A 14165 metriMuseo d'arte TokugawaA 14165 metri
Per capire anche la storia di Nagoya.
©Chananchida Nokjan - ShutterstockUn parco a tema dove di giostre ce ne sono giusto un paio, a Nagakute, poco fuori Nagoya, dentro un parco pubblico pieno di alberi e saliscendi che da queste parti chiamano Moricoro Park.
Ghibli Park è diviso in cinque zone staccate una dall’altra, e in ognuna ci sono edifici dei film costruiti davvero: la casa di Satsuki e Mei con il pavimento di legno, il castello di Howl che si muove e butta fuori fumo, un capannone al chiuso con dentro sale, negozi e scene dei film in cui ci si infila.
Si viene per guardare le cose da vicino e per camminare parecchio. È il posto giusto per chi è cresciuto con i film dello Studio Ghibli, per le famiglie con bambini piccoli e per chi non si spaventa davanti a qualche chilometro a piedi.
Le cinque zone non si somigliano per niente, e la differenza tra la migliore e la più debole è grossa. Queste sono le cose che reggono il confronto con l’idea che uno si è fatto guardando i film.

Il Villaggio di Mononoke è la delusione della giornata: si gira in quattro e quattr’otto, e tolti il cinghiale e la statua del dio maledetto tutta a piastrelle non resta molto. Se dovete tagliare qualcosa, tagliate quello.
Il Grande Magazzino invece è la zona dove si resta molto più di quanto si pensi: le scene dei film in cui ci si mette in posa hanno tutte la loro fila, quella del Senza Volto seduto sul treno è la più lunga di tutte, e nei momenti peggiori chiudono proprio l’accesso a quella parte per far smaltire la gente.
La casa di Satsuki e Mei è il pezzo che secondo me batte tutto il resto, e per un motivo preciso: non c’è niente dietro un vetro. I cassetti si aprono, i libri si toccano, il secchio del pozzo si tira su, e il legno vecchio si sente con il naso appena entrate.
Il Totoro di legno in cima alla collina, invece, si guarda da fuori se avete più di dodici anni: ci salgono dentro solo i bambini. Stessa regola per la stanza del Gattobus nel Grande Magazzino, dove gli adulti non entrano nemmeno accompagnando i figli e le foto non si possono fare.
Detto tutto questo, il parco dà esattamente quello che promette: non attrazioni, ma case vere in cui si cammina, costruite con la stessa attenzione al dettaglio che c’è nei disegni. Chi si aspetta un posto da giostre torna a casa storto, chi si aspetta di entrare nelle case di quei film esce contento.
Ci torno una volta l’anno e ogni volta finisco per stare dieci minuti buoni nella cucina della casa di Satsuki e Mei ad aprire e chiudere ante, perché è il solo posto al mondo dove quei film si toccano con le mani invece di guardarli. E quando arriva qualcuno dall’Italia con i bambini, il giro di Nagoya lo costruisco intorno a questa giornata, non il contrario.

La prima parte della mattina è la differenza tra una bella giornata e una giornata passata in coda. All’apertura il Grande Magazzino si gira con lo spazio per fermarsi, e nella Valle delle Streghe la giostra con i personaggi dei film e la musica del castello di Howl gira mezza vuota.
Poi arriva l’ora di pranzo e cambia tutto: è il momento peggiore in assoluto, la coda della panetteria Gu Choki arriva fino all’angolo, i ristoranti si intasano e anche i negozi diventano un imbuto. Mangiate prima o mangiate dopo, non in quella fascia.
Verso metà pomeriggio la gente inizia a sfollare e le ultime ore sono di nuovo respirabili: è il momento buono per tornare sulle scene dei film che avevate saltato perché c’era fila.
Nei giorni feriali si cammina tranquilli, nel fine settimana no, e la domenica pomeriggio è la peggiore. Da evitare la settimana di vacanze di inizio maggio, le vacanze scolastiche estive, il periodo delle foglie rosse e la fine dell’anno: sono i momenti in cui il parco è pieno ovunque.
Il periodo delle piogge è il meno affollato, ma con l’acqua vi resta solo il Grande Magazzino, perché fuori di tetti ce ne sono pochi e si cammina all’aperto tra una zona e l’altra.
L’estate è la stagione che sconsiglio davvero. Fa caldo, l’ombra sui percorsi è poca e non è un caso che all’ingresso insistano tanto con acqua e cappello.
Primavera e autunno sono le stagioni giuste: il bosco intorno alla collina di Dondoko cambia colore, si cammina senza sudare e la luce bassa del tardo pomeriggio sul castello di Howl è quella che rende meglio in fotografia. D’inverno si sta benissimo dentro al Grande Magazzino, ma tra il riscaldato e il fuori ci sono dieci gradi buoni di differenza, per cui portatevi qualcosa da togliere e rimettere.

Se fate tutte e cinque le zone, in una giornata mettete insieme quattro o cinque chilometri, su e giù per un parco che è tutto colline e sentieri nel bosco. Non è una passeggiata in piano tra un padiglione e l’altro: tra una zona e l’altra si cambia proprio pezzo di parco, e ci sono salite in cui il fiato si sente.
Mettete scarpe comode e che si tolgano in fretta, perché nella casa di Satsuki e Mei si entra scalzi.
La salita alla collina di Dondoko è la parte più faticosa: il sentiero è segnato dalle ghiande ed è una bella tirata nel bosco. Chi non se la sente può farsi portare in cima da una navetta su rotaia, e vi assicuro che con i nonni al seguito è la scelta giusta.
I passeggini restano fuori dagli edifici, quindi calcolate che i bambini piccoli in braccio li portate voi per un bel po’. Panchine e punti dove sedersi ce ne sono lungo i percorsi, ma tra un’area e l’altra si cammina e basta.
Se avete gente che si stanca, puntate sul Grande Magazzino: aria condizionata, niente pioggia sulla testa e si sta seduti più spesso. Il resto è aperto, con il sole addosso in estate e il vento in inverno.

Questo è uno dei pochi posti in Giappone pensati sul serio anche per chi ha meno di dieci anni. Nel Grande Magazzino c’è una strada finta di vecchia Tokyo, con le botteghe in scala ridotta in cui i bambini entrano e giocano, e accanto la stanza del Gattobus di stoffa, tutta per loro.
Fuori ci sono il cinghiale a piastrelle da usare come scivolo, la giostra con le creature dei film e un piccolo aggeggio volante che gira basso, roba da bambini piccoli, non da ragazzini in cerca di adrenalina.
Vi avviso su una cosa sola: qui si guarda molto e si sale su pochissimo. Un bambino abituato ai parchi con le montagne russe, dopo la terza casa da visitare in silenzio, comincia a chiedere quando si va.
Con i piccoli è una festa, con i figli grandi va bene solo se i film li conoscono e li amano.
Qui si viene per la qualità della costruzione, non per la quantità di cose da fare: ogni maniglia, ogni pentola e ogni pavimento sono fatti come li ha disegnati chi ha fatto quei film, e per questo vale la deviazione fino a Nagoya, anche togliendo un giorno a Kyoto.
Chi vuole attrazioni, velocità e una giornata organizzata a puntino resterà freddo, e farebbe meglio a spendere quella giornata altrove. Chi invece ha visto Totoro trenta volte trova la cucina, il pozzo e la scaletta per il piano di sopra esattamente dove se li ricorda.
Da Nagoya prendete la metropolitana Higashiyama fino al capolinea di Fujigaoka. Lì cambiate sulla Linimo, il treno a levitazione magnetica, e scendete ad Ai-Chikyuhaku-Kinen-Koen: in tutto ci vuole circa un'ora. Dall'uscita 2 il parco è subito fuori, ma le cinque zone sono sparse nel Moricoro Park e per arrivare alle più lontane si cammina ancora parecchio.
Dalla stazione di Nagoya partono anche alcuni autobus Meitetsu diretti, solo la mattina. Un parcheggio riservato al Ghibli Park non c'è, quindi è meglio usare i mezzi.
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Ghibli Park
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A 15811 metriKaiten sushi molto economico
A 16264 metriFast food con hamburger, giapponese.
Negozi ufficiali dello Studio Ghibli.
Catena con sushi ottimo.
Kaiseki di tofu e yuba.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).