.
Il personale in grembiule distribuisce campioni omaggio in continuazione. Mettetevi in fila senza indugio per provare le nuove salse vegetali prima che esauriscano le scorte.

Cibo vegano e biologico

Per chi segue un’alimentazione vegana o vegetariana, questa fiera è una piccola occasione. Nelle edizioni passate c’è stata un’area chiamata Plant-Based Market, con prodotti di origine solo vegetale, e in generale il tema vegetale ritorna in molti stand sparsi per i padiglioni.
Tra le cose che si trovano ci sono gelati a base di soia, dolci giapponesi senza ingredienti animali, curry vegani, ramen con brodo vegetale, carne di soia in varie versioni e piatti da mangiare subito. Molti stand fanno assaggiare, e diversi prodotti si possono comprare sul posto.

Ve lo dico sinceramente: a Tokyo trovare cibo vegano non è impossibile, ma fuori dai locali specializzati serve pazienza, perché il brodo di pesce finisce ovunque, anche dove non te lo aspetti. Qui invece la parola vegano è scritta chiaramente sui cartelli e si parla direttamente con chi fa il prodotto, che spesso sa rispondere a domande su ingredienti e allergeni.
Quando qualcuno mi chiede dove fare scorta di prodotti vegani o biologici giapponesi da provare, questa è una delle prime cose che mi vengono in mente, soprattutto se il viaggio cade in quel periodo. La parte biologica, legata a Biofach Japan, aggiunge tè, riso, condimenti, succhi e prodotti agricoli certificati.

Piatti pronti vegani in ciotole trasparenti esposti su una tovaglia a pois verdi alla Good Life Fair di Tokyo.
Le vaschette espongono porzioni di riso, verdure julienne e tofu al pesto. Leggete i cartellini per scegliere il pranzo in base alle vostre specifiche esigenze alimentari.
Hamburger vegano e crocchette vegetali esposti su piatti di legno alla Good Life Fair di Tokyo.
Questo espositore mostra piatti identici a quelli tradizionali. Le riproduzioni in resina servono proprio a far capire le porzioni esatte servite dalle cucine dello stand.

Mangiare e bere

Oltre agli assaggi negli stand c’è una vera zona dedicata al cibo, con furgoncini che cucinano e vendono piatti pensati per sprecare meno o valorizzare prodotti locali. Si trovano succhi e frullati di frutta biologica, specialità delle isole di Tokyo, piatti a base di pesce e riso e, in varie edizioni, anche opzioni vegane come il ramen vegetale.
I prezzi sono quelli tipici delle fiere: un frullato o un succo sui 400–500 yen, un piatto completo tra i 1.000 e i 2.000 yen. Non è un pranzo economico, ma nemmeno caro per un evento di questo tipo.

Chi beve birra trova spesso uno spazio con birrifici artigianali da diverse regioni del Giappone, da provare uno dopo l’altro con un passaporto dei timbri. Per chi viaggia è un modo comodo per assaggiare birre che fuori dalla loro prefettura si trovano poco.
A me piace proprio perché si mangia bene senza uscire dalla fiera. Il Tokyo Big Sight è un po’ isolato e fuori ci sono pochi posti comodi, quindi pranzare dentro fa risparmiare tempo e fatica.

Con i bambini

Ragazzi fino alle superiori entrano gratis, e in fiera ci sono tante famiglie con bambini piccoli, soprattutto nel fine settimana. Una parte dei contenuti è pensata apposta per loro: laboratori pratici, attività sulla prevenzione dei disastri e seminari dove si impara qualcosa giocando, oltre a eventi speciali come le finali di una gara di programmazione per bambini delle elementari.
Spesso c’è anche una raccolta di timbri che porta in giro per i padiglioni, e i bambini la seguono con molto più entusiasmo dei genitori. Per chi è in viaggio con figli è una giornata al coperto, utile anche se piove o fa ancora caldo.

Non la vedo adatta invece a chi ha poca pazienza con la folla. Nel fine settimana, soprattutto a metà giornata, alcuni corridoi si riempiono e con il passeggino ci si muove a fatica. Se potete, andate presto la mattina.

Consigli pratici

La fiera è enorme e il rischio è camminare per ore guardando tutto e senza ricordarsi niente. Il consiglio più utile che posso darvi è scegliere prima tre o quattro aree che vi interessano davvero e partire da quelle, lasciando il resto per quando vi avanza tempo.
Prima di andare, tenete a mente queste cose:

  • Registratevi e scaricate il pass: così all’ingresso basta mostrare lo schermo o il foglio stampato.
  • Scarpe comode: tra un padiglione e l’altro si fanno parecchi chilometri senza accorgersene.
  • Borsa grande e pieghevole: tra campioni omaggio, volantini e acquisti le mani si riempiono in fretta.
  • Un po’ di contanti: nei piccoli stand dei produttori non sempre si paga in altro modo.
  • Programma sul sito: i laboratori più richiesti si riempiono presto e alcuni vanno prenotati dalla pagina personale.

Per il tempo da dedicare, mettete in conto almeno mezza giornata. Se volete pranzare dentro, fermarvi agli assaggi e vedere anche le fiere collegate, la giornata intera se ne va facilmente.

Uno stand della Good Life Fair a Tokyo con una sauna in legno, una vasca per immersione e schermi informativi.
Nello stand si osservano cabine sauna in legno per uso domestico. I monitor chiariscono i consumi e gli ingombri per chi valuta un'installazione nel proprio appartamento.
Una vasca nera per immersione in acqua fredda con il logo SaunaHax in uno stand della Good Life Fair a Tokyo.
La vasca per l'immersione a freddo completa il percorso benessere domestico. L'unità compatta laterale è il dettaglio tecnico fondamentale per gestire le terapie di contrasto.

Come arrivare

Il Tokyo Big Sight si trova ad Ariake, nella zona di Odaiba, sulla baia di Tokyo. Le due stazioni più comode sono Tokyo Big Sight sulla linea Yurikamome, il treno senza conducente che parte da Shimbashi, e Kokusai-Tenjijo sulla linea Rinkai, collegata direttamente con Shinjuku e Shibuya da alcuni treni della JR Saikyo.
Dalla Yurikamome si arriva quasi davanti all’ingresso, mentre dalla linea Rinkai si camminano pochi minuti. Il viaggio sulla Yurikamome è più lento ma passa sopra il Rainbow Bridge e offre una bella vista sulla baia.

Controllate sul sito in quale padiglione si svolge la fiera, perché il Big Sight è diviso in più edifici e dall’ingresso sbagliato si possono fare dieci minuti di camminata in più. Se volete sfruttare la giornata, dopo la fiera potete fare un giro a Odaiba, che è a poche fermate.

Una folla di persone visita gli stand della fiera Good Life Fair a Tokyo, esplorando proposte per uno stile di vita vegano.
I corridoi del padiglione garantiscono un passaggio fluido tra gli stand. L'abbigliamento a strati è indispensabile vista la temperatura tenuta bassa in questi enormi spazi.
La mascotte gialla e bianca Tokororon è seduta su un banchetto espositivo alla Good Life Fair di Tokyo.
La mascotte Tokoron sponsorizza i prodotti agricoli della sua zona. È frequente trovare questi personaggi per attirare l'attenzione sulle eccellenze locali a chilometro zero.

Vale la pena?

Se vi trovate a Tokyo nei giorni della fiera e vi incuriosiscono cibo biologico, prodotti vegani o semplicemente il modo in cui i giapponesi pensano la vita di tutti i giorni, secondo me sì. Il biglietto costa poco, gli assaggi sono tanti e si vedono prodotti introvabili nei negozi normali.
Non la metterei invece al centro di un viaggio breve, di quelli con pochi giorni e mille cose da vedere, a meno che il cibo vegano non sia proprio una vostra priorità. Io onestamente la vedo come una mezza giornata diversa, da incastrare tra un quartiere e l’altro, magari un venerdì mattina quando c’è meno gente. Voi ci andreste per mangiare o per curiosare tra gli stand?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).