Vista aerea della fortezza a stella di Goryokaku a Hakodate con alberi di ciliegio in fiore e fossato d'acqua.©AaronChenPS2 - Shutterstock

Forte Goryokaku

Una fortezza a cinque punte in mezzo a Hakodate, in Hokkaido: un fossato che gira intorno per quasi due chilometri, muraglioni di terra su cui si sale a piedi e circa millecinquecento ciliegi piantati dentro e lungo l’acqua.
Goryokaku oggi è un parco pubblico dove si entra e si cammina, con al centro il palazzo di legno del governatore, ricostruito, che si visita senza scarpe camminando sui tatami. La forma a stella da terra però non si coglie, e per quella c’è la torre lì accanto.
È il posto giusto se avete un giorno solo a Hakodate e volete una cosa fatta bene invece di cinque fatte di corsa, ed è comodo anche con i bambini perché dentro è tutto pianeggiante.

Cosa si vede

  • Il fossato e i terrapieni: acqua larga fino a trenta metri e profonda quattro o cinque, e sopra i bordi i muraglioni alti sette metri e mezzo, con le scalette per salirci e camminarci sopra guardando giù.
  • Il palazzo del governatore, il bugyosho: dentro c’è il salone da settantadue tatami, che sono quattro stanze in fila con i pannelli scorrevoli aperti, e l’odore di legno nuovo e di paglia si sente appena entrati.
  • La mezzaluna all’ingresso: un bastione a forma di rombo schiacciato che si attraversa passando dal primo al secondo ponte, l’unico dei cinque previsti che sia stato costruito davvero.
  • Il muro di pietra vicino alla porta: a metà altezza le pietre sporgono in fuori di un bel pezzo, un gradino rovesciato messo lì perché nessuno potesse arrampicarsi.
  • Il magazzino delle provviste e i due cannoni: il magazzino è l’unico edificio in piedi dall’inizio, e tutto attorno i contorni degli altri edifici spariti sono disegnati per terra.
  • La terrazza panoramica della torre: sta a novanta metri e da lassù la stella si vede tutta intera, con il monte Hakodate dietro e, quando l’aria è pulita, la costa di Aomori dall’altra parte dello stretto.

Vi avviso subito di una cosa: camminando dentro, la forma a stella non la riconoscete. Si sta in un parco grande con un canale d’acqua larghissimo intorno, e chi entra convinto di vedere le cinque punte resta spiazzato.
Del palazzo ne hanno rifatto circa un terzo, quindi quello che avete davanti è un pezzo di quello che c’era, non il complesso intero. Non toglie niente, ma è giusto saperlo prima.

La parte migliore secondo me è salire sul terrapieno e farci sopra il giro: si vede l’acqua sotto, i tetti del palazzo in mezzo all’erba e il taglio netto delle punte. Un sacco di gente non ci sale nemmeno e resta sul vialone centrale che porta dritto all’ingresso del palazzo.
Se cercate un castello giapponese con la torre bianca e i tetti curvi, qui non c’è: è un forte all’occidentale, fatto di terra, acqua e pietra, e l’ultima guerra civile del paese è finita esattamente qui dentro. Il forte era stato finito nel 1864 su progetto di Takeda Ayasaburo, che si era ispirato ai manuali militari francesi. Appena cinque anni dopo qui si chiusero gli ultimi fedeli allo shogunato, guidati da Enomoto Takeaki, che a Ezo avevano persino proclamato una loro repubblica.
Nella primavera del 1869, dopo l’assedio delle truppe imperiali, si arresero, e poco lontano cadde in combattimento Hijikata Toshizo, il vicecomandante della Shinsengumi, che a Hakodate è ancora una specie di eroe.

Quello che dà è più di quello che promette la fotografia dall’alto, che è poi il motivo per cui quasi tutti ci vengono. Cammini su un pezzo di storia che non assomiglia a nient’altro in Giappone, ed è anche un bel parco dove la gente di Hakodate corre, porta il cane e si siede sull’erba.
Quando vado a Hakodate ci passo sempre, anche solo per il giro del fossato prima di cena: è mezz’ora di cammino in piano con l’acqua a fianco, e mi rimette in ordine la testa dopo una giornata di treni. Se ho qualcuno con me lo porto qui il primo giorno, perché è la cosa che poi si ricorda della città insieme alla vista dal monte.

Quando andare

La mattina presto è il momento in cui il posto è tutto vostro: lungo il fossato ci sono i signori del quartiere che camminano e qualche corridore, e sui terrapieni non incontrate nessuno. Il tardo pomeriggio è il secondo momento buono, con la luce bassa che taglia di lato i terrapieni.
Nei giorni feriali si gira liberamente in qualsiasi stagione.

Poi c’è il periodo dei ciliegi, a cavallo tra la fine di aprile e i primi di maggio, e lì cambia tutto. Quando i petali cadono sull’acqua il fossato si copre di bianco, si possono prendere le barchette a remi e remare in mezzo ai rami, e nel prato dentro le punte le famiglie di Hakodate grigliano il montone sui fornelletti, perché qui durante la fioritura il fuoco è permesso, a patto che non sia a contatto con il terreno.
Banchetti di cibo dentro non ce ne sono, quindi si arriva con la roba già comprata. Nei giorni di picco si cammina in fila sui sentieri stretti e il prato è un tappeto di teli: se volete vedere i ciliegi con calma, alzatevi presto.

D’estate è tutto verde e nell’acqua si aprono le ninfee bianche e rosse. In autunno le foglie dei ciliegi virano sul rosso ruggine e il giro del fossato diventa la passeggiata più bella dell’anno, con molta meno gente della primavera.
D’inverno la neve copre i terrapieni, l’acqua gela, e quando fa buio lungo tutto il perimetro accendono duemila lampadine che ridisegnano la stella sul bianco: quella si guarda dall’alto, da terra vedete solo una fila di luci.

Con la pioggia forte lasciate perdere, perché qui si sta all’aperto quasi sempre e l’unica cosa al coperto è il palazzo. Con il cielo basso e grigio, dalla terrazza panoramica il monte e lo stretto spariscono e vi resta la stella e basta.

Com’è girarlo

Dentro è piatto, i sentieri sono larghi e ghiaiati, e un passeggino o una carrozzina passano senza problemi sul percorso principale e lungo l’acqua. Le uniche salite sono le scalette che portano sui terrapieni, ripide e strette, e lassù non c’è niente che faccia da parapetto: con i bambini piccoli tenete d’occhio il lato del fossato.
Il giro completo lungo l’acqua è un chilometro e otto, tutto in piano.

All’ingresso del palazzo le scarpe si tolgono e vi danno un sacchetto per portarvele dietro, quindi conviene avere calzini decenti e, d’inverno, mettere in conto che il tatami è gelido. Dentro si passa per quattro parti: le stanze rimesse com’erano, la sezione sui ritrovamenti, una saletta con un video e la parte sulla ricostruzione, con gli attrezzi e i modelli di come l’hanno tirato su.
La torretta del tamburo, quella che spunta sopra i tetti, si guarda da fuori e dal cortile interno, dove i tetti si incrociano a zigzag.

La foto migliore

La stella intera si prende solo dalla terrazza panoramica, e c’è un dettaglio che conviene sapere: la torre non sta sopra al forte ma di fianco, per cui la vedete di sbieco e non perfettamente dall’alto come nelle immagini che girano. Il vetro riflette parecchio, quindi conviene attaccarsi al vetro con l’obiettivo per togliere i riflessi.
Al tramonto e nella prima sera davanti alle finestre dal lato giusto c’è la coda dei fotografi e ci si avvicina a fatica: se volete la stella con calma, andate quando c’è ancora luce piena. Sul livello più basso della terrazza c’è un pezzo di pavimento in vetro sotto cui vedete gli ottantasei metri di vuoto, e quello con i ragazzini funziona sempre.

Da terra la fotografia che viene meglio è dall’alto del terrapieno, con l’acqua che curva verso una punta e il verde in mezzo. In primavera puntate sull’acqua coperta di petali, non sui rami.

In breve

  • Il pezzo forte: il fossato a stella visto da novanta metri e il giro a piedi sui muraglioni di terra.
  • Quando andare: mattina presto o tardo pomeriggio; primavera per i ciliegi, autunno per le foglie rosse e molta meno gente.
  • Ideale per: chi ha un giorno a Hakodate, chi viaggia con bambini, chi vuole camminare un’ora in piano dentro un pezzo di storia.
  • Atmosfera: parco cittadino vissuto, gente del posto che cammina e corre, ghiaia sotto i piedi, acqua larga e silenzio appena si sale sull’erba.

Conclusione

Il valore vero di Goryokaku è che sono due visite in una: da sopra la geometria, da dentro una passeggiata lunga con l’acqua a fianco e un palazzo di legno che sa di segheria. Vale la deviazione anche fuori stagione, perché il disegno del forte e i terrapieni ci sono sempre, con la neve come con le foglie rosse.
Se però viaggiate di corsa e già sapete che salirete solo sulla torre per la fotografia, ridimensionate: dieci minuti lassù e via non vi restituiscono granché. Qui si viene per camminarci dentro.

Come arrivare

Dalla stazione di Hakodate prendete il tram fino alla fermata Goryokaku-koen-mae, circa 15 minuti: da lì camminate per una decina di minuti, seguendo la torre che si vede dalla strada, fino all'ingresso del forte.
Con i bus urbani si scende invece praticamente ai piedi della torre, che sta di fianco al primo ponte.

Informazioni utili

Nome: Goryokaku
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 5 alle 19
Costo a persona: Parco e fossato: gratuito
Palazzo del governatore: 500 yen
Torre Goryokaku: 1.200 yen
Durata visita: Circa 2 ore tra giro del fossato, palazzo e torre
Giorni di chiusura: Il palazzo del governatore resta chiuso nella pausa di fine anno (31 dicembre - 3 gennaio) e da novembre a marzo chiude alle 17. Il parco resta sempre accessibile.
Consigli utili: Salite prima sulla torre e solo dopo entrate nel forte: dall'alto vi fate la mappa delle punte e capite subito dove salire sui terrapieni. Da terra la stella non si riconosce, e così il giro sui muraglioni ha tutto un altro senso.
Trasporti:
  • Fermata Goryokaku-koen-mae (tram di Hakodate, linee 2 e 5): 10 minuti a piedi
  • Fermata Goryokaku Tower-mae (bus Hakodate Bus dalla stazione)
Indirizzo: 44-44 Goryōkakuchō, Hakodate, Hokkaido 040-0001, Japan
Sito Internet: Goryokaku
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).