Grande statua in legno di Totoro in un parco boschivo sotto una pioggia leggera con visitatori.©Chananchida Nokjan - Shutterstock

Ghibli Park

Un parco a tema dove di giostre ce ne sono giusto un paio, a Nagakute, poco fuori Nagoya, dentro un parco pubblico pieno di alberi e saliscendi che da queste parti chiamano Moricoro Park.
Ghibli Park è diviso in cinque zone staccate una dall’altra, e in ognuna ci sono edifici dei film costruiti davvero: la casa di Satsuki e Mei con il pavimento di legno, il castello di Howl che si muove e butta fuori fumo, un capannone al chiuso con dentro sale, negozi e scene dei film in cui ci si infila.
Si viene per guardare le cose da vicino e per camminare parecchio. È il posto giusto per chi è cresciuto con i film dello Studio Ghibli, per le famiglie con bambini piccoli e per chi non si spaventa davanti a qualche chilometro a piedi.

Cosa si vede

Le cinque zone non si somigliano per niente, e la differenza tra la migliore e la più debole è grossa. Queste sono le cose che reggono il confronto con l’idea che uno si è fatto guardando i film.

  • Il Grande Magazzino (Ghibli no Daisoko): l’unica parte al coperto, con la scalinata centrale coperta di mosaici, il giardino di rovine dove il robot di Laputa sta in mezzo alle piante, l’ufficio di Yubaba e una quindicina di scene dei film ricostruite in cui si entra per farsi la foto.
  • Il castello di Howl, nella Valle delle Streghe: venti metri di ferraglia e finestre storte che muove dei pezzi e sbuffa fumo più volte in un’ora; dentro si sale fino alla camera di Howl e al camino dove sta Calcifer.
  • La casa di Satsuki e Mei, nella Foresta di Dondoko: ci si toglie le scarpe, si aprono i cassetti e gli armadi, si guarda dentro la cucina e si cerca la scaletta nascosta che porta al piano di sopra.
  • Chikyuya, sulla Collina della Gioventù: il negozio di antiquariato di Whisper of the Heart, pieno di orologi a pendolo, bambole e cavalli a dondolo, con il laboratorio dei violini sopra e il balcone da cui si vede il parco.
  • La fucina del Villaggio di Mononoke: un capanno di legno e terra dove si grigliano da soli sul carbone gli spiedini di riso schiacciato, con la salsa da scegliere, e lì accanto il cinghiale gigante ricoperto di piastrelle colorate che ha uno scivolo sulla schiena.
  • Il Dondoko-do: il Totoro di legno alto cinque metri in cima alla collina della Foresta di Dondoko, dentro cui si arrampicano solo i bambini.

Il Villaggio di Mononoke è la delusione della giornata: si gira in quattro e quattr’otto, e tolti il cinghiale e la statua del dio maledetto tutta a piastrelle non resta molto. Se dovete tagliare qualcosa, tagliate quello.
Il Grande Magazzino invece è la zona dove si resta molto più di quanto si pensi: le scene dei film in cui ci si mette in posa hanno tutte la loro fila, quella del Senza Volto seduto sul treno è la più lunga di tutte, e nei momenti peggiori chiudono proprio l’accesso a quella parte per far smaltire la gente.

La casa di Satsuki e Mei è il pezzo che secondo me batte tutto il resto, e per un motivo preciso: non c’è niente dietro un vetro. I cassetti si aprono, i libri si toccano, il secchio del pozzo si tira su, e il legno vecchio si sente con il naso appena entrate.
Il Totoro di legno in cima alla collina, invece, si guarda da fuori se avete più di dodici anni: ci salgono dentro solo i bambini. Stessa regola per la stanza del Gattobus nel Grande Magazzino, dove gli adulti non entrano nemmeno accompagnando i figli e le foto non si possono fare.

Detto tutto questo, il parco dà esattamente quello che promette: non attrazioni, ma case vere in cui si cammina, costruite con la stessa attenzione al dettaglio che c’è nei disegni. Chi si aspetta un posto da giostre torna a casa storto, chi si aspetta di entrare nelle case di quei film esce contento.
Ci torno una volta l’anno e ogni volta finisco per stare dieci minuti buoni nella cucina della casa di Satsuki e Mei ad aprire e chiudere ante, perché è il solo posto al mondo dove quei film si toccano con le mani invece di guardarli. E quando arriva qualcuno dall’Italia con i bambini, il giro di Nagoya lo costruisco intorno a questa giornata, non il contrario.

Quando andare

La prima parte della mattina è la differenza tra una bella giornata e una giornata passata in coda. All’apertura il Grande Magazzino si gira con lo spazio per fermarsi, e nella Valle delle Streghe la giostra con i personaggi dei film e la musica del castello di Howl gira mezza vuota.
Poi arriva l’ora di pranzo e cambia tutto: è il momento peggiore in assoluto, la coda della panetteria Gu Choki arriva fino all’angolo, i ristoranti si intasano e anche i negozi diventano un imbuto. Mangiate prima o mangiate dopo, non in quella fascia.
Verso metà pomeriggio la gente inizia a sfollare e le ultime ore sono di nuovo respirabili: è il momento buono per tornare sulle scene dei film che avevate saltato perché c’era fila.

Nei giorni feriali si cammina tranquilli, nel fine settimana no, e la domenica pomeriggio è la peggiore. Da evitare la settimana di vacanze di inizio maggio, le vacanze scolastiche estive, il periodo delle foglie rosse e la fine dell’anno: sono i momenti in cui il parco è pieno ovunque.
Il periodo delle piogge è il meno affollato, ma con l’acqua vi resta solo il Grande Magazzino, perché fuori di tetti ce ne sono pochi e si cammina all’aperto tra una zona e l’altra.

L’estate è la stagione che sconsiglio davvero. Fa caldo, l’ombra sui percorsi è poca e non è un caso che all’ingresso insistano tanto con acqua e cappello.
Primavera e autunno sono le stagioni giuste: il bosco intorno alla collina di Dondoko cambia colore, si cammina senza sudare e la luce bassa del tardo pomeriggio sul castello di Howl è quella che rende meglio in fotografia. D’inverno si sta benissimo dentro al Grande Magazzino, ma tra il riscaldato e il fuori ci sono dieci gradi buoni di differenza, per cui portatevi qualcosa da togliere e rimettere.

Quanto si cammina

Se fate tutte e cinque le zone, in una giornata mettete insieme quattro o cinque chilometri, su e giù per un parco che è tutto colline e sentieri nel bosco. Non è una passeggiata in piano tra un padiglione e l’altro: tra una zona e l’altra si cambia proprio pezzo di parco, e ci sono salite in cui il fiato si sente.
Mettete scarpe comode e che si tolgano in fretta, perché nella casa di Satsuki e Mei si entra scalzi.

La salita alla collina di Dondoko è la parte più faticosa: il sentiero è segnato dalle ghiande ed è una bella tirata nel bosco. Chi non se la sente può farsi portare in cima da una navetta su rotaia, e vi assicuro che con i nonni al seguito è la scelta giusta.
I passeggini restano fuori dagli edifici, quindi calcolate che i bambini piccoli in braccio li portate voi per un bel po’. Panchine e punti dove sedersi ce ne sono lungo i percorsi, ma tra un’area e l’altra si cammina e basta.

Se avete gente che si stanca, puntate sul Grande Magazzino: aria condizionata, niente pioggia sulla testa e si sta seduti più spesso. Il resto è aperto, con il sole addosso in estate e il vento in inverno.

Con i bambini

Questo è uno dei pochi posti in Giappone pensati sul serio anche per chi ha meno di dieci anni. Nel Grande Magazzino c’è una strada finta di vecchia Tokyo, con le botteghe in scala ridotta in cui i bambini entrano e giocano, e accanto la stanza del Gattobus di stoffa, tutta per loro.
Fuori ci sono il cinghiale a piastrelle da usare come scivolo, la giostra con le creature dei film e un piccolo aggeggio volante che gira basso, roba da bambini piccoli, non da ragazzini in cerca di adrenalina.

Vi avviso su una cosa sola: qui si guarda molto e si sale su pochissimo. Un bambino abituato ai parchi con le montagne russe, dopo la terza casa da visitare in silenzio, comincia a chiedere quando si va.
Con i piccoli è una festa, con i figli grandi va bene solo se i film li conoscono e li amano.

In breve

  • Il pezzo forte: la casa di Satsuki e Mei, dove si entra scalzi e si tocca tutto, e il castello di Howl che si muove e fuma.
  • Quando andare: all’apertura o nelle ultime ore del pomeriggio, meglio in un giorno feriale; primavera e autunno sì, piena estate no.
  • Ideale per: chi ama i film dello Studio Ghibli, famiglie con bambini piccoli, camminatori pazienti.
  • Atmosfera: bosco, legno e ferro, voci di bambini nelle zone gioco e lunghi tratti di sentiero silenzioso tra una zona e l’altra.

Conclusione

Qui si viene per la qualità della costruzione, non per la quantità di cose da fare: ogni maniglia, ogni pentola e ogni pavimento sono fatti come li ha disegnati chi ha fatto quei film, e per questo vale la deviazione fino a Nagoya, anche togliendo un giorno a Kyoto.
Chi vuole attrazioni, velocità e una giornata organizzata a puntino resterà freddo, e farebbe meglio a spendere quella giornata altrove. Chi invece ha visto Totoro trenta volte trova la cucina, il pozzo e la scaletta per il piano di sopra esattamente dove se li ricorda.

Come arrivare

Da Nagoya prendete la metropolitana Higashiyama fino al capolinea di Fujigaoka. Lì cambiate sulla Linimo, il treno a levitazione magnetica, e scendete ad Ai-Chikyuhaku-Kinen-Koen: in tutto ci vuole circa un'ora. Dall'uscita 2 il parco è subito fuori, ma le cinque zone sono sparse nel Moricoro Park e per arrivare alle più lontane si cammina ancora parecchio.
Dalla stazione di Nagoya partono anche alcuni autobus Meitetsu diretti, solo la mattina. Un parcheggio riservato al Ghibli Park non c'è, quindi è meglio usare i mezzi.

Informazioni utili

Nome: Ghibli Park
Orario: Lunedì: dalle 10 alle 17; Martedì: chiuso; Mercoledì - Venerdì: dalle 10 alle 17; Sabato - Domenica: dalle 9 alle 17
Costo a persona: O-sanpo Day Pass Premium (tutte e cinque le zone e tutti gli edifici): 7.300 yen nei feriali, 7.800 yen nel weekend e nei festivi
O-sanpo Day Pass Standard (Grande Magazzino, Valle delle Streghe, Villaggio di Mononoke): 3.300 yen nei feriali, 3.800 yen nel weekend e nei festivi
Bambini 4-12 anni: metà prezzo
Fino a 3 anni: gratis
Durata visita: Una giornata intera se fate tutte e cinque le zone, dall'apertura fino a sera.
Giorni di chiusura: Pausa di fine anno dal 29 dicembre al 3 gennaio. Nel corso dell'anno ci sono anche chiusure per manutenzione, che possono durare un paio di settimane: prima di fissare la data guardate il calendario sul sito ufficiale.
Prenotazione: Obbligatoria online: all'ingresso i biglietti non si vendono. Escono due mesi prima, il 10 del mese alle 14 ora giapponese (i biglietti di dicembre, per esempio, escono il 10 ottobre). I weekend e il Premium finiscono in fretta, quindi segnatevi la data.
Consigli utili: Se volete entrare nella casa di Satsuki e Mei, nel castello di Howl e da Chikyuya, prendete il Premium e non lo Standard. Il biglietto base esclude la Foresta di Dondoko e la Collina della Gioventù, e gli edifici della Valle delle Streghe si pagano a parte, solo se restano posti.
Trasporti:
  • Stazione Ai-Chikyuhaku-Kinen-Koen (Linimo): uscita 2
  • Stazione Fujigaoka (metro Higashiyama): cambio per la Linimo
  • Autobus Meitetsu diretti dalla stazione di Nagoya, poche corse al mattino
Indirizzo: Ibaragabasama, Nagakute, Aichi 480-1342, Japan
Sito Internet: Ghibli Park
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).