A 296 metriChiboA 296 metri
Ottima catena di okonomiyaki.

Un palazzo di uffici a Umeda, a Osaka, con un’autostrada che gli passa dentro: non sopra né di fianco, proprio attraverso, all’altezza di alcuni piani intermedi. Si chiama Gate Tower Building ed è conosciuto in tutto il mondo per questo.
Da vedere ci sono l’edificio rotondo, la rampa che ci entra in curva e il tubo grigio che copre la strada. Non c’è un museo e non c’è un percorso, si guarda dalla strada. Per me è una delle cose più strane del Giappone: è il posto giusto se siete a Osaka e vi piace l’architettura che non si capisce al primo colpo, o se volete far vedere a qualcuno quanto in questo paese si riesce a incastrare tutto.
Il palazzo ha sedici piani, è quasi un cilindro di vetro e cemento, e all’altezza del quinto, sesto e settimo piano ci passa l’uscita Umeda dell’autostrada urbana Hanshin. Le macchine entrano da un lato del palazzo ed escono dall’altro. Non è un trucco di prospettiva né un ponte che lo sfiora.
La cosa che sorprende di più quando si è lì sotto è che l’autostrada non tocca il palazzo. La strada sta su supporti suoi, separati dalla struttura dell’edificio, e se ci fosse un terremoto ognuno andrebbe per conto suo. Per questo dentro non arrivano né vibrazioni né rumore, e anche dalla strada il traffico si sente molto meno di quello che uno si aspetta guardando le macchine sparire nel muro.
Dall’interno l’autostrada non si vede. Il palazzo è un centro congressi con sale riunioni, e i piani attraversati dalla strada non hanno finestre, per motivi di sicurezza antincendio.
In più, il quinto, il sesto e il settimo piano dentro proprio non esistono: i pavimenti non ci sono. Non sognatevi di salire a guardare le macchine dal corridoio. Si guarda dalla strada e basta.
Vi avviso: non è un grattacielo. A Umeda intorno ci sono torri molto più alte, e se arrivate aspettandovi un colosso, all’inizio vi sembra più basso che in foto. Poi alzate gli occhi sul buco con le macchine che ci passano dentro, e la cosa che vi resta in testa è quella.
Il motivo di tutto questo è quasi comico: il proprietario del terreno voleva ricostruire il suo palazzo senza traslocare, l’autostrada doveva passare esattamente lì, e dopo anni di trattative la soluzione è stata farli stare tutti e due nello stesso posto. In Giappone è stato il primo edificio costruito così, e l’affitto di quei piani lo paga la società dell’autostrada.
Quando ho amici dall’Italia e siamo dalle parti di Umeda faccio sempre la deviazione, perché è una cosa che a raccontarla nessuno ci crede.
Appena la vedono tutti fanno lo stesso gesto: si mettono davanti e la indicano con il braccio teso, come a dire guarda che è vero. È lo stesso gesto che faccio anch’io ogni volta, e non mi è ancora venuto a noia.
È un palazzo in mezzo alla città: non c’è una stagione giusta e non ci sono fiori o foglie che cambiano qualcosa. Lo vedete uguale a gennaio e ad agosto.
L’unica cosa che fa la differenza è la luce. Di giorno, con il cielo sereno, la forma rotonda e il tubo grigio si leggono bene, e da sotto si distinguono le macchine che entrano nella curva. Quando è grigio e piove, il cemento e il cielo hanno lo stesso colore e il palazzo perde molto.
Di folla non ce n’è. A fermarsi a fotografarlo sono quasi solo gli stranieri, mentre i giapponesi della zona ci passano davanti senza alzare la testa.
Al massimo trovate due o tre persone con il telefono in mano, e nei giorni feriali gli impiegati in giacca che entrano ed escono dalle sale riunioni guardano voi, non il palazzo.
Il punto giusto è sotto, ai piedi dell’edificio, inquadrando dal basso verso l’alto: nella stessa foto entrano la rampa, il tubo che la copre e i piani sopra. Più vi avvicinate, più sembra che la strada esca dal muro.
Se volete metterci anche una persona, fatela stare davanti a mezza distanza e lasciate tutto il palazzo sopra la sua testa, altrimenti il buco con la strada finisce fuori inquadratura. La posa con il braccio teso verso il buco è un classico, e fa capire subito che cosa state guardando.
Spostandovi di lato si riesce a prendere anche l’albergo accanto: la foto perde un po’ di pulizia, ma la strada che si infila tra i due palazzi rende l’idea meglio di qualsiasi spiegazione. Non c’è da fare la fila e nessuno vi mette fretta, quindi provate più angoli con calma.
Non ci sono sale da girare né giardini, e chi cerca un posto dove passare la mattinata qui non lo trova. In cambio c’è una cosa che non vedrete da nessun’altra parte: una strada con le macchine vere che attraversa un palazzo vero. Secondo me la deviazione la vale tutta, perché resta tra le cose del viaggio che si raccontano di più al ritorno. Se però l’architettura e le stranezze delle città non vi dicono niente, è solo un palazzo per uffici rotondo e potete tranquillamente lasciarlo perdere.
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Gate Tower Building
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Gate Tower Building - lì vicino trovate:
A 296 metriOttima catena di okonomiyaki.
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A 530 metriRamen.
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Yakiniku elegante.
A 560 metriOttimo fast food di cibo giapponese.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).