Due bicchieri di bevande fredde al caffè su un tavolino scuro presso il Fuglen, vicino alla stazione di Yoyogi-Hachiman.

Fuglen

Una catena di caffetterie norvegesi con diversi locali a Tokyo e qualcun altro sparso per il Giappone, dove il caffè si beve chiaro, acidulo e leggero come lo bevono a Oslo. Fuglen tosta i chicchi per conto suo, fa waffle norvegesi sottili e la sera tira fuori i cocktail, per cui è uno di quei posti in cui entrate per una tazza e vi ritrovate seduti tre ore.
Ci andate se volete un caffè fatto sul serio e un po’ di aria nordica: una pausa a metà giornata, una colazione con calma, due chiacchiere con qualcuno senza nessuno che vi metta fretta.

Caffè, waffle e prezzi

La tostatura chiara qui non è una posa da baristi: il caffè del giorno arriva in tazza con un’acidità agrumata che senti subito, e poi se ne va via pulita senza lasciarti quella patina amara in bocca. Lo estraggono con l’Aeropress o in filtro a mano, a seconda del chicco.
Le origini singole cambiano, ma il giro è quello: etiopi floreali, kenyoti che virano sul pompelmo, qualche colombiano più dolce. Se ordinate un caffellatte, il latte si sente parecchio e il caffè resta sotto, morbido.

  • Caffè del giorno: filtro a tostatura chiara, note di agrumi e frutta, corpo leggero e finale pulito
  • Espresso e cortado: dolci più che amari, l’espresso resta acidulo anche in tazzina piccola
  • Waffle semplice: sottile, a cuoricini, servito con miele oppure salsa al caramello o al cioccolato
  • Waffle con brunost, panna acida e marmellata ai frutti di bosco: il formaggio marrone norvegese, dolce e salato insieme
  • Waffle salato con uova strapazzate, spinaci saltati e salsiccia: la versione da pranzo
  • Waffle con salmone affumicato e formaggio spalmabile: la combinazione nordica classica, fresca e non pesante
Marco Togni tiene un bicchiere di caffè nel locale Fuglen vicino alla stazione Yoyogi-Hachiman a Tokyo.
Un caffè con ghiaccio tra gli arredi in legno scuro del locale. L'interno mescola il rigore del design norvegese con il ritmo dei bar tokyoti.
Un bicchiere di caffè espresso con schiuma su un tovagliolo bianco appoggiato a un tavolo di Fuglen a Tokyo.
L'espresso shakerato servito ai tavoli interni. La schiuma densa indica una preparazione meticolosa, da sorseggiare guardando verso la strada.

Il waffle norvegese non c’entra niente con quello belga: è sottile, morbido, più vicino a una crêpe spessa che a una cialda croccante. Se aspettate il croccante fuori e il burro che cola, restate delusi.
Vi avviso che il brunost è particolare: è un formaggio di capra cotto finché caramella, con un retrogusto che ricorda lo zucchero bruciato. A me piace da matti con il caffè acidulo, ma c’è chi dopo due bocconi si ferma.

Per un caffè si sta sui 400–600 yen, che per il livello dei chicchi e per Tokyo è una cifra normale. Se ci aggiungete un waffle salite sui 1.500–2.000 yen a testa, ed è lì che il conto diventa medio-alto per quella che a tutti gli effetti è una caffetteria.
Secondo me i soldi stanno tutti nella tazza: pagate un filtro quello che in mezza Europa costerebbe il doppio, e lì sarebbe estratto peggio. Quando voglio un caffè che sappia di frutta e non di bruciato, Fuglen è il primo nome che mi viene in mente, e ci torno anche solo per bere in piedi e ripartire.

Com'è dentro

Le sedi non sono fotocopie, ma l’aria è la stessa ovunque: mobili norvegesi degli anni cinquanta e sessanta, legno chiaro, lampade dal disegno tondo, luce calda. Quasi tutto quello che vedete è in vendita, sedie e lampade comprese.
Vi capiterà di sedervi su una poltrona e trovare il cartellino con il prezzo. Fa sorridere, e l’arredamento cambia nel tempo, perché quando qualcuno compra, quel pezzo sparisce e ne arriva un altro.

Alcune sedi stanno su due piani, con divani e tavolini bassi di sopra e il bancone di sotto; altre hanno qualche posto all’aperto. I posti sono pochi dappertutto, e i tavoli grandi si condividono con sconosciuti, che in Giappone è meno scontato di quanto sembri.
Le vetrate sono larghe e la luce entra tutto il giorno, così anche quando è pieno non ti senti chiuso in una scatola.

Da Oslo a Tokyo

Fuglen nasce a Oslo come caffè che si chiamava Kaffefuglen, e solo molto dopo aggiunge la galleria di design con i mobili vintage scandinavi. Il locale di Tokyo a Tomigaya, dalle parti di Shibuya, è stato il primo fuori dalla Norvegia: da lì il marchio si è allargato in mezzo Giappone.
Se ne scegliete uno solo, quello di Tomigaya è l’originale, da quartiere, con il bancone sempre pieno. Quello di Asakusa è più grande e più comodo, ed è il posto giusto se volete sedervi davvero e fermarvi a lungo.

Due bicchieri di bevande fredde al caffè su un tavolino scuro presso il Fuglen, vicino alla stazione di Yoyogi-Hachiman.
L'offerta varia dai caffè estratti a freddo alle miscele più cremose. I tavolini a ridosso della vetrata ricevono un'ottima luce naturale.
Esterno del caffè Fuglen vicino alla stazione Yoyogi-Hachiman a Tokyo con persone sedute sulle panchine lungo l'edificio.
Il marciapiede in mattoni davanti all'ingresso funge da estensione del locale. Nelle giornate miti sedersi all'aperto è la scelta più indicata.

La sera diventa un bar

È la parte che si perdono quasi tutti. La stessa stanza in cui al mattino si beve filtro, con le luci abbassate diventa un banco da cocktail, e i ragazzi dietro il bancone fanno cose serie con l’aquavit norvegese, il liquore alle erbe che laggiù bevono col pesce.
Ci sono anche birre e cocktail a base di caffè, che qui hanno un motivo in più per essere provati, visto che il caffè lo tostano loro.

Un cocktail supera i mille yen, il che lo mette in linea con qualsiasi bar decente di Tokyo. Anche chi entra cambia: la mattina studenti e stranieri con la guida in mano, la sera coppie e residenti del quartiere che si siedono sul divano e ci restano.

Quando andarci e avvertenze

Aspettatevi gente. Nei fine settimana c’è da mettersi in coda e girare un attimo intorno ai tavoli aspettando che qualcuno si alzi, e anche nei giorni feriali il bancone è impegnato.
Se volete prendervela comoda, il momento più tranquillo è la metà pomeriggio nei giorni infrasettimanali: allora vi sedete, ordinate un secondo caffè e nessuno vi guarda storto.

Se i tavoli sono tutti pieni e vi piantate lì con il portatile aperto per due ore, la cosa non viene presa benissimo. Non è un posto da ufficio, è un posto dove si beve e si parla.
E se il vostro caffè preferito è quello nero e amaro del bar sotto casa, qui l’acidità vi sembrerà strana. Non è un difetto, è voluta, ma tanto vale saperlo prima di spendere.

In breve

Pro:

  • caffè a tostatura chiara estratto bene, con acidità pulita e sapore di frutta vera
  • arredi vintage norvegesi originali, praticamente tutti acquistabili
  • di sera cambia pelle e serve cocktail con aquavit preparati da baristi che sanno il fatto loro

Contro:

  • pochi posti a sedere e attesa quasi garantita nel fine settimana
  • i waffle costano parecchio per quello che sono

Ideale per: una pausa caffè fatta bene mentre girate la città, o una sosta lunga a chiacchierare senza fretta

Atmosfera: legno chiaro, luce dalle vetrate, divani bassi e un misto di stranieri e gente del posto

Conclusione

Quello che mi resta in testa uscendo da Fuglen è il contrasto tra la tazza e la stanza: un caffè che sa di agrumi e una poltrona anni cinquanta con il cartellino del prezzo attaccato sotto, come se fossi in casa di qualcuno che vende i mobili. Chiedete il caffè del giorno e fatevi dire da che lotto arriva, perché ve lo spiegano volentieri e cambia il modo in cui lo bevete.
Se ci passate una volta sola, prendete il waffle col brunost: quel formaggio caramellato accanto al filtro è una combinazione che non si trova altrove in città. Sedetevi vicino alle vetrate se trovate posto, e rimanete un po’ più del previsto. Di tutte le caffetterie di Tokyo, questa è quella che consiglio senza pensarci due volte.

Informazioni utili

Nome: FUGLEN SANGUBASHI
Orario: Lunedì: chiuso; Martedì - Domenica: dalle 8:30 alle 18
Indirizzo: 4-chōme-20-10 Yoyogi, Shibuya, Tokyo 151-0053, Japan
Sito Internet: FUGLEN SANGUBASHI
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).